11 agosto 2018

Rassegna stampa dell’11 agosto 2018

Il Gazzettino (ed. Udine), 11/08/2018 06:3
Multe nella Ztl ora si accelera sui vizi di forma
`la polizia municipale ha già provveduto ad annullare quelle relative ai casi più palesi. maiarelli: «ma i furbetti pagheranno»
SOLUZIONE CERCASI UDINE Neanche Ferragosto ferma i lavori per cercare di risolvere il caos multe che è scaturito dall’ accensione dei varchi elettronici della Ztl: i tempi, infatti, si fanno sempre più stretti e il 3 settembre scadono i primi ricorsi. Ieri, Consumatori Attivi, Codacons e Confcommercio hanno incontrato il presidente dell’ Uti, Gianluca Maiarelli, e il segretario generale dell’ Unione e del Comune, Carmine Cipriano, in una riunione tecnica per riuscire a sbrogliare le questioni emerse. «È stata una riunione positiva commenta Barbara Puschiasis di Consumatori Attivi -; abbiamo sviscerato tutte le problematiche, sostanziali e formali, sul caso Ztl». La richiesta rimane la stessa: «Trovare una soluzione che possa comprendere tutti, perché a nostro parere spiega l’ avvocato -, ci sono mancanze che possono riguardare tutti gli utenti del centro». Mancanze a monte, vizi di forma del provvedimento che, secondo le associazioni, potrebbero minare la validità di tutte le sanzioni comminate (oltre 30mila e, secondo una stima del vicesindaco Loris Michelini, altre 20mila riguardanti gli accessi irregolari di giugno e luglio); tra i vizi segnalati, ci sono i problemi nella registrazione di permessi, altri legati alla cartellonistica e alle indicazioni stradali, altri ancora per quanto riguarda l’ informazione al pubblico delle nuove modalità di accesso alla zona a traffico limitato. «Il Comune ovviamente deve fare degli approfondimenti continua Puschiasis -, chiedere pareri all’ Avvocatura, ma è urgente trovare una soluzione per l’ imminente scadenza dei primi ricorsi. Abbiamo chiesto che nel frattempo inizino a sfrondare i casi più palesi». Tra questi, secondo le associazioni, ci sono le persone che avevano il permesso per la zona a traffico limitato e non l’ hanno rinnovato perché non sono stati informati e i residenti che avevano l’ autorizzazione ad accedere al centro, ma sono entrati dai varchi non indicati nel permesso stesso. I rappresentanti dei cittadini e delle categorie hanno chiesto anche di risolvere i casi dei permessi richiesti telefonicamente (che non sono stati immessi a sistema o sono stati inseriti ad accesso già avvenuto) e il grande problema della fasce orarie di carico/scarico (dalle 7 alle 10 e dalle 14 alle 16) «dato che spiega Puschiasis -, centinaia di persone dicono che venivano rassicurate dalla Polizia locale sul fatto che in quegli orari si poteva entrare senza permesso». «Per tutte queste casistiche occorre procedere in tempi celerissimi continua l’ avvocato -, anche perché vi rientrano gli utenti che hanno ricevuto il maggior numero di sanzioni: da 60 a 240 a testa. Abbiamo sottolineato la necessità di trovare una soluzione che eviti il ricorso». «Stiamo cercando di analizzare, anche assieme alla Prefettura, quali siano i passaggi migliori da fare commenta il presidente Uti, Gianluca Maiarelli -, valutando se ci sono problemi ed errori tecnici che possano portare all’ invalidazione delle sanzioni. L’ obiettivo è di intervenire solo sulle situazioni in cui effettivamente ci sono stati problemi, mentre chi è entrato senza permesso è giusto che debba pagare la contravvenzione. Si cercherà di mantenere il contatto con la Prefettura anche la prossima settimana perché dovrà dare il suo parere su cosa potrà essere annullato. Il clima è comunque collaborativo: vogliamo tutti risolvere i problemi e non entrare in conflitto». A fine mese, il tavolo tecnico (che comprende Uti, Polizia locale e Prefettura) si riunirà nuovamente, ma intanto, Codacons, Consumatori Attivi e Confcommercio hanno organizzato per il 30 agosto, in Camera di Commercio, un incontro aperto a tutti i coinvolti, per informarli sullo stato dell’ arte e spiegargli come tutelare i loro diritti. Alessia Pilotto © RIPRODUZIONE RISERVATA.

 

 

Il Gazzettino, 11/08/2018 06:21
Sciopero Ryanair, 400 voli cancellati
`l’ astensione dal lavoro ha riguardato germania, svezia, irlanda, olanda e belgio, lasciando a terra 55 mila passeggeri `in italia soppresse 20 tratte, più colpiti gli scali tedeschi il vettore ha chiesto ai sindacati di riprendere le trattative
IL CASO ROMA Il venerdì nero di Ryanair ha lasciato a terra 55 mila passeggeri. Si è chiuso con un bilancio da brividi lo sciopero dei piloti della low cost irlandese che hanno incrociato le braccia in 5 Paesi europei (Belgio, Svezia, Irlanda, Germania e Olanda) costringendo la compagnia ad annullare 400 voli, circa un sesto dei 2.400 previsti. I più colpiti sono stati i passeggeri in Germania, circa 42 mila, a causa di 250 voli cancellati, mentre Dublino ha assicurato che l’ 85% dei voli programmati sono andati regolarmente a buon fine trasportando circa 400 mila passeggeri. LA CRISI In Olanda, la low cost è riuscita a sostituire tutti i piloti in sciopero con colleghi di altre nazionalità, e quindi i voli sono stati tutti confermati. In Belgio, 104 i voli cancellati e 14 mila i passeggeri coinvolti: a Bruxelles, nello scalo di Charleroi, una trentina di piloti ha organizzato anche un sit in, esponendo cartelli con su scritto «Ryanair in sciopero, Ryanair deve cambiare». In Italia, il conto delle cancellazioni è stato piuttosto pesante soprattutto a Orio al Serio (14 partenze e arrivi annullati verso Bruxelles, Dusseldorf e Berlino) mentre a Ciampino il bilancio è stato di 5 cancellazioni su 44 voli programmati. «Nonostante il deplorevole e ingiustificato sciopero in 5 dei nostri 37 mercati ha informato Rynair in una nota tutti i 370 aerei della prima fascia previsti sono partiti trasportando famiglie che vanno in vacanza, grazie allo sforzo della maggioranza dei piloti che hanno lavorato normalmente». Ai clienti, la compagnia ha offerto la scelta di riprogrammare i loro voli o di chiedere i rimborsi. «Ci vogliamo ancora scusare con i clienti coinvolti da questa interruzione di voli non necessaria e chiediamo ai sindacati di continuare i negoziati anziché indire scioperi ingiustificati» ha spiegato la compagnia. La quale è sotto pressione da diverse settimane a causa delle rivendicazioni del proprio personale navigante che chiede nuovi contratti con aumenti salariali e migliori condizioni d’ impiego. Per lo sciopero di ieri, in particolare, le due sigle sindacali belghe BeCA e CNE chiedono a Ryanair di cambiare il proprio modello di relazioni con i dipendenti e parlano di una «campagna di intimidazione» nei confronti della protesta. Occorre ricordare che solo otto mesi fa la compagnia, dopo trent’ anni di richieste cadute nel vuoto, ha riconosciuto le organizzazioni dei piloti. Il mese scorso hanno scioperato gli assistenti di volo in Italia, Portogallo, Spagna e Belgio per due giorni causando la cancellazione di 600 voli. E in quella circostanza, dopo le resistenze iniziali, Ryanair ha provveduto all’ integrale rimborso del costo dei biglietti acquistati per i voli cancellati nelle giornate del 25 e 26 luglio al 60% dei passeggeri prenotati. Nel 30% dei casi i passeggeri hanno invece chiesto ed ottenuto la gratuita riprotezione su voli alternativi. Per quanto riguarda il restante 10% dei casi, i passeggeri non hanno richiesto né il rimborso né la riprotezione. «Per lo sciopero di ieri ha ricordato il Codacons – i passeggeri hanno diritto per legge non solo al rimborso del biglietto, ma anche alla compensazione pecuniaria in caso di volo cancellato o di ritardo nell’ arrivo a destinazione, fino ad un massimo di 600 euro a utente». A tal proposito, una recente sentenza del giudice di Pace del Lussemburgo ha ribadito che uno sciopero annunciato non può essere considerato una circostanza eccezionale tale da cancellare l’ obbligo dei rimborsi da parte delle compagnie. Michele Di Branco © RIPRODUZIONE RISERVATA.

 

Il Cittadino, 11/08/2018 05:41
salute il piano
Idea anagrafe vaccinale, ma per i medici è allarme
Tutto parte da una banca dati. Il piano che hanno in testa M5S e Lega sui vaccini ha un cuore, un punto di partenza: il database con tutte le informazioni su chi è in regola con i piani nazionali, chi ha “disertato” e chi ancora non ha provveduto a mettersi in regola. Tutto diviso in fasce d’ età, regione e comune di residenza, sesso e razza. L’ Anagrafe vaccinale deve diventare al più presto realtà, questo è l’ obiettivo principale che si pone il ministero della Salute. Anche perché senza, sarà difficile applicare quello che Giulia Grillo ha definito «obbligo flessibile», ovvero lo screening sul livello di copertura territoriale dei piani vaccinali, da cui si partirà per applicare i dettami della legge Lorenzin laddove ci sia un numero di vaccinati al di sotto della soglia di pericolo. Con tanto di sanzioni per chi elude gli obblighi, pecuniarie (fino a 500 euro) e, in casi particolari, anche il divieto di accesso ai servizi scolastici. All’ Anagrafe penserà il governo con un decreto. Parallelamente, il Parlamento discuterà un disegno di legge cofirmato da M5S e Lega. Soddisfatto il Codacons: «Introdurre la flessibilità soluzione equilibrata che concilia l’ esigenza di garantire la salute collettiva con i diritti delle famiglie e il diritto all’ istruzione dei bambini». Negativo, invece, il giudizio dei pediatri del Collegio nazionale dei professori universitari, a cui si accodano i presidi. Critiche alla maggioranza arrivano anche da Pd e Forza Italia. n.

 

Il Cittadino, 11/08/2018 05:41
lo studio i dati del report di confcommercio
Dalle bollette alle cure: stangata da 7300 euro
le spese obbligate annue diminuiscono sul totale dei consumi, ma restano un fattore di forte incidenza: il 60% solo per la casa
Dopo la crescita «inarrestabile degli ultimi 20 anni», le spese “obbligate” sul totale dei consumi diminuisce, passando dal 41,8% del 2014 al 40,7% del 2018, soprattutto per una «decisa riduzione» dei prezzi degli energetici e dei servizi finanziari. Tuttavia le spese per bollette, sanità o benzina pesano oltre 7.200 euro l’ anno pro capite. È quanto emerge da un’ analisi dell’ Ufficio studi di Confcommercio sulle spese obbligate delle famiglie tra il 1995 e il 2018. Questa componente di spesa, sottolinea Confcommercio, rimane «l’ aggregato più significativo», con le spese per i beni che rappresentano il 37,7% del totale, mentre quelle per i servizi il 21,6%. Tra le spese obbligate, prosegue Confcommercio, la voce abitazione è quella che incide maggiormente arrivando a “mangiarsi” tra affitti, manutenzioni, bollette, e utenze quasi 4.200 euro pro capite (il 60% delle spese obbligate complessive). All’ interno dei consumi commercializzabili (10.580 euro pro capite nel 2018), anche se per due terzi sono rappresentati dai beni, i servizi hanno assunto un ruolo sempre più significativo, mentre continua il calo della quota destinata agli alimentari, ma questa voce aumenta nei valori pro capite, pari a 2.681 euro contro i 2.490 del 2014. «I consumatori italiani sono letteralmente “tartassati” dalle spese obbligate che arrivano a pesare quasi 7.300 euro l’ anno pro capite» afferma il Codacons. «L’ indagine dei commercianti conferma l’ allarme lanciato a più riprese dal Codacons circa l’ impatto delle spese fisse sui bilanci delle famiglie. La forte incidenza dei costi per salute, abitazione, trasporti, assicurazioni, ecc. modifica radicalmente le abitudini degli italiani, al punto da ridurre la quota destinata all’ alimentazione, che nel 2018 cala al 15,0% dal 15,2% del 2014. In sostanza le famiglie, per far fronte ad affitti e bollette, rinunciano al cibo e mangiano meno e peggio», sottolinea il Codacons. «Ad aggravare tale situazione è la crescita esponenziale delle tariffe legate all’ abitazione». n.

 

Gazzetta del Sud (ed. Cosenza), 11/08/2018 05:38
la convenzione pugliese-bambin gesù
Spesi 26 milioni adesso rimane soltanto una targa
Catanzaro C’ era una volta l’ intesa con il Bambin Gesù di Roma, una convenzione che garantiva ai piccoli pazienti cure al Pugliese-Ciaccio di Catanzaro. Meno viaggi della speranza, insomma, e un know how di altissimo livello messo a disposizione per la crescita generale della struttura calabrese. Ora, però, di quest’ accordo non c’ è più nulla. O meglio, denuncia il Codacons, rimane soltanto una targa. «Che – attacca il vice presidente Francesco Di Lieto – è costata 26 milioni di euro». Oggi, scaduta la convenzione, rimangono i dubbi e probabilmente i rimpianti, con decine di famiglie costrette nuovamente a fare la spola tra la Calabria e Roma. «Cosa – domanda Di Lieto – ha condannato all’ oblio la convenzione tra l’ ospedale pediatrico romano Bambin Gesù e l’ ospedale catanzarese Pugliese-Ciaccio finalizzata ad una collaborazione nel campo della chirurgia pediatrica? Qualcuno – è la bozza di risposta – punta il dito contro le solite becere “gelosie” in sala operatoria, altri invece raccontano, a mezza bocca, una storia di sprechi inenarrabili per una sanità sull’ orlo del tracollo economico. Sprechi che ci segnalano avessero sponsor in “alto loco”». Il Codacons ha deciso di mettersi alla ricerca di cosa sia effettivamente rimasto di quella convenzione, «che ci risulta essere costata ai calabresi qualcosa come 26 milioni di euro. Una somma che, se effettivamente confermata, farebbe impallidire finanche il severissimo commissario Scura – continua Di Lieto – che, ironia della sorte, si narra sia stato uno dei più convinti fautori della “costosa” collaborazione». Ma tornando «a ciò che più conta, ovvero alla ricaduta per i calabresi«, al momento al Codacons risulta «che sia rimasta solamente una targa». Proprio per questo motivo l’ associazione dei consumatori ha formulato un’ istanza di accesso agli atti «al fine di comprendere i reali costi sostenuti dalla Regione Calabria e, quindi, da tutti noi nonché le ricadute sulla popolazione«. Nel contempo è stato inoltrato un esposto alla Corte dei Conti affinché «verifichi e sanzioni ogni sperpero ai danni della sanità calabrese». Che ci sia stato o meno il sospetto sperpero, resta il dato di un’ iniziativa probabilmente naufragata senza aver portato i risultati attesi. Lo stop risale al 31 dicembre 2016 e ha subito provocato la reazione dei genitori dei piccoli pazienti riuniti in comitato, che hanno denunciato l’ improvvisa mancanza al Pugliese di specialisti in alcune branche.(g.l.r.)

 

Gazzetta del Sud, 11/08/2018 05:37
sono stati circa 400 i voli cancellati in mezza europa
I piloti Ryanair fermano le vacanze
in olanda niente disagi: la compagnia ha sostituito tutto il personale
Enrica Piovan ROMA Circa quattrocento voli cancellati e disagi per decine di migliaia di viaggiatori nel pieno delle vacanze estive. È il bilancio del nuovo sciopero “europeo” dei piloti di Ryanair che, a poche settimane di distanza dallo stop del 25 luglio che ha coinvolto diversi paesi tra cui l’ Italia, sono tornati ad incrociare le braccia per chiedere aumenti di stipendio e migliori condizioni di lavoro ad una compagnia che solo dal dicembre scorso, dopo essersi rifiutata per trentanni, ha accettato di riconoscere i sindacati. Lo sciopero ha interessato per 24 ore Germania, Belgio, Svezia e Irlanda, dove la compagnia ha cancellato quattrocento voli. Mentre in Olanda, anch’ essa coinvolta dalla protesta dei sindacati, la low cost irlandese è riuscita a sostituire tutti i piloti olandesi in sciopero con colleghi di altre nazionalità, e quindi i voli sono stati tutti confermati. La Germania è stata il paese più colpito, con 250 voli a terra e circa 55 mila passeggeri coinvolti. In Belgio sono 104 i voli cancellati e 14 mila i passeggeri coinvolti: a Bruxelles, nello scalo di Charleroi, una trentina di piloti ha organizzato anche un sit in, esponendo cartelli con su scritto «Ryanair in sciopero, Ryanair deve cambiare». Negli scali, comunque, non si sono registrati particolari disagi o situazioni di caos, perché i passeggeri erano avvertiti già da giorni della protesta e quindi non si sono nemmeno presentati. Qualche ripercussione si è avuta anche sugli scali italiani, con cancellazioni nelle basi della low cost: cinque voli sono rimasti a terra a Ciampino su 44 partenze programmate dal vettore irlandese, altri quattordici voli cancellati (per Bruxelles, Dusseldorf e Berlino) a Orio al Serio. Ai consumatori, il Codacons ricorda che «i passeggeri hanno diritto per legge non solo al rimborso del biglietto, ma anche alla compensazione pecuniaria in caso di volo cancellato o di ritardo nell’ arrivo a destinazione, fino ad un massimo di 600 euro». Ryanair, da parte sua, condannando lo «spiacevole e ingiustificato» sciopero, ha assicurato che «la maggior parte dei viaggiatori colpiti dalle cancellazioni è stata già riprotetta su un altro volo». E ha chiarito che lo stop di ieri ha interessato soltanto il 15% del proprio operativo: oltre duemila voli, ovvero l’ 85% di quelli in programma – assicura Ryanair – ha operato normalmente, facendo volare in tutta Europa circa 400 mila passeggeri.
enrica piovan

 

La Prealpina, 11/08/2018 05:37
Spese per la casa, che stangata
l’ ufficio studi di confcommercio fa i conti in tasca alle famiglie italiane
ROMA Quasi 7.300 euro l’ anno se ne vanno solo per pagare quelle che vengono classificate come “spese obbligate”, dalle bollette di luce e gas ai ticket per le visite mediche. A fare i conti, che ricadono sulle tasche di ciascuno, è l’ ufficio studi della Confcommercio, evidenziando come tra le uscite vincolate sia il capitolo abitazione ad avere il peso maggiore: manutenzione, affitti e utenze pesano per circa 4.200 euro a testa. Seguono, tra le voci principali, i costi per spostarsi (1.702 euro inclusi i carburanti) e il budget riservato alla salute (629 euro). Se però si raffronta il 2018 al 2014 si nota come la fetta dei consumi bloccati sia un pò in discesa, diminuendo di un punto percentuale. Anche se sul totale le spese irrinunciabili incidono ancora per il 40,7%. Il resto dei consumi, altri 10.600 euro, è invece libero, o meglio legato ai gusti e dalle abitudini personali. Un paniere, quest’ ultimo, ampio, che va dalla scelta dell’ automobile all’ arredamento della casa, dal parrucchiere alle vacanze. Nel calderone però Confcommercio inserisce anche gli alimentari, visto che l’ esborso per i prodotti della tavola può variare molto. Pur rappresentando una voce in crescita in termini assoluti, ognuno per mangiare spende 2.681 euro, la quota sul totale risulta in calo: se oggi coprono il 15% dei consumi, nel 2014 era il 15,2%, nel 2000 il 16,1% e nel 1995 il 17,9%. Se i consumi obbligati non risentono tanto del ciclo economico quelli liberi invece sì, ma ci sono anche altri fattori che influenzano le spese degli italiani. Sugli andamenti, spiega Confcommercio, «hanno pesato anche le esigenze di finanza pubblica che hanno portato gli enti erogatori dei servizi, come nel caso dello smaltimento dei rifiuti, a frequenti aumenti dei prezzi (tariffe). Inoltre le esigenze di risanamento degli squilibri di bilancio regionali imputabili alla spesa sanitaria, hanno accresciuto la quota di partecipazione richiesta ai cittadini». Ad alleggerire un pò gli esborsi “tassativi” ci ha pesato l’ energia, ma adesso la tendenza si è invertita. Tuttavia, secondo gli ultimi dati, la quota di spesa assorbita dai carburanti, pur restando rilevante, è ai minimi. Per il Codacons siamo davanti a numeri che indicano come gli italiani siano “tartassati” dalle spese obbligate.

