27 Dicembre 2011

Saldi al via tra le polemiche  

Saldi al via tra le polemiche
 

 Secondo le stime dell’ Ufficio Studi di Confcommercio ogni famiglia, in occasione dei saldi invernali 2012, spendera’ 403 euro per l’ acquisto di capi d’ abbigliamento ed accessori, per un valore complessivo di 6,1 miliardi di euro pari al 18% del fatturato annuo del settore. Ad eccezione dei lucani e dei siciliani che potranno acquistare in saldo gia’ dal 2 gennaio cosi’ come dei friulani a partire dal 3 gennaio, in tutte le grandi citta’ e in quattordici regioni su venti l’ appuntamento con i saldi invernali e’ fissato per il 5 gennaio. I molisani e gli altoatesini dovranno, invece, attendere fino al 7 gennaio, mentre i valdostani, come da tradizione, fino al 10 gennaio. "La crisi economica e una stagione autunnale caratterizzata da un clima mite – sottolinea Renato Borghi, Presidente di Federazione Moda Italia e Vice Presidente di Confcommercio – non hanno di certo favorito le vendite di capi d’ abbigliamento della collezione autunno/inverno. E anche a dicembre abbiamo dovuto fare i conti con un Natale all’ insegna del risparmio e di molta prudenza negli acquisti. Inoltre, i margini delle imprese hanno subito un’ ulteriore riduzione perche’ per sostenere consumi gia’ deboli i commercianti, laddove possibile, hanno assorbito l’ aumento dell’ Iva dal 20% al 21% deciso quest’ estate. Ora con l’ avvio dei saldi confidiamo in una boccata d’ ossigeno per le vendite". E sulla data unica di partenza dei saldi e’ perentorio il giudizio di Borghi: "La fruttuosa collaborazione tra Federazione Moda Italia e le Regioni ha portato all’ adozione su quasi tutto il territorio nazionale della data del 5 gennaio per l’ inizio dei saldi, evitando, da un lato, spiacevoli diatribe e competizioni interregionali e, dall’ altro, disordine, incertezze e un’ anacronistica anarchia territoriale". Adoc: "Spesa sarà di non oltre 90 euro a persona" – "I prossimi saldi invernali al via dal 5 gennaio 2012 saranno un flop" secondo l’ Adoc, che in una nota spiega che "prevede un calo delle vendite del 30% rispetto allo scorso anno e una spesa in ribasso del 21%". È il presidente dell’ Adoc, Carlo Pileri, a specificare che "stimiamo un calo delle vendite dei saldi pari al 30% rispetto allo scorso anno e una spesa in ribasso del 21%, il budget non superera’ i 90 euro a persona. Le vendite di calzature (-25%) e abbigliamento di media-bassa qualita’ (-35%) saranno un vero e proprio flop, anche l’ abbigliamento di alta qualita’ avra’ segno negativo, il calo previsto e’ del 7%. Solo l’ abbigliamento sportivo riesce a contenere i danni, perdendo solo il 2%. I saldi seguono l’ andamento delle vendite prenatalizie, che hanno registrato un calo del 28%, per la prima volta sono calati anche gli outlet (-6%) e i centri commerciali (-8%), sono andati bene solo mercatini (+5%) e e-commerce (+13%). Tanto che a farla da padrone a Natale- prosegue Pileri- sono stati i regali di seconda mano. Quest’ anno un regalo su tre e’ stato riciclato, il 15% e’ stato addirittura fai-da-te. Cresciuti del 10% anche i baratti. Se il Natale e’ stato magro, i saldi saranno magrissimi". Secondo l’ Adoc "i saldi pagano la miopia dei commercianti: siamo l’ unico Paese occidentale a far iniziare la stagione dei saldi col nuovo anno, mentre altrove, dagli Stati Uniti all’ Inghilterra, i saldi iniziano a ridosso o subito dopo le festivita’ natalizie. Senza questo ostracismo verso l’ inizio anticipato- va avanti il presidente- probabilmente gli incassi potrebbero essere superiori a quanto registrato ed e’ inspiegabile che i commercianti non vogliono anticipare i saldi, ma applicano e incentivano l’ assurdo fenomeno delle promozioni prenatalizie. Un negozio su due le ha fatte, beffando i consumatori dato che i saldi devono riguardare solo prodotti della stagione in corso mentre per le promozioni questa norma non e’ applicabile. In questo modi si truffano i consumatori. Pertanto e’ opportuno e necessario cambiare la normativa al riguardo". Codacons: saranno un flop, calo delle vendite del 30% – "Le previsioni di Confcommercio sui saldi invernali in partenza a gennaio sono definite ‘ottimistiche’" dal Codacons, che in una nota spiega come "al contrario prevede un clamoroso flop per i prossimi sconti stagionali". Carlo Di Rienzi, presidente Codacons, specifica che "solo il 40% delle famiglie potra’ permettersi qualche acquisto, e la spesa procapite in regime di saldi si attestera’ sui 110 euro. Il calo delle vendite, in base ai primi risultati emersi da una nostra indagine, raggiungera’ quota -30% rispetto ai precedenti saldi invernali. A risentire della grave crisi del commercio saranno soprattutto i piccoli negozi e per la prima volta anche gli outlet e i centri commerciali vedranno una consistente diminuzione del proprio giro d’ affari". Il Codacons diffonde anche quest’ anno i consigli basilari per evitare fregature nel periodo dei saldi: 1. Conservate sempre lo scontrino: non e’ vero che i capi in svendita non si possono sostituire. Il negoziante e’ obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. 2. Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce ‘saldo’ deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. State alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei piu’ svariati articoli. 3. Girate. Non fermatevi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontate i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. Eviterete di mangiarvi le mani. A volte basta qualche giro in piu’ per evitare l’ acquisto sbagliato o per trovare prezzi piu’ bassi. Ecco gli altri consigli del Codacons in vista dei saldi: 4. Consigli per gli acquisti. Cercate di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: sarete meno influenzabili dal negoziante e correrete meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non avevate alcun bisogno e che non userete mai. Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualita’. Diffidate dei marchi molto simili a quelli noti. 5. Diffidate degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi. Un commerciante non puo’ avere, infatti, ricarichi cosi’ alti e dovrebbe vendere sottocosto. 6. Servitevi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistate merce della quale conoscete gia’ il prezzo o la qualita’ in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. 7. Negozi e vetrine. Ricordate che sulla merce e’ obbligatorio il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo e il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto ‘in modo chiaro e ben leggibile’ (Dlg n. 114/98). Controllate che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla ‘nuova’. Diffidate delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. 8. Prova dei capi: non c’ e’ l’ obbligo. E’ rimesso alla discrezionalita’ del negoziante. Il consiglio e’ di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. 9. Pagamenti. Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante e’ obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. 10. Fregature. Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure all’ ufficio comunale per il Commercio o ai Vigili Urbani.
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox