2 Gennaio 2010

Saldi, chilometri di coda a caccia del prezzo scontato

 
Più del maltempo potè lo shopping. Sulla via Pontina, in uscita da Roma, la corsa ai saldi ha provocato dieci chilometri di coda. Tutti in fila per entrare in uno dei templi dell’ acquisto scontato: l’ outlet di Castelromano. E la scena non è molto diversa nelle vie del centro della capitale come in quelle di Milano. L’ anno per gli italiani è cominciato così, in coda davanti a un negozio con la speranza di potersi concedere, a prezzo scontato, piccoli-grandi acquisti che la crisi ha consigliato di rinviare in attesa di tempi migliori. È il popolo dello shopping che si prende la rivincita. E cerca il coraggio di accostarsi anche ai negozi di lusso, sciamando in tra via Condotti e via Frattina, tra le grandi firme della capitale, oppure a Milano, in via Montenapoleone, per sognare il lusso a prezzi scontati. A tanto attivismo da parte dei potenzionali acquirenti però potrebbero però non corrispondere a fine giornata gli incassi per gli esercenti. Si gira, si guarda, si prova, ma si acquista solo con molto prudenza. "Vediamo molto movimento – spiega Roberto Manzoni, presidente della Federazione italiana settore moda (Fismo) della Confesercenti – ma le sporte ancora vuote. Alla fine penso che andrà come l’ anno scorso, con un calo dovuto certamente alla crisi: la gente è molto più oculata, c’ è grande paura del futuro". A pagare sono le grandi firme: "Certo la gente fa la fila da Prada o Luis Vuitton per curiosità o nella speranza della super offerta, ma poi preferisce comprare capi di minore marca e minore qualità, spesso cose infime che vengono dall’ oriente, e a soffrire sarà il made in Italy". E che l’ inizio dei saldi non sia travolgente lo certifica il monitoraggio del Codacons, che fotografa un calo degli acquisti del 15 per cento rispetto al 2009: "Dalle ore 10 alle ore 12,30 abbiamo registrato una diminuzione dell’ affluenza di cittadini nei negozi e nei centri commerciali delle principali città (Napoli, Roma, Bologna, Milano, Venezia e Palermo) rispetto allo scorso anno – spiega il presidente Codacons, Carlo Rienzi – mentre la diminuzione degli acquisti si attesta attorno al 15%. Per essere il primo giorno di saldi il calo delle vendite è pesante, e si spiega anche con il fatto che molti italiani sono ancora in vacanza per il Capodanno. Speriamo in una ripresa a partire da lunedì – prosegue Rienzi- ma riteniamo che alla fine della stagione i saldi faranno segnare un triste -20%, non avendo più le famiglie soldi da spendere per acquisti non essenziali". Anche Federconsumatori prevede una stagione di shopping piuttosto "fredda": non metterà piede in un negozio oltre la metà delle famiglie italiane, mentre il 45% (10 milioni e 800.000 famiglie) sfideranno la crisi comprando almeno un capo. In ogni caso una riduzione del 5% rispetto all’ anno scorso con 3,2 miliardi di euro spesi, dopo un Natale disastroso con le spese crollate di oltre due miliardi. Molto più ottimistica la previsione di Confcommercio, secondo cui alla fine, crisi o no, il 69,3% dei consumatori, il 2,4% in più rispetto allo scorso anno, approfitterà degli sconti. Gli italiani spenderanno mediamente tra i 100 e i 300 euro, in particolare le donne, i giovani tra i 18 e i 24 anni e coloro che hanno più di 64 anni; gli uomini invece spenderanno di più, fino a 400 euro, soprattutto quelli del Nord Est e del Centro Italia.

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