 

Il Secolo XIX, 11/08/2018 05:00
Ryanair, lo sciopero cancella 400 voli
disagi per decine di migliaia di persone in tutta europa. volotea replica all’ enac: «faremo il possibile per migliorare i servizi»
Giovanni Laterza /MILANO Circa 400 voli cancellati e disagi per decine di migliaia di viaggiatori nel pieno delle vacanze estive. È il bilancio del nuovo sciopero “europeo” dei piloti di Ryanair che, a poche settimane di distanza dallo stop del 25 luglio che ha coinvolto diversi paesi tra cui l’ Italia, sono tornati ad incrociare le braccia per chiedere aumenti di stipendio e migliori condizioni di lavoro ad una compagnia che solo dal dicembre scorso, dopo essersi rifiutata per 30 anni, ha accettato di riconoscere i sindacati. Lo sciopero ha interessato per 24 ore Germania, Belgio, Svezia e Irlanda, dove la compagnia ha cancellato 400 voli. Mentre in Olanda, anch’ essa coinvolta dalla protesta, la low cost irlandese è riuscita a sostituire tutti i piloti olandesi in sciopero con colleghi dial tre nazionalità, e quindi i voli sono stati tutti confermati. La Germania è stata il paese più colpito, con 250 voli a terra e circa 55 mila passeggeri coinvolti. In Belgio sono 104 i voli cancellati e 14 mila i passeggeri coinvolti. Negli scali comunque non si sono registrati particolari disagi o situazioni di caos, perché i passeggeri erano avvertiti già da giorni e quindi non si sono nemmeno presentati. Qualche ripercussione si è avuta anche sugli scali italiani, con cancellazioni nelle basi della low cost: 5 voli sono rimasti a terra a Ciampino su 44 partenze programmate dal vettore irlandese, altri 14 voli cancellati (per Bruxelles, Dusseldorf e Berlino) a Orio al Serio. Ai consumatori il Codacons ricorda che «i passeggeri hanno diritto per legge non solo al rimborso del biglietto, ma anche alla compensazione pecuniaria in caso di volo cancellato odi ritardo nell’ arrivo a destinazione, fino ad un massimo di 600 euro». Intanto un’ altra compagnia aere, la spagnola Volo tea, finita nel mirino dell’ Enac per una serie di disservizi (tra i quali ritardi e overbooking) ha fatto sapere di essere impegnata a offrire «un servizio sempre migliore», anche se «non è sempre possibile evitare disservizi in caso di scioperi dei controllo ridi volo». Enac aveva ammonito Volotea, prospettando lo stop dei voli dal 15 settembre. Dall’ inizio delle sue operazioni nell’ aprile del 2012 a Venezia, Volotea ha trasportato quasi 10 milioni di passeggeri in Italia. – cBY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
giovanni laterza

 

Corriere della Sera (ed. Bergamo), 11/08/2018 04:59
Sciopero Ryanair, stavolta niente code Ma in 100 chiedono un altro volo
orio: 14 cancellazioni anticipate, critiche sui i rimborsila cgil: ci saremmo fermati anche in italia, ma è vietato
Erano informati dello sciopero, sapevano che non avrebbero trovato il loro aereo, ma si sono presentati ugualmente. In un aeroporto che le partenze ferragostane di ieri affollavano già dalle 4 del mattino, agli sportelli c’ erano anche loro, una cinquantina nel corso della mattinata e altrettanti nel corso del pomeriggio: una minima parte dei 2.500 passeggeri Ryanair che si erano visti cancellare sette voli per Berlino, Dusseldorf, Francoforte, Bruxelles e Stoccolma (più altri sette in arrivo dagli stessi scali) dallo sciopero dei piloti Ryanair in quattro Paesi europei: Germania, Belgio, Irlanda e Svezia, ai quali ieri si è aggiunta l’ Olanda. Ryanair tiene a sottolineare di avere «compiuto ogni azione per ridurre al minimo i disagi: abbiamo informato i nostri clienti prima possibile circa le loro opzioni di trasferimento gratuito su una rotta alternativa, rimborso o riprotezione sul primo volo disponibile». Ma poi è successo che molti viaggiatori si siano presentati ugualmente alla biglietteria della compagnia irlandese: «Era gente che doveva partire subito, soprattutto per la Germania – spiegano da Ryanair – così hanno ricevuto biglietti per altri scali tedeschi disponibili, da dove poi hanno potuto noleggiare auto o prendere degli autobus per arrivare a destinazione». E se nei cieli del Belgio non si è alzato in volo nessun aereo Ryanair e i piloti hanno organizzato un presidio a Charleroi (come è successo anche a Stoccolma e a Francoforte), in Olanda la compagnia è riuscita a sostituire tutti i piloti in sciopero con colleghi che ha fatto arrivare da altri Paesi. Tanto che il collegamento da Orio per Eindhoven, che era sembrato a rischio, c’ è stato regolarmente, sia in arrivo che in partenza. Allo scalo romano di Ciampino sono stati invece cancellati 5 voli su 44. A Orio non ci sono quindi state le code di due settimane fa, quando a restare improvvisamente a piedi per lo sciopero del personale italiano della compagnia aerea erano stati in quattromila. «Avremmo scioperato anche noi, perché il personale italiano ha gli stessi problemi di quello degli altri Paesi – precisa Fabrizio Cuscito, che segue Ryanair per la Cgil – ma siamo nel pieno del periodo di franchigia, cioè quello in cui in Italia sono vietati gli scioperi nel settore dei trasporti e che dura fino ai primi di settembre. Lo sciopero del 25 luglio era stato per noi nell’ ultimo giorno disponibile prima che scattasse la franchigia». Per i passeggeri, spiega intanto Ryanair, c’ è stato «l’ integrale rimborso dei biglietti per il 60% dei casi. Nel 30% sono stati chiesti voli alternativi e nel 10% non ci sono state richieste». Dati contestati dal Codacons, che ha offerto ieri assistenza legale ai passeggeri rimasti senza volo: in tutta Europa sono stati 55 mila, che avrebbero dovuto viaggiare su 400 aerei rimasti a terra. Alla fine ad avere i peggiori disagi a Orio sono stati i passeggeri del Ryanair FR4707 di giovedì, che doveva decollare da Cagliari alle 6.05 ma è invece partito alle 14.26 per atterrare al «Caravaggio» alle 15.55. Ma in quel caso c’ erano stati altri problemi che non avevano niente a che fare con la protesta dei piloti. «Nonostante l’ inutile e ingiustificato sciopero svoltosi in 5 dei nostri 37 mercati – è stato il commento di Ryanair – oltre 2.000 voli (l’ 85% di quelli in programma) hanno operato normalmente, trasportando quasi 400 mila clienti in tutta Europa. La maggior parte dei clienti interessati è stata riprotetta su un altro volo. Vogliamo ancora una volta scusarci con i clienti e chiediamo ai sindacati che hanno promosso lo sciopero di continuare le negoziazioni anziché indire altri scioperi ingiustificati».
fabio paravisi

 

Il Giornale, 11/08/2018 04:46
disagi in aeroporto
Stop annunciato a Orio al Serio Rinviati 14 voli Ryanair si scusa
Sette voli cancellati in partenza e i corrispondenti sette in arrivo: è il bilancio di oggi allo scalo di Orio al Serio per lo sciopero del personale di volo di Ryanair in Germania, Belgio, Irlanda e Svezia. Sono proprio i voli da e per Bruxelles, Dusseldorf e Berlino quelli cancellati anche allo scalo di Bergamo. Si tratta di disagi ampiamente preannunciati da parte della compagnia aerea irlandese nei giorni scorsi, che ha anche assicurato che i passeggeri potevano spostare gratuitamente il volo cancellato e che l’ 85% dei voli, su base europea, sarebbe stato garantito. Proprio grazie al grande preavviso i disagi per i viaggiatori sono stati molto limitati rispetto agli ultimi scioperi. Ciò non ha impedito alle associazioni dei consumatori di essere pronte per difendere i diritti dei clienti di Ryanair: ai consumatori infatti il Codacons ha ricordato che «i passeggeri hanno diritto per legge non solo al rimborso del biglietto, ma anche alla compensazione pecuniaria in caso di volo cancellato o di ritardo nell’ arrivo a destinazione, fino ad un massimo di 600 euro». La compagnia Ryanair, da parte sua, condannando lo «spiacevole e ingiustificato» sciopero, ha assicurato che «la maggior parte dei viaggiatori colpiti dalle cancellazioni è stata già riprotetta su un altro volo». E ha voluto sottolineare che lo stop di oggi ha interessato solo il 15% del proprio operativo: oltre 2 mila voli dunque, ovvero l’ 85% di quelli in programma – ha assicurato Ryanair – ha operato normalmente, facendo volare in tutta Europa circa quattrocentomila passeggeri.

 

Il Giornale, 11/08/2018 04:45
i consumi
Dai trasporti alle bollette Spese obbligate per 7.300 euro
Una boccata d’ ossigeno nelle «spese obbligate», ma di breve durata. L’ ufficio studi di Confcommercio calcola che ogni anno gli italiani spendano quasi 7.300 euro per bollette, medicine, benzina. Ecco perché vengono definite «spese obbligate»: se si vuole campare, non visi può rinunciare. Dopo la crescita senza freni di questa voce di spesa, aumentata costantemente negli ultimi 20 anni, per la prima volta la quota dei nostri consumi destinata alle spese obbligate scende dal 41,8% del 2014 al 40,7% del 2018. Questa componente aggregata resta comunque la voce di spesa più consistente nel portafoglio dei nostri consumi. E il «raffreddamento» degli aumenti è già finito, complice il rialzo dei costi dell’ energia. Tra le spese obbligate, quelle legate all’ abitazione restano la voce che incide maggiormente, arrivando a «mangiarsi» tra affitti, manutenzioni, bollette, e utenze quasi 4.200 euro pro capite, pari al 60% delle spese obbligate complessive. A gravare questa voce di spesa, sempre secondo Confcommercio, avrebbero contribuito gli aumenti delle tariffe legate a servizi come i rifiuti. Tra le voci fisse, oltre al capitolo casa, aumentano anche le spese della sanità, toccando i 629 euro annui pro capite, pari al 3,5% del totale dei consumi. Il motivo è legato soprattutto all’ incremento dei costi di ticket su farmaci, prestazioni diagnostiche o ambulatoriali. Per quanto riguarda la mobilità, che comprende le spese per assicurazioni e benzina. In calo invece la voce dedicata all’ alimentazione. Fattore che preoccupa il Codacons: «Costretti ad alimentarci meno e peggio».

