19 Settembre 2006

Roma indaga su Telecom Attesa la relazione Consob

Roma indaga su Telecom Attesa la relazione Consob

Niente ipotesi di reato E niente indagati. Occhi puntati sulle mancate comunicazioni all`autorità di vigilanza

Roma Il fascicolo sul riassetto di Telecom c`è. Il procuratore di Roma Giovanni Ferrara ha deciso di aprirlo ieri mattina, riempiendolo di ritagli di giornali, da quelli sulla riunione del Cda a cui Marco Tronchetti Provera aveva annunciato il suo piano di scorporo dell`azienda alle anticipazioni sulle dimissioni di Angelo Rovati di ieri, ma anche dell`esposto che l`associazione dei consumatori Codacons aveva inviato sabato mattina a piazzale Clodio. Quello che manca, almeno per ora, sono gli indagati e le ipotesi di reato legate al progetto di riorganizzazione della società, anche se si capisce che i primi accertamenti potrebbero toccare le informazioni all`autorità di vigilanza, in questo caso la Consob, e la legittimità del piano spedito dal consigliere di palazzo Chigi Rovati al presidente della compagnia telefonica. Un vero punto di partenza potrebbe essere una relazione della Consob sul comportamento di Telecom. Fonti vicine all`istituto ripetono da giorni la stessa frase come fosse un mantra: “La Consob sta valutando la vicenda in tutti i suoi aspetti“. Tradotto vuol dire che l`elemento primo e più esplicito su cui si soffermano queste valutazioni, ovvero l`andamento del titolo in borsa in relazione alle comunicazioni fatte al mercato come alle fughe di notizie sugli assetti societari, non è l`unico aspetto rilevante della vicenda. Da quel punto di vista Tronchetti e i suoi dovrebbero sentirsi tranquilli: il titolo telefonico ha continuato a fluttuare con spostamenti leggeri sia prima dell`annuncio di Tronchetti, sia nei giorni immediatamente successivi. Niente a che vedere, per fare un esempio che chiarisca un po`, con le esternazioni sonanti che Stefano Ricucci faceva ai giornali due anni fa sulla sua Magiste, mire su Rcs comprese, e che gli fruttarono guadagni pazzeschi in borsa ma anche una dura relazione dell`autorità di vigilanza. Altri aspetti “meno evidenti“ sulle transazioni girate attorno a Telecom potrebbero essere analizzate in questi giorni e finire in una relazione di cui Consob, al momento, non conferma neppure l`esistenza. Ieri intanto Il Giornale ha messo nero su bianco la chiacchiera da procura che da giorni circola e si ingrassa a Milano. Quella secondo cui l`indagine sugli “spioni“ che trafficavano con tabulati e intercettazioni che Telecom gestisce in esclusiva è giunta al capolinea e gli ordini di custodia cautelare sarebbero attesi nei prossimi giorni. L`inchiesta milanese del pm Napoleone aveva messo nei guai Giuliano Tavaroli, uomo di fiducia di Tronchetti in fatto di sicurezza, prima a Pirelli e poi appunto nella compagnia telefonica. L`ex carabiniere è da tempo indagato per “associazione a delinquere finalizzata alla corruzione di pubblici ufficiali per l`acquisizione di informazioni coperte dalla privacy“ insieme a Emanuele Cipriani, titolare della società di investigazioni private Polis d`istinto cui Telecom affidava appalti per attività di indagine e sicurezza del valore di almeno 14 milioni e che arrotondava trafficando con i tabulati ottenuti da Telecom. Per la sicurezza dell`azienda, in questo caso di Tim, lavorava anche l`ex poliziotto Adamo Bove morto “suicida“ a fine luglio dopo una fuga di notizie che lo voleva al centro delle indagini interne ordinate da Tronchetti dopo le indagini su Tavaroli e Cipriani. E` certo che l`indagine della procura di Milano finirà per colpire i vertici dell`azienda. Quelli che “non potevano non sapere“ quel che combinava Tavaroli e che per lungo tempo hanno lasciato che il sistema di gestione delle intercettazioni, il “Cnag“ fosse esposto agli attacchi di qualunque impiegato che avesse un po` di dimestichezza con la rete interna.

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