28 Aprile 2006

Rubano telefonate a migliaia di famiglie

Rubano telefonate a migliaia di famiglie


Scoperta banda delle chat-line: percentuale ai ladri sulle chiamate a luci rosse





PERUGIA – La truffa corre sul filo. Letteralmente. Perché stavolta i carabinieri della compagnia di Assisi sono sulle piste di una banda che succhia soldi dalle utenze telefoniche girando chiamate sui numeri di una chat -line. Anzi, di più chat-line, il tradizionale numero 899. Ma i sospiri a luci rosse e le cartomanti che raccontano il futuro, non parlano. Non rispondono. Semplicemente gira il contascatti, le bollette si gonfiano, diventano da migliaia di euro e qualcuna delle tante famiglie finite nella rete, è saltata sulla sedia quando ha visto arrivare il conto. Nessuno squillo, sembra che bastasse una derivazione per far collegare i telefoni alla chat. I carabinieri del tenente Florindo Rosa, coordinati dal pm Antonella Duchini, hanno scoperto che nella rete sono cadute anche associazioni di volontariato che si sono ritrovate con bollette da record. Ma hanno scoperto che la banda funzionava come un orologio. E chi riusciva a intercettare i telefoni facendo girare il contascatti ed arricchendo le chat-line un premio in euro sonanti per essere riusciti a truffare gli utenti. Tante telefonate, tanti scatti, tanti euro da incassare. Una super truffa che si è mossa tra Assisi, Torgiano e Bastia. E? in quel triangolo che i carabinieri hanno indagato e scoperto l?operato della banda. Che ha intascato migliaia di euro con le telefonate mai fatte, cioè con le telefonate presenti soltanto in bolletta. Le indagini portano al sud, all?inseguimento di chi è riuscito ad organizzare un sistema sicuro per intascare tanti soldi. Finchè non è stata trovata la derivazione telefonica che faceva lievitare le bollette.
Ma le truffe non hanno ormai più confini specie se viaggiano on line. L?ultima frontiera riguarda e-mail in arrivo da lotterie di stati esteri. Non sono stati pochi gli umbri raggiunti da un messaggio che annunciava la vincita di un milione di euro messi in palio dalla lotteria austriaca. Nella mail si parla di un meccanismo di assegnazione dei premi tramite una combinazione di numeri abbinata al proprio indirizzo di posta elettronica. Ovviamente per riscuotere il premio bisogna rivolgersi non all?ente lotteria, ma ad un fantomatico mister Stevens, residente a Londra, cui comunicare le proprie coordinate bancarie. Ad un?indagine più approfondita, si scopre che la lotteria austriaca cui si fa riferimento nel messaggio esiste, ma consultando il sito ufficiale si ha la conferma che si tratta di una bufala: ?non esiste nessun signor Stevens e nessun meccanismo di vincita inoltrato via posta elettronica?. Mistero in parte risolto. Dietro tale mail ci sono due precise volontà, come si scopre in alcuni siti specializzati in sicurezza telematica (tra cui attivissimo.net), ovvero quella di veicolare in modo sempre più sofisticato virus e quello di ottenere dati sensibili come le coordinate bancarie, per allestire più mirati messaggi di phishing per arrivare ai propri codici di accesso.
«In questo caso il consiglio da dare è quello del buon senso ? suggerisce Anna Monasterio del Codacons Umbria ? invitando ovviamente a non fornire mai i propri dati via internet. Anche per gli acquisti on line per evitare problemi è consigliabile usare carte di credito prepagate». E quando la ?possibile truffa? bussa alla propria porta ricordarsi di accertare l?identità delle persone. «Chi si presenta spacciandosi per funzionario-esattore? aggiungono dal Codacons – deve essere verificato chiamando alla loro presenza l?ente pubblico o l?azienda (di gas, luce o altro) cui la persona dice di appartenere».
Come suggerito anche dalle forze dell?ordine, in questi casi è vietato abbassare la guardia. E tra i più presi di mira, tornando alle comunicazioni via internet, ci sono i correntisti bancari e postali on line. In particolare questi ultimi, negli ultimi giorni sono tornati ad essere bersagliati con messaggi che invitano a cliccare su un link che riporta alla pagina di login delle poste, ma che in realtà trasferisce l?utente su una pagina clone gestita da un server coreano. Dal quale è bene stare alla larga.


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