 

L’Adige, 11/08/2018 04:37
i dipendenti della compagnia low cost chiedono retribuzioni più alte
Disagi in mezza Europa per lo sciopero Ryanair
a terra 50mila persone, problemi pure in italia
Enrica Piovan ROMA – Circa 400 voli cancellati e disagi per almeno 50mila viaggiatori nel pieno delle vacanze estive. È il bilancio del nuovo sciopero «europeo» dei piloti di Ryanair che, a poche settimane di distanza dallo stop del 25 luglio che ha coinvolto diversi paesi tra cui l’ Italia, sono tornati ad incrociare le braccia per chiedere aumenti di stipendio e migliori condizioni di lavoro ad una compagnia che solo dal dicembre scorso, dopo essersi rifiutata per 30 anni di farlo, ha accettato di riconoscere i sindacati. Lo sciopero ha interessato per 24 ore Germania, Belgio, Svezia e Irlanda, dove la compagnia ha cancellato 400 voli. Mentre in Olanda, anch’ essa coinvolta dalla protesta, la low cost irlandese è riuscita a sostituire tutti i piloti olandesi in sciopero con colleghi di altre nazionalità, e quindi i voli sono stati tutti confermati. La Germania è stata il Paese europeo più colpito, con 250 voli a terra e circa 55mila passeggeri coinvolti. In Belgio sono 104 i voli cancellati e 14mila i passeggeri lasciati a terra: a Bruxelles, nello scalo di Charleroi, una trentina di piloti ha organizzato anche un sit in, esponendo cartelli con su scritto «Ryanair in sciopero, Ryanair deve cambiare». Qualche ripercussione si è avuta inevitabilmente anche negli scali italiani, con cancellazioni nelle basi della low cost: cinque voli sono rimasti a terra a Ciampino su 44 partenze programmate dal vettore irlandese, altri 14 voli cancellati (per Bruxelles, Dusseldorf e Berlino) a Orio al Serio. Ai consumatori il Codacons ricorda che «le persone interessate dai disguidi hanno diritto per legge non solo al rimborso del biglietto, ma anche alla compensazione pecuniaria in caso di volo cancellato o di ritardo nell’ arrivo a destinazione, fino ad un massimo di 600 euro». Ryanair, da parte sua, condannando lo «spiacevole e ingiustificato» sciopero, ha assicurato che «la maggior parte dei viaggiatori colpiti dalle cancellazioni è stata già riprotetta su un altro volo». E ha chiarito che lo stop di ieri ha interessato solo il 15% del proprio operativo: oltre 2.000 voli, ovvero l’ 85% di quelli in programma – assicura Ryanair – hanno operato normalmente, facendo volare in Europa circa 400 mila passeggeri. Nella giornata di ieri, intanto, la compagnia aerea spagnola Volotea si è detta fiduciosa nel proseguimento «dell’ attività estiva in Italia» e ha confermato i piani di crescita nella nostra nazione dopo aver ricevuto dall’ Enac una lettera di contestazione su alcune criticità le quali, se non verranno rimosse, faranno sospendere l’ attività sul territorio italiano il 15 settembre. Ha poi precisato che «fa sempre del suo meglio per garantire che i passeggeri vengano di volta in volta seguiti in caso di disservizi» e «in futuro l’ assistenza ai clienti verrà migliorata».
enrica piovan

 

L’Adige, 11/08/2018 04:37
dalle bollette alla sanità, le spese obbligate
Salasso da 7.300 euro
ROMA – Quasi 7.300 euro l’ anno se ne vanno solo per pagare quelle che vengono classificate come «spese obbligate», dalle bollette di luce e gas ai ticket per le visite mediche. A fare i conti, che ricadono sulle tasche di ciascuno, è l’ ufficio studi della Confcommercio, evidenziando come tra le uscite vincolate sia il «capitolo abitazione» ad avere il peso maggiore: manutenzione, affitti e utenze pesano per circa 4.200 euro a testa. Seguono, tra le voci principali, i costi per spostarsi (1.702 euro inclusi i carburanti) e il budget riservato alla salute (629 euro). Se però si raffronta il 2018 al 2014 si nota come la fetta dei consumi bloccati sia un po’ in discesa, diminuendo di un punto percentuale. Anche se sul totale le spese irrinunciabili incidono ancora per il 40,7%. Il resto dei consumi, altri 10.600 euro, è invece libero, o meglio legato ai gusti e dalle abitudini personali. Un paniere, quest’ ultimo, ampio, che va dalla scelta dell’ automobile all’ arredamento della casa, dal parrucchiere alle vacanze. Nel calderone però Confcommercio inserisce anche gli alimentari, visto che l’ esborso per i prodotti della tavola può variare molto. Pur rappresentando una voce in crescita in termini assoluti, ognuno per mangiare spende 2.681 euro, la quota sul totale risulta in calo: se oggi coprono il 15% dei consumi, nel 2014 era il 15,2%, nel 2000 il 16,1% e nel 1995 il 17,9%. Se i consumi obbligati non risentono tanto del ciclo economico quelli liberi invece sì, ma ci sono anche altri fattori che influenzano le spese degli italiani. Sugli andamenti, spiega Confcommercio, «hanno pesato in modo sensibile anche le esigenze di finanza pubblica che hanno portato gli enti erogatori dei servizi, come nel caso dello smaltimento dei rifiuti, a frequenti aumenti dei prezzi (tariffe). Inoltre le esigenze di risanamento degli squilibri di bilancio regionali imputabili alla spesa sanitaria, hanno accresciuto la quota di partecipazione richiesta ai cittadini». Ad alleggerire un po’ gli esborsi «tassativi» ci ha pesato l’ energia, ma adesso la tendenza si è invertita. Tuttavia, secondo gli ultimi dati, la quota di spesa assorbita dai carburanti, pur restando rilevante, è ai minimi. Per il Codacons siamo davanti a numeri che indicano come gli italiani siano «tartassati» dalle spese obbligate. Tanto che per farvi fronte addirittura «mangiano meno e peggio, con tutte le conseguenze sulla salute che da questo ne derivano».

 

Il Messaggero, 11/08/2018 04:36
Sciopero Ryanair, 400 voli cancellati
`l’ astensione dal lavoro ha riguardato germania, svezia, irlanda, olanda e belgio, lasciando a terra 55 mila passeggeri `in italia soppresse 20 tratte, i più colpiti gli scali tedeschi il vettore ha chiesto ai sindacati di riprendere le trattative
IL CASO ROMA Il venerdì nero di Ryanair ha lasciato a terra 55 mila passeggeri. Si è chiuso con un bilancio da brividi lo sciopero dei piloti della low cost irlandese che hanno incrociato le braccia in 5 Paesi europei (Belgio, Svezia, Irlanda, Germania e Olanda) costringendo la compagnia ad annullare 400 voli, circa un sesto dei 2.400 previsti. I più colpiti sono stati i passeggeri in Germania, circa 42 mila, a causa di 250 voli cancellati, mentre Dublino ha assicurato che l’ 85% dei voli programmati sono andati regolarmente a buon fine trasportando circa 400 mila passeggeri. LA CRISI In Olanda, la low cost è riuscita a sostituire tutti i piloti in sciopero con colleghi di altre nazionalità, e quindi i voli sono stati tutti confermati. In Belgio, 104 i voli cancellati e 14 mila i passeggeri coinvolti: a Bruxelles, nello scalo di Charleroi, una trentina di piloti ha organizzato anche un sit in, esponendo cartelli con su scritto «Ryanair in sciopero, Ryanair deve cambiare». In Italia, il conto delle cancellazioni è stato piuttosto pesante soprattutto a Orio al Serio (14 partenze e arrivi annullati verso Bruxelles, Dusseldorf e Berlino) mentre a Ciampino il bilancio è stato di 5 cancellazioni su 44 voli programmati. «Nonostante il deplorevole e ingiustificato sciopero in 5 dei nostri 37 mercati ha informato Rynair in una nota tutti i 370 aerei della prima fascia previsti sono partiti trasportando famiglie che vanno in vacanza, grazie allo sforzo della maggioranza dei piloti che hanno lavorato normalmente». Ai clienti, la compagnia ha offerto la scelta di riprogrammare i loro voli o di chiedere i rimborsi. «Ci vogliamo ancora scusare con i clienti coinvolti da questa interruzione di voli non necessaria e chiediamo ai sindacati di continuare i negoziati anziché indire scioperi ingiustificati» ha spiegato la compagnia. La quale è sotto pressione da diverse settimane a causa delle rivendicazioni del proprio personale navigante che chiede nuovi contratti con aumenti salariali e migliori condizioni d’ impiego. Per lo sciopero di ieri, in particolare, le due sigle sindacali belghe BeCA e CNE chiedono a Ryanair di cambiare il proprio modello di relazioni con i dipendenti e parlano di una «campagna di intimidazione» nei confronti della protesta. Occorre ricordare che solo otto mesi fa la compagnia, dopo trent’ anni di richieste cadute nel vuoto, ha riconosciuto le organizzazioni dei piloti. Il mese scorso hanno scioperato gli assistenti di volo in Italia, Portogallo, Spagna e Belgio per due giorni causando la cancellazione di 600 voli. E in quella circostanza, dopo le resistenze iniziali, Ryanair ha provveduto all’ integrale rimborso del costo dei biglietti acquistati per i voli cancellati nelle giornate del 25 e 26 luglio al 60% dei passeggeri prenotati. Nel 30% dei casi i passeggeri hanno invece chiesto ed ottenuto la gratuita riprotezione su voli alternativi. Per quanto riguarda il restante 10% dei casi, i passeggeri non hanno richiesto né il rimborso né la riprotezione. «Per lo sciopero di ieri ha ricordato il Codacons – i passeggeri hanno diritto per legge non solo al rimborso del biglietto, ma anche alla compensazione pecuniaria in caso di volo cancellato o di ritardo nell’ arrivo a destinazione, fino ad un massimo di 600 euro a utente». A tal proposito, una recente sentenza del giudice di Pace del Lussemburgo ha ribadito che uno sciopero annunciato non può essere considerato una circostanza eccezionale tale da cancellare l’ obbligo dei rimborsi da parte delle compagnie. Michele Di Branco © RIPRODUZIONE RISERVATA.

