13 Marzo 2013

Salari al palo, crescita più bassa degli ultimi 12 anni

Salari al palo, crescita più bassa degli ultimi 12 anni

ROMA – Nel 2012 le buste paga registrano la crescita più bassa dall’ inizio della rilevazione Istat, cominciata ben dodici anni fa. Secondo i dati dell’ Istituto di statistica, infatti, le retribuzioni lorde salgono solo dell’ 1,9% durante l’ anno. Un aumento nettamente al disotto dell’ inflazione, al3% sempre nel 2012. Almeno sul fronte prezzi però il 2013 sta portando dei miglioramenti, con il carovita in discesa. Sarebbe una buona notizia per le tasche degli italiani, ma le associazioni avvertono come anche dietro il raffreddamento dei listini incomba la crisi dei consumi. Le famiglie sotto i colpi della recessione non fanno altro che chiudere i cordoni della borsa, anche perchè i guadagni calano. L’ Istat certifica come il 2012 non sia solo un anno “nero” perle retribuzioni contrattuali (definite in base agli accordi nazionali), ma anche per le retribuzioni al lordo delle trattenute fiscali e previdenziali, con riferimento ai contratti aziendali e individuali. Le cosiddette retribuzioni “di fatto” per i lavoratori dell’ industria e dei servizi segnano, infatti, un record negativo, il peggior dato (+1,9%) almeno dal 2000. E rispetto all’ anno precedente la forbice con i prezzi si allarga. Nel 2012 un aumento molto contenuto (+0,9%) lo hanno registrato pure gli oneri sociali, cioè il complesso dei contributi a carico del datore di lavoro, versati agli enti di previdenza ed assistenza sociale, e degli accantonamenti di fine rapporto. In particolare, gli oneri sociali sono cresciuti nell’ ultimo trimestre del 2012 solo dello 0,8% in termini tendenziali, anche, spiega l’ Istat, per gli sgravi sulla contrattazione di secondo livello. Ecco che il costo del lavoro segna nel 2012 un incremento pari all’ 1,6%, in frenata rispetto all’ anno prima. Guardando al 2013, l’ Istituto di statistica conferma il rallentamento dell’ inflazione per febbraio, ormai il tasso annuo è all’ 1,9%, il livello più basso dal dicembre del 2010. Nello stesso mese è risultato meno caro pure il carrello della spesa (+2,4%). Tuttavia non mancano le preoccupazioni. Federconsumatori, Adusbef e Codacons parlano di aggravi annui per famiglia che vanno dai 330 agli 890 euro; mentre Confcommercio fa notare come la frenata dell’ inflazione sia “sintomo del permanere di una crisi dei consumi”, scesi di oltre il 6% negli ultimi due anni. Colpisce il dato della Coldiretti, secondo cui gli italiani tagliano sulla spesa e soprattutto sulla carne.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this