18 Settembre 2002

Rc auto: LE REAZIONI

LE REAZIONI

Il ministro Marzano rassicura: quattro grosse compagnie stanno provvedendo a stabilizzare o a ridurre le proprie tariffe Rc Auto, fiduciose nella riforma in tempi brevi. Peccato però che nell?annuncio non si facciano i nomi delle imprese in questione. E soprattutto peccato (per lui) che le associazioni dei consumatori non sembrano nutrire altrettanta fiducia.
Spara a zero l?Intesa dei consumatori, che chiederà incontri a governo e Parlamento per ribadire le proprie proposte in materia di Rc Auto. Per Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc (le quattro organizzazioni che hanno dato vita all?Intesa), «con un vertice di maggioranza si sta cercando di recuperare una confusione che aveva ormai costretto Camera e Senato a lunghissime sedute dovute a posizioni di maggioranza molto differenziate al proprio interno. Le proposte sono ancora inserite in un percorso che tiene conto solo delle esigenze delle compagnie di assicurazione. Nessun provvedimento serio», invece, è previsto «per arginare in tempi brevi la spirale degli aumenti».
L?Intesa ha ribadito ancora una volta le proprie proposte consegnate al ministro alle Attività produttive: massima trasparenza e conoscenza dei bilanci delle compagnie, istituzione dell?agente multimandatario, accorciamento del termine di obbligo del risarcimento da 60 a 30 giorni, decollo e sviluppo della procedura di conciliazione extragiudiziale, riparazione diretta, costituzione di consorzi tra compagnie e carrozzerie per l?acquisto di pezzi di ricambio, contratti innovativi, fine della regionalizzazione delle tariffe con una più equa personalizzazione delle polizze.
E se il testo di riforma della Rc auto non sarà modificato, l?Adusbef è pronta ad impugnarlo davanti alla Corte Costituzionale. Lo anticipa il presidente Elio Lanutti, che parla di «riforma-punitiva, difesa a spada tratta solo da Ania e Isvap». «Piuttosto che presentare un testo unico di riforma che sancisca diritti e doveri delle Compagnie – si legge in una nota di Lannutti – il ministro economista di stampo liberista, Antonio Marzano, continua a difendere un testo già bocciato alla Camera dalla stessa maggioranza, perché iniqua, sperequativa e a misura delle imprese. Se il testo di controriforma non viene modificato Adusbef annuncia fin da ora che verrà impugnato alla Corte Costituzionale».

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