 

La Stampa, 11/08/2018 04:36
in germania i disagi maggiori
Piloti contro Ryanair Lo sciopero europeo ha cancellato 400 voli
per la compagnia aerea la protesta è ingiustificata il codacons: ora rimborsi immediati fino a 600 euro
È stata una delle giornate più difficili nella storia di Ryanair. A causa dell’ ennesimo sciopero dei dipendenti – fatto un tempo raro ma che oggi si sta intensificando – sono stati cancellati circa 400 voli in Europa, creando disagi a decine di migliaia di viaggiatori nel pieno delle vacanze estive. I piloti hanno incrociato le braccia a pochi giorni di distanza dall’ ultimo stop, lo scorso 25 luglio, che aveva coinvolto anche il nostro Paese. Ieri hanno deciso di rimanere ancora una volta a terra e non volare, una protesta per chiedere aumenti di stipendio e migliori condizioni di lavoro. Dentro all’ azienda infatti la situazione si fa sempre più incandescente. Per circa 30 anni Ryanair si è rifiutata di accettare i sindacati in azienda («ghiaccerà l’ inferno», diceva spesso l’ amministratore delegato Michael O’ Leary), ma ora è tutto cambiato. Da inizio anno sono state riconosciute alcune sigle e i dipendenti hanno preso coraggio. La compagnia low cost ha in sostanza dovuto accettare alcune richieste dei dipendenti, anche perché molti di loro – in primo luogo piloti – avevano scelto di abbandonare l’ azienda in cerca di contratti e stipendi migliori, lasciando all’ improvviso le cabine sguarnite e gli aerei a terra. I disagi Lo sciopero di ieri ha interessato per 24 ore Germania, Belgio, Svezia e Irlanda, dove la compagnia ha cancellato ben 400 voli, il record negativo (l’ ultima volta ne erano stati cancellati 600, ma lo sciopero era su due giorni). Mentre in Olanda, anch’ essa coinvolta dalla protesta, la low cost irlandese è riuscita a sostituire tutti i piloti olandesi che avevano scelto di incrociare le braccia con colleghi di altre nazionalità, e quindi i voli sono stati tutti confermati. La Germania è stato il Paese più colpito, con 250 voli a terra e circa 55 mila passeggeri coinvolti. In Belgio sono 104 i voli cancellati e 14 mila i passeggeri coinvolti: a Bruxelles, nello scalo di Charleroi, una trentina di piloti ha organizzato anche un sit-in, esponendo cartelli con su scritto «Ryanair in sciopero, Ryanair deve cambiare». L’ effetto in Italia Non si sono comunque verificati troppi disagi, i passeggeri d’ altronde erano avvisati da giorni. Qualche ripercussione però c’ è stata anche in Italia, con le cancellazioni nelle basi della low cost: 5 voli sono rimasti a terra a Ciampino su 44 partenze programmate dal vettore irlandese, altri 14 voli cancellati (per Bruxelles, Dusseldorf e Berlino) a Orio al Serio. Ryanair condanna lo «spiacevole e ingiustificato» sciopero e assicura che «la maggior parte dei viaggiatori colpiti dalle cancellazioni è stata già riprotetta su un altro volo». Secondo la compagnia lo stop ha interessato solo il 15% delle partenze. «Immensi disagi per gli utenti del trasporto aereo a causa dello sciopero indetto per oggi dai piloti Ryanair – attacca il Codacons – In tale situazione i passeggeri hanno diritto per legge non solo al rimborso del biglietto, ma anche alla compensazione pecuniaria in caso di volo cancellato o di ritardo nell’ arrivo a destinazione, fino a un massimo di 600 euro a utente». BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
nicola lillo

 

La Sicilia, 11/08/2018 04:31
ieri piloti in sciopero in germania, belgio, svezia e irlanda
Ryanair, a terra oltre 400 voli in Europa
Enrica PiovanRoma. Circa 400 voli cancellati e disagi per decine di migliaia di viaggiatori nel pieno delle vacanze estive. È il bilancio del nuovo sciopero “europeo” dei piloti di Ryanair che, a poche settimane di distanza dallo stop del 25 luglio che ha coinvolto diversi Paesi tra cui l’ Italia, sono tornati ad incrociare le braccia per chiedere aumenti di stipendio e migliori condizioni di lavoro ad una compagnia che solo dal dicembre scorso, dopo essersi rifiutata per 30 anni, ha accettato di riconoscere i sindacati. Lo sciopero ha interessato per 24 ore Germania, Belgio, Svezia e Irlanda, dove la compagnia ha cancellato 400 voli. Mentre in Olanda, anch’ essa coinvolta dalla protesta, la low cost irlandese è riuscita a sostituire tutti i piloti olandesi in sciopero con colleghi di altre nazionalità, e quindi i voli sono stati tutti confermati.La Germania è stata il Paese più colpito, con 250 voli a terra e circa 55mila passeggeri coinvolti. In Belgio sono 104 i voli cancellati e 14mila i passeggeri coinvolti: a Bruxelles, nello scalo di Charleroi, una trentina di piloti ha organizzato anche un sit in, esponendo cartelli con su scritto «Ryanair in sciopero, Ryanair deve cambiare». Negli scali comunque non si sono registrati particolari disagi o situazioni di caos, perché i passeggeri erano avvertiti già da giorni e quindi non si sono nemmeno presentati. Qualche ripercussione si è avuta anche sugli scali italiani, con cancellazioni nelle basi della low cost: 5 voli sono rimasti a terra a Ciampino su 44 partenze programmate dal vettore irlandese, altri 14 voli cancellati (per Bruxelles, Dusseldorf e Berlino) a Orio al Serio. Ai consumatori il Codacons ricorda che «i passeggeri hanno diritto per legge non solo al rimborso del biglietto, ma anche alla compensazione pecuniaria in caso di volo cancellato o di ritardo nell’ arrivo a destinazione, fino ad un massimo di 600 euro». Ryanair, da parte sua, condannando lo «spiacevole e ingiustificato» sciopero, ha assicurato che «la maggior parte dei viaggiatori colpiti dalle cancellazioni è stata già riprotetta su un altro volo». E ha chiarito che lo stop di ieri ha interessato solo il 15% del proprio operativo: oltre 2mila voli, ovvero l’ 85% di quelli in programma – assicura Ryanair – ha operato normalmente, facendo volare in Europa circa 400mila passeggeri.
enrica piovan

 

La Sicilia (ed. Agrigento), 11/08/2018 04:31
l’ avvocato cappello: «si trovino risorse straordinarie per riparare le strade»
Ciclisti e centauri in piazza per dire «no» ai divieti
g.s.) Un centinaio di persone a bordo di moto e bici si sono date appuntamento ieri pomeriggio davanti all’ ex ospedale psichiatrico del viale della Vittoria per dire “basta” alle ordinanze di inibizione al transito delle due ruote in città.L’ iniziativa, nata e organizzata totalmente sui social è partita dalla protesta dell’ avvocato Pierluigi Cappello, presidente del Codacons di Agrigento e motociclista.”Essere riuscito, con così poco preavviso e senza mezzi, a portare così tante persone in piazza è senza dubbio un importante risultato – ha spiegato -, ma adesso vogliamo che chi ci amministra ci ascolti. Non è possibile unicamente chiudere le strade pericolose alle due ruote per scaricare di responsabilità qualcuno: è necessario riparare le buche non solo delle arterie oggi oggetto di ordinanza, ma anche di quelle percorribili ma comunque pericolose. Se non ci sono i soldi che si ricorra alla Protezione civile ma si faccia qualcosa”.Il corteo, partito appunto dal viale della Vittoria, ha raggiunto piazza Pirandello (i mezzi con due percorsi distinti, bici lungo la via Atenea e gli altri seguendo via Gioeni) per poi percorrere le strade (quelle senza ordinanza) che consentono di raggiungere il porticciolo di San Leone. La posizione dell’ Amministrazione sul tema è arcinota: le ordinanze sono frutto di una decisione diretta e personale del settore Lavori Pubblici non condivisa con sindaco e giunta, i quali, tuttavia, non hanno a disposizione fondi per riparare le buche e sarebbero semmai possibilisti su ordinanze meno restrittive.Giusto per continuare a schermare le responsabilità ma senza fare troppo rumore e scalpore.

 

L’Unione Sarda, 11/08/2018 04:20
per le spese “irrinunciabili” in italia si spendono in media 7.300 euro all’ anno
Bollette e farmaci, conto record
Ogni anno gli italiani spendono quasi 7.300 euro l’ anno per bollette, medicine, benzina, spese obbligate a cui non si può rinunciare. Il calcolo è dell’ Ufficio studi di Confcommercio, che ha analizzato l’ andamento delle spese degli italiani per beni e servizi irrinunciabili per le famiglie tra il 1995 e il 2018. IL CONFRONTO Buone notizie: dopo la crescita «inarrestabile» degli ultimi 20 anni, le spese obbligate sul totale dei consumi diminuiscono, passando dal 41,8 per cento del 2014 al 40,7 per cento del 2018. Questa componente di spesa rimane comunque la più significativa sui portafogli degli italiani, che per il Codacons restano «tartassati». Tra le spese obbligate, prosegue Confcommercio, la voce abitazione è quella che incide maggiormente arrivando a “mangiarsi” tra affitti, manutenzioni, bollette, e utenze quasi 4.200 euro pro capite, pari al 60 per cento delle spese obbligate complessive. A gravare su questa voce di spesa, sempre secondo Confcommercio, avrebbero contribuito gli aumenti delle tariffe legate a servizi come i rifiuti. LE CURE Tra le voci fisse, oltre al capitolo casa, aumentano anche le spese della sanità, toccando i 629 euro annui pro capite, pari al 3,5% del totale dei consumi. Il motivo è legato soprattutto all’ incremento dei costi di ticket su farmaci, prestazioni diagnostiche o ambulatoriali. Per quanto riguarda la mobilità, che comprende le spese per assicurazioni e benzina, Confcommercio segnala una recente inversione al rialzo delle spese dovuta alla ripresa dei carburanti, su cui hanno pesato i progressivi aumenti del prezzo del petrolio.

