8 Dicembre 2005

Rincari “di stagione“ al dettaglio

Rincari di stagione al dettaglio e consumi in calo per le feste

Rincari “di stagione“ al dettaglio, nonostante una sostanziale stabilità all`ingrosso per frutta e verdura nell`ultimo mese. E il persistente calo dei consumi ha fatto comunque scendere i listini rispetto a dodici mesi fa. Tra la prima e la seconda metà di novembre, i prezzi all`ingrosso del settore ortofrutticolo del Centro Agroalimentare non hanno fatto registrare particolari variazioni, sebbene il penultimo mese dell`anno sia tra i più critici, per l`arrivo di freddo e pioggia. Ma al dettaglio, nelle ultime settimane, non sono mancati gli aumenti. Dai dati dell`ufficio studi del Car, su 42 prodotti quotati, tra la prima e la seconda metà di novembre, 21 sono aumentati, anche di poco, 17 ribassati e 4 invariati. “I prezzi hanno avuto andamenti regolari – sottolinea l`amministratore delegato del Car, Fabio Massimo Pallottini – con margini ingenerosi per i produttori agricoli e oscillazioni vantaggiose per i consumatori romani“. Tra i prodotti rincarati, ci sono fagiolini (+26.98%, in media), bieta a coste (+20%), carote (+18.18%) e pere abate (+16.66%). In calo, invece, i listini di rughetta (-18.92%), sedano (-18.18%), pomodoro rosso a grappoli (-14.89%) e cipolle dorate (-12.19%). Il maltempo degli ultimi giorni potrebbe, tuttavia, incidere negativamente sui listini e, ora, potrebbero arrivare rincari su ortaggi non stagionali, quali peperoni, melanzane e zucchine. “E` logico – aggiunge Pallottini – che nel periodo possano salire i prezzi di questi prodotti, con il progressivo aumento del gelo, ma non si deve parlare di speculazione: i segmenti professionali della filiera devono diventare anelli di una sola catena“. Passando al dettaglio, se i prezzi sono più convenienti del dicembre 2004 (rughetta -40%, in media, spinaci -21%, pomodori rossi a grappoli -19%), da qualche giorno si rivelano in rialzo: il Codacons rileva che, nell`ultima settimana di novembre, gli spinaci sono aumentati del 36%, le zucchine del 23%, i carciofi del 18%, i pomodori del 10%. Nei mercati, la giustificazione è unanime: “Il freddo e le forti piogge – assicurano i dettaglianti – incidono sulla produzione e, quindi, sui prezzi, come è normale tra novembre e dicembre“. “Gli effetti di freddo e maltempo – ribattono dal Codacons – potrebbero essere giustificabili, ma solo tra qualche giorno e non ora. I prezzi all`ingrosso sono stabili“. Su base annua, come ha segnalato l`Istat, i prezzi dell`ortofrutta a Roma sono scesi del 6.5%. “E` la conseguenza del calo della domanda – spiega Mario Luciano, presidente provinciale di Anva-Confesercenti. – La frutta di stagione è conveniente, così come la frutta secca, su cui abbiamo calcolato una diminuzione dei prezzi tra il 10 e il 15%“. Il calo dei consumi di ortofrutta, in base alle indicazioni della Confederazione italiana agricoltori, si attesta a Roma e nell`Italia centrale, intorno al 5% in un anno, ma prosegue da tempo: in 4 anni, le richieste, in Italia, sono scese del 10.1% per la frutta e del 16.4% per gli ortaggi. “Per rilanciare i consumi a livello locale – conclude il presidente di Upvad-Confcommercio Roma, Franco Gioacchini – dovrebbe essere reintrodotto il settore romanesco del Car, con ortofrutta locale che i produttori potrebbero portare direttamente. Consigliamo di ripristinare, tra il 19 dicembre e il 7 gennaio, i vecchi orari del Car: l`apertura diurna, con il traffico di queste giornate, potrebbe creare difficoltà per il trasporto della merce“. E la Cia, per Natale, stima un calo di frutta e verdura sulle tavole: a livello nazionale, la previsione di spesa per l`ortofrutta tra Natale ed Epifania è pari al 18% in meno del dicembre 2004.

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