Saldi: c?è chi piange e chi ride
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fonte:
- Il Messaggero
Perugia e Terni a macchia di leopardo, a Foligno pienone all?ora di pranzo, Spoleto immobile
PERUGIA – “Sapore di saldi“, recita così la campagna pubblicitaria estiva di un noto centro commerciale perugino. Nel quale martedì sera, si respirava l`atmosfera del “day before“, con molte vetrine abbassate alcuni minuti prima della chiusura abituale, e un discreto movimento all`interno. Qualcuno sistema gli ultimi dettagli della vetrina: la t-shirt sul manichino, il cartellino storto, il cartello da attaccare al vetro. L`estate umbra dei saldi parte dalle contraddizioni di un semestre trascorso a “rincorrere“ clienti disorientati dai prezzi in euro, da una moneta della quale non hanno ancora percepito il reale potere d`acquisto. Dall`altra parte, i negozianti divisi tra speranze e timori, attesa e insofferenza. In una mappa in chiaroscuro che vede la regione divisa tra previsioni ottimistiche e valutazioni prudenti.
Il primo giorno di promozioni a Perugia ha visto molti clienti, soprattutto donne e ragazze, girare tra le vetrine. C`è chi dà uno sguardo alle offerte, vede un capo che piace e promette un acquisto successivo. Una giovane, invece, chiede consiglio all`amica su una t-shirt per il fidanzato: un acquisto che, però, verrà rigorosamente rimandato. Va meglio nei centri commerciali. «Rispetto al giorno precedente – spiega Raffaele Cantini, direttore del centro commerciale Collestrada – i saldi hanno avuto il loro effetto, e si è notata una maggiore presenza di persone». Anche al “Gherlinda“ l`avvio è promettente. «Una buona affluenza – dice la direzione -, la gente apprezza le occasioni proposte dai commercianti».
Dopo la contrazione avvertita negli ultimi tre mesi, l`auspicio degli addetti ai lavori è che i consumatori approfittino dei saldi per comprare ciò che non è stato acquistato prima. «Certe spese – dice Antonio Giorgetti, presidente provinciale di Confcommercio – nel corso dell`anno devono esserci e a fronte del calo del periodo precedente, i negozianti contano sull`effetto saldi per la ripresa. Un certo movimento si è comunque notato sin dal primo giorno». Secondo Claudio Visaggio, responsabile settore tessile della Confcommercio di Terni, «la gente non riempirà gli armadi, ma comprerà solo l`essenziale».
Alle ottimistiche previsioni di spesa di Telefono Blu, circa 50 milioni di euro la disponibilità di spesa degli umbri, corrispondono le valutazioni più frenate del Codacons. «C`è preoccupazione per il passaggio all`euro e per gli aumenti – sostiene Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – e non crediamo ci sia una grande corsa all`acquisto. L`adesione di circa il 30% allo sciopero del consumo, conferma che in Umbria c`è ancora scetticismo. E in questi casi, sarà decisiva la fiducia che si ripone nel negoziante».
Nel primo giorno di saldi ridono soprattutto i negozi di calzature e articoli sportivi. «É stata una giornata positiva – spiegano alla Wonderful Sport System di Foligno (25 negozi in tutta la regione) – con parecchia gente anche all`ora di pranzo. Costumi da bagno, polo e bermuda, gli articoli più richiesti, anche perché con i saldi migliori». Un avvio promettente anche a Terni, sul fronte calzature. «Come primo giorno – spiegano alla Scarpamondo – è andata molto bene, con molti curiosi ma anche tanti acquirenti».
Più preoccupati gli operatori di Spoleto che alla contrazione degli acquisti dovuta all`introduzione dell`euro sommano la delusione per un “effetto Festival“ inferiore alle attese. «I commercianti lamentano una flessione delle vendite – spiega Cinzia Petrini, funzionario responsabile della Confesercenti di Spoleto – che riflette le incertezze dei consumatori. C`è delusione anche per il movimento legato al Festival che ha fatto registrare un minor spostamento del turismo ricco. Per questo si spera sui saldi, anche per una boccata di liquidità». I timori derivano dalla flessione degli acquisti registrata nei primi sei mesi dell`anno, con i consumatori non ancora “padroni“ della nuova moneta. Osservano molti operatori. «Non c`è ancora la capacità di gestire lo stipendio in euro». E ancora. «Non ci si capacita dell`effetto conversione». La preoccupazione è che tutto questo possa condizionare la normale campagna dei saldi.
Una stagione per certi aspetti diversa rispetto alle altre. Compaiono bizzarre percentuali di sconto (29%, 13%, 31%) e, parallelamente aumentano i negozi che, tali numeri, preferiscono non esporli affatto. Allora ecco scritte tipo “All`interno, prezzi ridotti“, inserite in vetrine identiche a quelle dei giorni passati. «I saldi non sono un obbligo – sottolinea Claudio Visaggio – e può capitare che certi negozi non li facciano. In certe zone turistiche, ad esempio, sarebbe un controsenso farli. Altrove, invece, stanno diventando un rito». Per qualche esercizio, la rinuncia ai saldi fa parte di una strategia ben precisa. «Fare sconti su certi articoli – aggiunge Antonio Giorgetti – potrebbe essere uno svantaggio, anche per motivi di immagine; dipende dalla politica commerciale adottata».
Nel frattempo, i negozi che non si sottraggono a tale abitudine, continueranno a esporre cartellini con cifre, virgole e percentuali, fino al 10 settembre. Tra occasioni vere e virtuali, con le puntuali raccomandazioni e i soliti consigli per non incappare in affari che di conveniente hanno ben poco.
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