L’Unione Sarda, 11/08/2018 04:20
si fermano i piloti in germania, belgio, svezia e irlanda: disagi in tutta europa
Ryanair, il grande sciopero
saltano 400 voli (2 nell’ isola), coinvolti 55mila viaggiatori
È il più grande sciopero dei piloti nella storia di Ryanair: quasi 400 voli cancellati in tutta Europa, disagi, ritardi e due voli saltati anche nell’ Isola. I comandanti con base in Germania, Svezia, Irlanda, Belgio e Paesi Bassi hanno incrociato le braccia ieri per 24 ore per aver condizioni di lavoro e stipendi migliori. Le cancellazioni costituiscono circa un sesto di 2.400 voli di linea della compagnia aerea low cost irlandese, lasciando a terra circa 55.000 passeggeri al culmine della stagione estiva. I VOLI SARDI A Cagliari sono stati cancellati i due collegamenti tra l’ aeroporto di Elmas e quello di Francoforte. Altri voli hanno registrato ritardi, come in tutta Italia. Il sindacato dei piloti tedeschi “Vereinigung Cockpit” ha sottolineato di essere soddisfatto dell’ impatto dello sciopero: «Speriamo che Ryanair abbia capito il messaggio e che ora sia disponibile ad impegnarsi in negoziati seri». Secondo il sindacato piloti svedese (SPF), circa 40 piloti hanno scioperato. Ryanair annullato 22 voli da e per la Svezia, con la maggior parte dei voli da e per l’ aeroporto regionale di Skvasta, a circa 100 chilometri a sud di Stoccolma. Nei Paesi Bassi, nonostante lo sciopero, nessun volo è stato cancellato, grazie a piloti di altre nazionalità che li hanno sostituiti. In un comunicato, Ryanair ha dichiarato di aver messo in campo tutte le misure per limitare i disagi e ha parlato di uno sciopero «ingiustificato e deplorevole» e si è detta disponibile a proseguire le trattative con i sindacati. IL CODACONS L’ associazione di consumatori Codacons ha parlato di «immensi disagi» per i passeggeri, aggravati dal fatto che lo sciopero è arrivato nel cuore della stagione estiva. «I passeggeri hanno diritto per legge non solo al rimborso del biglietto, ma anche alla compensazione pecuniaria in caso di volo cancellato o di ritardo nell’ arrivo a destinazione, fino a un massimo di 600 euro a utente», ricorda il Codacons. Intanto la compagnia low cost ha risposto all’ associazione in merito alle lamentele sugli scioperi del 25 e del 26 luglio. «Mai Ryanair ha negato il diritto dei passeggeri di ottenere il rimborso del prezzo dei biglietti in relazione a voli cancellati. Né, tantomeno, Ryanair ha mai negato il pagamento della compensazione pecuniaria». Secondo i dati forniti dalla compagnia, per le cancellazioni di luglio è stato rimborsato il biglietto al 60 per cento dei passeggeri. Al 30 per cento invece è stata offerta una tratta alternativa e nel 10 per cento dei casi, i passeggeri non hanno richiesto né il rimborso né la riprotezione.

Il Tirreno, 11/08/2018 04:02
sciopero ryanair
Cancellati 400 voli A terra i vacanzieri
Circa 400 voli cancellati e disagi per decine di migliaia di viaggiatori nel pieno delle vacanze. È il bilancio del nuovo sciopero europeo dei piloti di Ryanair che ieri sono tornati ad incrociare le braccia per chiedere aumenti di stipendio e migliori condizioni di lavoro. La Germania è stata il paese più colpito, con 250 voli a terra e circa 55mila passeggeri coinvolti. Qualche ripercussione si è avuta anche sugli scali italiani, con cancellazioni nelle basi della low cost: 5 voli sono rimasti a terra a Ciampino, mentre a Orio ne sono saltati altri 14. Il Codacons ricorda che «i passeggeri hanno diritto per legge non solo al rimborso del biglietto, ma anche alla compensazione pecuniaria in caso di volo cancellato o di ritardo nell’ arrivo a destinazione, fino ad un massimo di 600 euro».

Messaggero Veneto, 11/08/2018 03:56
sciopero ryanair
Cancellati 400 voli A terra i vacanzieri
Circa 400 voli cancellati e disagi per decine di migliaia di viaggiatori nel pieno delle vacanze. È il bilancio del nuovo sciopero europeo dei piloti di Ryanair che ieri sono tornati ad incrociare le braccia per chiedere aumenti di stipendio e migliori condizioni di lavoro. La Germania è stata il paese più colpito, con 250 voli a terra e circa 55mila passeggeri coinvolti. Qualche ripercussione si è avuta anche sugli scali italiani, con cancellazioni nelle basi della low cost: 5 voli sono rimasti a terra a Ciampino, mentre a Orio ne sono saltati altri 14. Il Codacons ricorda che «i passeggeri hanno diritto per legge non solo al rimborso del biglietto, ma anche alla compensazione pecuniaria in caso di volo cancellato o di ritardo nell’ arrivo a destinazione, fino ad un massimo di 600 euro».

Corriere dell’Umbria, 11/08/2018 03:55
il codacons: “i viaggiatori vanno risarciti
Sciopero dei piloti Ryanair costretta a cancellare 400 voli
Quello di ieri ä stato il peggior venerdì della storia della compagnia aerea irlandese low-cost Ryanair. Ha dovuto cancellare ben 396 voli, a causa dello sciopero dei piloti in cinque paesi: Irlanda, Germania, Svezia, Belgio e Paesi Bassi. I piloti chiedono un aumento retributivo e un miglioramento delle condizioni di lavoro. In un post su Twitter, l’ azienda ha sottolineato che nonostante lo sciopero in 5 su 37 mercati, i velivoli sono partiti in orario. Oltre 2.000 voli Ryanair, che rappresentano l’ 85% del programma, secondo la compagnia hanno operato normalmente, trasportando quasi 400.000 clienti in tutta Europa. E mentre la compagnia tende a minimizzare, gli utenti ovviamente protestano. Il Codacons, ad esempio, sottolinea che lo sciopero ha coinvolto anche tanti turisti e viaggiatori italiani: “In tale situazione i passeggeri hanno diritto per legge non soltanto al rimborso del biglietto, ma anche alla compensazione pecuniaria in caso di volo cancellato oppure di ritardo nell’ arrivo a destinazione, fino ad un massimo di 600 euro a utente”. Il Coda cons, attraverso il proprio staff legale, fornirà assistenza a tutti coloro che a causa dello sciopero hanno subito disagi e intendano chiedere a Ryanair il risarcimento previsto dalla normativa comunitaria.

La Gazzetta del Mezzogiorno, 11/08/2018 03:50
Ryanair, 400 voli cancellati
i piloti si sono fermati in germania, belgio e olanda. riverberi in italia
Circa 400 voli cancellati e disagi per decine di migliaia di viaggiatori nel pieno delle vacanze estive. È il bilancio del nuovo sciopero «europeo» dei piloti di Ryanair che, a poche settimane di distanza dallo stop del 25 luglio che ha coinvolto diversi paesi tra cui l’ Italia, sono tornati ad incrociare le braccia per chiedere aumenti di stipendio e migliori condizioni di lavoro ad una compagnia che solo dal dicembre scorso, dopo essersi rifiutata per 30 anni, ha accettato di riconoscere i sindacati. Lo sciopero ha interessato per 24 ore Germania, Belgio, Svezia e Irlanda, dove la compagnia ha cancellato 400 voli. Mentre in Olanda, anch’ essa coinvolta dalla protesta, la low cost irlandese è riuscita a sostituire tutti i piloti olandesi in sciopero con colleghi di altre nazionalità, e quindi i voli sono stati tutti confermati. La Germania è stata il paese più colpito, con 250 voli a terra e circa 55 mila passeggeri coinvolti. In Belgio sono 104 i voli cancellati e 14 mila i passeggeri coinvolti: a Bruxelles, nello scalo di Charleroi, una trentina di piloti ha organizzato anche un sit in, esponendo cartelli con su scritto «Ryanair in sciopero, Ryanair deve cambiare». Negli scali comunque non si sono registrati particolari disagi o situazioni di caos, perché i passeggeri erano avvertiti già da giorni e quindi non si sono nemmeno presentati. Qualche ripercussione si è avuta anche sugli scali italiani, con cancellazioni nelle basi della low cost: 5 voli sono rimasti a terra a Ciampino su 44 partenze programmate dal vettore irlandese, altri 14 voli cancellati (per Bruxelles, Dusseldorf e Berlino) a Orio al Serio. Ai consumatori il Codacons ricorda che «i passeggeri hanno diritto per legge non solo al rimborso del biglietto, ma anche alla compensazione pecuniaria. Ryanair, da parte sua, condannando lo «spiacevole e ingiustificato» sciopero, ha assicurato che «la maggior parte dei viaggiatori colpiti dalle cancellazioni è stata già riprotetta su un altro volo». E ha chiarito che lo stop ha interessato solo il 15% del proprio operativo.

Il Tempo, 11/08/2018 03:45
C’ è un mese per risolvere il caos vaccini
scontro totale circolari che vanno contro le leggi, nuove proposte e decreti bussetti con i presidi attacca la grillo. e tra poche settimane si torna tra i banchi
Valentina Conti Andiamo per ordine. Nella confusione. Abbiamo una legge sulla obbligatorietà vaccinale dei ragazzi nella fascia 0-16 anni – la Lorenzin- azzoppata ad oggi in vari punti, una circolare congiunta Ministro Salute -Ministro Istruzione- tanto per rimarcarlo – che permette l’ autocertificazione anche in campo sanitario nonostante sia in vigore un DPR del 2000 che lo vieti, su cui presidi e pediatri sobillati – lanciano strali. Poi abbiamo l’ emendamento al Decreto Dignità che proroga di un anno l’ obbligo dei vaccini dando la possibilità a tutti i bambini, vaccinati e non, di frequentare le scuole (che sarà discusso l’ 11 settembre, a scuole già iniziate). E una nuova proposta di legge, quella sull’ «obbligo flessibile», pensata molto per ottemperare al fatto che una circolare non pre vale sulla legge ancora in vigore – come pure chiarito a 11 Tempo dall’ avvocato Cesare Placanica – che per essere ufficiale dovrà attendere le calende greche. Ecco: il caos vaccini – con l’ incognita scuole a settembre (con i già pochi problemi all’ orizzonte su questo fronte) è imbrigliato nel caos normativa. Un tutt’ uno. Sullo sfondo c’ è lo scontro politico intragovernativo. La ministra Grillo che non intende cedere sull’ autocertificazione, il ministro Bussetti che dà un colpo al cerchio e uno alla botte. E che, messo all’ angolo, solo alla fine si schiera con i presidi, chiedendo alla titolare della Salute di «considerare le preoccupazioni dei dirigenti scolastici». In mezzo il secondo incontro con la delegazione dell’ Associazione Nazionale Presidi al Ministero della Salute, preventivato per fine mese, per avere risposte. Con il presidente Anp, Antonello Giannelli, che sul tema autocertificazione (su cui la ministra ha precisato: «Non significa dichiarare il falso») ribadisce ovunque: «L’ istituto farà i controlli con le Asl, e se le vaccinazioni non risulteranno in regola i bambini non saranno ammessi in classe». E con il Codacons che annuncia – su questo – di avere «deciso di denunciare l’ Anp in Procura». «Con la sola autocertificazione il genitore dichiara che il figlio è vaccinato. Ma come fa la scuola a capire se davvero è stato vaccinato? I presidi dovranno andare a fare i controlli, come pure detto dal Ministero della Salute? Dovremo mandare un impiegato alle varie Asl per capire? Ma così significa rendere impraticabile l’ organizzazione della scuola», afferma il presidente Anp-Lazio, Mario Rusconi, intervenuto ieri ad Uno mattina Estate. Se il Milleproroghe non dovesse essere approvato in tempo, metà delle regioni contrarie ad un eventuale rinvio dell’ obbligo vaccinale minacciano il ricorso alla Consulta. Ma cosa prevede la proposta sull’ «obbligo flessibile», composta da sette articoli, firmata dai senatori Stefano Patuanelli (M5 S) e Massimiliano Romeo (Lega)? Che solo in caso di emergenze sanitarie si potranno adottare Piani straordinari d’ intervento, con l’ obbligo di effettuare una o più vaccinazioni per determinate coorti di nascita e per gli esercenti le professioni sanitarie, con l’ obiettivo di mantenere il livello di sicurezza delle coperture. Il mancato rispetto di questi piani straordinari di intervento potrà prevedere sanzioni da 100 a 500 euro. Fra gli obiettivi indicati dal disegno di legge c’ è l’ aggiornamento, adeguamento e mantenimento dei sistemi informativi regionali per il governo e l’ esercizio delle attività vaccinali; la promozione delle vaccinazioni previste dal PNPV e la rimozione dei fattori che ostacolano il raggiungimento di adeguate coperture vaccinali attraverso interventi «di comunicazione e informazione, di promozione e di ascolto rivolti alla generalità degli assistiti e agli esercenti le professioni sanitarie tramite le strutture del Servizio sanitario nazionale».
valentina conti

Il Tempo, 11/08/2018 03:45
Sciopero Ryanair, mezza Europa a terra
la rivolta dei piloti circa 400 voli cancellati, 55mila passeggeri bloccati l’ astensione in germania, svezia, irlanda e belgio. ripercussioni anche in italia
Antonio Sbraga Un giorno da Atac per Ryanair. Come accade nei giorni di sciopero all’ azienda di trasporto romana, ieri il venerdì nero ha ridotto anche i voli della regina europea delle compagnie low-cost, alle prese con la più grande astensione dal lavoro della sua storia. Circa 400 voli cancellati e 55 mila passeggeri lasciati a terra dopo l’ incrocio delle braccia di 24 ore dei piloti in Germania, Svezia, Irlanda e Belgio. Ripercussioni anche in Italia, con 5 aerei fermi a Ciampino (quelli per Berlino, Bruxelles -Charleroi e Colonia sul totale delle 44 partenze programmate dal vettore irlandese nel secondo scalo romano) e altri 14 voli cancellati a Bergamo-Orio al Serio (per Bruxelles, Dusseldorf e Berlino), anche se per ora non risultano problemi per i passeggeri, avvisati già da alcuni giorni dalla compagnia. Main tutta Europa i mancati decolli alla fine della prote sta (terminata alle 3 di oggi) sono stati 396, pari a circa un sesto dei 2.400 voli di linea della compagnia low cost. I più danneggiati sono stati i passeggeri tedeschi, con 250 voli annullati e 42 mila passeggeri coinvolti. In Italia l’ associazione Codacons si dice pronta a «fornire assistenza a tutti coloro che a causa dello sciopero odierno hanno subito disagi e intendano chiedere a Ryanair il risarcimento previsto dalla normativa comunitaria, fino ad un massimo di 600 euro a utente». Ma la compagnia irlandese assicura che non occorrono ri corsi legali, com’ è accaduto già in occasione del precedente sciopero del mese scorso: «Ryanair ha provveduto all’ integrale rimborso del costo dei biglietti acquistati per i voli cancellati nelle giornate del 25 e 26 luglio al 60% dei passeggeri prenotati. Nel 30% dei casi i passeggeri hanno invece chiesto ed ottenuto la gratuita riprotezione su voli alternativi. Per quanto riguarda il restante 10% dei casi, i passeggeri non hanno richiesto né il rimborso né la riprotezione». Il mese scorso avevano però scioperatogli assistenti di volo in Portogallo, Spagna e Belgio per due giorni causando la cancellazione di 600 voli. Ieri, invece, è stato il turno del sindacato dei piloti. Quello tedesco, «Vereinigung Coclcpit (VC)», ha sottolineato di essere soddisfatto dell’ impatto dello sciopero, aggiungendo: «Speriamo che Ryanair abbia capito il messaggio e che ora sia disponibile a impegnarsi in negoziati seri». In Belgio 104 i collegamenti saltati, con 14 mila passeggeri appiedati. Nello scalo di Charleroi, una trentina di piloti ha anche organizzato un sit in, esponendo cartelli con le scritte «Ryanair in sciopero, Ryanair deve cambiare». Secondo il sindacato piloti svedese (SPF), sono stati circa 40 i comandanti ad incrociare le braccia, facendo annullare 22 voli da e per il paese scandinavo, con la maggior parte dei voli da e per l’ aeroporto regionale di Slcvasta, a circa 100 chilometri a sud di Stoccolma. Mentre nei Paesi Bassi, nonostante lo sciopero, nessun volo è stato cancellato, grazie all’ arrivo dei piloti di altre nazionalità che li hanno sostituiti. Il personale navigante però chiede in ogni caso nuovi contratti con aumenti delle retribuzioni e migliori condizioni d’ impiego. In un comunicato, Ryanair ha dichiarato di aver messo in campo tutte le misure per limitare i disagi e ha parlato di uno sciopero «ingiustificato e deplorevole», anche se ha interessato solo il 15% del suo traffico, «facendo volare in Europa circa 400 mila passeggeri». La compagnia si è detta disponibile a proseguire le trattative con i sindacati, anche se ha riconosciuto le organizzazioni dei piloti soltanto da un anno. Mentre lo scorso 20 luglio ha siglato un accordo di riconoscimento con il sindacato Fit Cisl che, insieme a Anpac e Anpav, rappresenterà una delegazione di negoziazione per il personale di cabina direttamente impiegato da Ryanair in Italia per un nuovo contratto collettivo di.

Giornale di Sicilia, 11/08/2018 03:45
indagine confcommercio. dall’ energia ai ticket sino alle assicurazioni, ogni italiano costa 7.300 euro l’ anno
LUCE, GAS E SANITÀ SPESE IN LIEVE CALO
ciabili incidono ancora per il 40,7%. Il resto dei consumi, altri 10.600 euro, è invece libero, o meglio legato ai gusti e dalle abitudini personali. Un paniere, quest’ ultimo, ampio, che va dalla scelta dell’ automobile all’ arredamento della casa, dal parrucchiere alle vacanze. Nel calderone però Confcommercio inserisce anche gli alimentari, visto che l’ esborso per i prodotti della tavola può variare molto. Pur rappresentando una voce in crescita in termini assoluti, ognuno per mangiare spende 2.681 euro, la quota sul totale risulta in calo: se oggi coprono il 15% dei consumi, nel 2014 era il 15,2%, nel 2000 il 16,1% e nel 1995 il 17,9%. Se i consumi obbligati non risentono tanto del ciclo economico quelli liberi invece sì, ma ci sono anche altri fattori che influenzano le spese degli italiani. Sugli andamenti, spiega Confcommercio, «hanno pesato anche le esigenze di finanza pubblica che hanno portato gli enti erogatori dei servizi, come nel caso dello smaltimento dei rifiuti, a frequenti aumenti dei prezzi (tariffe). Inoltre le esigenze di risanamento degli squili bri di bilancio regionali imputabili alla spesa sanitaria, hanno accresciuto la quota di partecipazione richiesta ai cittadini». Ad alleggerire un pò gli esborsi tassativi ci ha pesato l’ energia, ma adesso la tendenza si è invertita. Tuttavia, secondo gli ultimi dati, la quota di spesa assorbita dai carburanti, pur restando rilevante, è ai minimi. Per il Codacons siamo davanti a numeri che indicano come gli italiani siano «tartassati» dalle spese obbligate. Tanto che per farvi fronte addirittura «mangiano meno e peggio». Abitudini destinate non certo a m migliorare nel breve termine. «I consumi scendono su base mensile ed il rialzo su base annua è troppo lieve e, soprattutto, è più che altro dovuto all’ aumento dei prezzi», commenta l’ Unione nazionale consumatori (Unc). «Se si confrontano i dati di oggi con quelli pre -crisi del giugno 2007, le vendite totali sono inferiori del 4%. Solo la grande distribuzione ha recuperato quanto perso durante la recessione, registrando un incremento del 6,6%», sottolinea l’ associazione. I piccoli negozi, invece, «sono ancora ben lontani dall’ aver compensato le perdite subite in questi anni difficili. Rispetto ad undici anni fa, le vendite complessive sono stima l’ Unc – ancora inferiori dell’ 13,5%, mentre quelle alimentari segnano addirittura un crollo del 20,9%, ossia hanno lasciato sul campo oltre un quinto delle vendite». Quanto alla produzione industriale, secondo l’ Unc rispetto al 2008 «è ancora inferiore del 17,1% ed i beni di consumo durevoli hanno una voragine da colmare, un gap del 32,4%» ANNIVERSARIO ANNIVERSARIO.

Alto Adige, 11/08/2018 03:34
Bollette, ticket, sanità e carburante La famiglia ha 7000 euro di spese fisse
Quasi 7.300 euro l’ anno se ne vanno solo per pagare quelle che vengono classificate come «spese obbligate», dalle bollette di luce e gas ai ticket per le visite mediche. A fare i conti, che ricadono sulle tasche di ciascuno, è l’ ufficio studi della Confcommercio, evidenziando come tra le uscite vincolate sia il capitolo «abitazione» ad avere il peso maggiore: manutenzione, affitti e utenze pesano per circa 4.200 euro a testa. Seguono i costi per spostarsi (1.702 euro inclusi i carburanti) e il budget riservato alla salute (629 euro). Se però si raffronta il 2018 al 2014 si nota come la fetta dei consumi bloccati sia un pò in discesa, diminuendo di un punto percentuale. Anche se sul totale le spese irrinunciabili incidono ancora per il 40,7%. Il resto dei consumi, altri 10.600 euro, è invece libero, o meglio legato ai gusti e alle abitudini personali. Un paniere, quest’ ultimo, ampio, che va dalla scelta dell’ automobile all’ arredamento della casa, dal parrucchiere alle vacanze. Nel calderone però Confcommercio inserisce anche gli alimentari, visto che l’ esborso per i prodotti della tavola può variare molto. Pur rappresentando una voce in crescita in termini assoluti, ognuno per mangiare spende 2.681 euro, la quota sul totale risulta in calo: se oggi coprono il 15% dei consumi, nel 2014 era il 15,2%, nel 2000 il 16,1% e nel 1995 il 17,9%. Se i consumi obbligati non risentono tanto del ciclo economico quelli liberi invece sì, ma ci sono anche altri fattori che influenzano le spese degli italiani. Sugli andamenti, spiega Confcommercio, «hanno pesato anche le esigenze di finanza pubblica che hanno portato gli enti erogatori dei servizi, come nel caso dello smaltimento dei rifiuti, a frequenti aumenti dei prezzi (tariffe). Inoltre le esigenze di risanamento degli squilibri di bilancio regionali imputabili alla spesa sanitaria, hanno accresciuto la quota di partecipazione richiesta ai cittadini». Ad alleggerire un pò gli esborsi «tassativi» ci ha pesato l’ energia, ma adesso la tendenza si è invertita. Tuttavia, secondo gli ultimi dati, la quota di spesa assorbita dai carburanti, pur restando rilevante, è ai minimi. Per il Codacons siamo davanti a numeri che indicano come gli italiani siano «tartassati» dalle spese obbligate. Tanto che per farvi fronte addirittura «mangiano meno e peggio».

Alto Adige, 11/08/2018 03:34
Sciopero Ryanair, cancellati 400 voli
i piloti si fermano in germania, belgio, svezia e irlanda. ripercussioni anche in italia, migliaia di passeggeri coinvolti
ROMA Circa 400 voli cancellati e disagi per decine di migliaia di viaggiatori nel pieno delle vacanze estive. È il bilancio del nuovo sciopero «europeo» dei piloti di Ryanair che, a poche settimane di distanza dallo stop del 25 luglio che ha coinvolto diversi paesi tra cui l’ Italia, sono tornati ad incrociare le braccia per chiedere aumenti di stipendio e migliori condizioni di lavoro ad una compagnia che solo dal dicembre scorso, dopo essersi rifiutata per 30 anni, ha accettato di riconoscere i sindacati. Lo sciopero ha interessato per 24 ore Germania, Belgio, Svezia e Irlanda, dove la compagnia ha cancellato 400 voli. Mentre in Olanda, anch’ essa coinvolta dalla protesta, la low cost irlandese è riuscita a sostituire tutti i piloti olandesi in sciopero con colleghi di altre nazionalità, e quindi i voli sono stati tutti confermati. La Germania è stata il paese più colpito, con 250 voli a terra e circa 55 mila passeggeri coinvolti. In Belgio sono 104 i voli cancellati e 14 mila i passeggeri coinvolti: a Bruxelles, nello scalo di Charleroi, una trentina di piloti ha organizzato anche un sit in, esponendo cartelli con su scritto «Ryanair in sciopero, Ryanair deve cambiare». Negli scali comunque non si sono registrati particolari disagi o situazioni di caos, perché i passeggeri erano avvertiti già da giorni e quindi non si sono nemmeno presentati. Qualche ripercussione si è avuta anche sugli scali italiani, con cancellazioni nelle basi della low cost: cinque voli sono rimasti a terra a Ciampino su 44 partenze programmate dal vettore irlandese, altri 14 voli cancellati (per Bruxelles, Dusseldorf e Berlino) a Orio al Serio. Ai consumatori il Codacons ricorda che «i passeggeri hanno diritto per legge non solo al rimborso del biglietto, ma anche alla compensazione pecuniaria in caso di volo cancellato o di ritardo nell’ arrivo a destinazione, fino ad un massimo di 600 euro». L’ associazione parla di «immensi disagi» e assicura, attraverso il proprio staff legale, assistenza a coloro che intendano chiedere il risarcimento previsto dalla normativa comunitaria. Il Codacons fa sapere anche di aver ricevuto dalla compagnia una formale comunicazione in relazione al precedente sciopero del 25 luglio informando che «mai Ryanair ha negato il diritto dei passeggeri di ottenere il rimborso». Ryanair, da parte sua, condannando lo «spiacevole e ingiustificato» sciopero, ha assicurato che «la maggior parte dei viaggiatori colpiti dalle cancellazioni è stata riprotetta su un altro volo». E ha chiarito che lo stop ha interessato solo il 15% del proprio operativo: oltre 2 mila voli,l’ 85% di quelli in programma, ha operato normalmente, facendo volare in Europa circa 400 mila passeggeri.
enrica piovan

La Nuova Sardegna, 11/08/2018 03:33
Bollette, ticket, sanità e carburante la famiglia ha 7000 euro di spese fisse
la manovra
Quasi 7.300 euro l’ anno se ne vanno solo per pagare quelle che vengono classificate come «spese obbligate», dalle bollette di luce e gas ai ticket per le visite mediche. A fare i conti, che ricadono sulle tasche di ciascuno, è l’ ufficio studi della Confcommercio, evidenziando come tra le uscite vincolate sia il capitolo «abitazione» ad avere il peso maggiore: manutenzione, affitti e utenze pesano per circa 4.200 euro a testa. Seguono i costi per spostarsi (1.702 euro inclusi i carburanti) e il budget riservato alla salute (629 euro). Se però si raffronta il 2018 al 2014 si nota come la fetta dei consumi bloccati sia un pò in discesa, diminuendo di un punto percentuale. Anche se sul totale le spese irrinunciabili incidono ancora per il 40,7%. Il resto dei consumi, altri 10.600 euro, è invece libero, o meglio legato ai gusti e alle abitudini personali. Un paniere, quest’ ultimo, ampio, che va dalla scelta dell’ automobile all’ arredamento della casa, dal parrucchiere alle vacanze. Nel calderone però Confcommercio inserisce anche gli alimentari, visto che l’ esborso per i prodotti della tavola può variare molto. Pur rappresentando una voce in crescita in termini assoluti, ognuno per mangiare spende 2.681 euro, la quota sul totale risulta in calo: se oggi coprono il 15% dei consumi, nel 2014 era il 15,2%, nel 2000 il 16,1% e nel 1995 il 17,9%. Se i consumi obbligati non risentono tanto del ciclo economico quelli liberi invece sì, ma ci sono anche altri fattori che influenzano le spese degli italiani. Sugli andamenti, spiega Confcommercio, «hanno pesato anche le esigenze di finanza pubblica che hanno portato gli enti erogatori dei servizi, come nel caso dello smaltimento dei rifiuti, a frequenti aumenti dei prezzi (tariffe). Inoltre le esigenze di risanamento degli squilibri di bilancio regionali imputabili alla spesa sanitaria, hanno accresciuto la quota di partecipazione richiesta ai cittadini». Ad alleggerire un pò gli esborsi «tassativi» ci ha pesato l’ energia, ma adesso la tendenza si è invertita. Tuttavia, secondo gli ultimi dati, la quota di spesa assorbita dai carburanti, pur restando rilevante, è ai minimi. Per il Codacons siamo davanti a numeri che indicano come gli italiani siano «tartassati» dalle spese obbligate. Tanto che per farvi fronte addirittura «mangiano meno e peggio».
serenella mattera

La Nuova Sardegna, 11/08/2018 03:33
la vertenza di figline valdarno
Di Maio vede i lavoratori «Investitori per Bekaert»
unipol, torna l’ utile cimbri su bper «no alla scalata»sciopero ryanair, cancellati 400 volii piloti si fermano in germania, belgio, svezia e irlanda. ripercussioni anche per i collegamenti della compagnia con l’ italia
CERAMICHE RICCHETTI Quattror lancia l’ opa con ZannoniOpa a 0,215 euro per azione sul gruppo Ceramiche Ricchetti, quotato a Piazza Affari. A lanciare l’ offerta sarà Quattror sgr, società che gestisce fondi in cui hanno investito Cdp e alcune casse previdenziali, e la famiglia Zannoni, attuale azionista di controllo di Ceramiche Ricchetti, attarverso le società e Fincisa e Ceramiche Industriali di Sassuolo e Fiorano. CARIGECda, lascia anche l’ avvocato PezzolonnAnche l’ avvocato Massimo Pezzolo lascia il cda di Carige, portando a sette il numero delle defezioni dell’ organismo, composto ora da 8 consiglieri, più l’ ad Paolo Fiorentino. Pezzolo ha spiegato che il suo mandato si è esaurito con l’ approvazione della semestrale al 30 giugno, la convocazione dell’ assemblea degli azionisti e l’ ok alla risposta alla lettera della Bce del 20 luglio scorso. GRUPPO sellaL’ utile del semestre a 17,9 milioninnIl gruppo Sella chiude il semestre con un utile netto di 17,9 milioni di euro, dai 40,6 milioni del 1/o semestre 2017 (-55%). Senza considerare la componente derivante dalla cessione della partecipazione in Banque Martin Maurel Sella, l’ utile netto sarebbe stato di 16,3 milioni rispetto ai 21,7 del 2017 (-24%). Cresce l’ utile di Banca Sella, a 16,9 milioni dagli 11,3 milioni del 1/o semestre 2017. di Leonardo Roselli wFIGLINE VALDARNO «Sono ottimista, possiamo trovare investitori che assicurino lavoro e continuità produttiva», «stiamo pensando all’ ingresso di Invitalia, alla compartecipazione di uno strumento che è dello Stato, insieme a un investitore privato»: parola di vicepremier. Luigi Di Maio, ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, si è rivolto così agli operai della Bekaert di Figline Valdarno (Firenze), che ieri lo hanno accolto tra loro al suon di «bravo» e applausi. «Lo Stato è con voi» ha detto il vicepremier ai lavoratori dello stabilimento che produce steel cord (rinforzi in acciaio per pneumatici): da ieri gli operai presidiano i cancelli dell’ azienda, chiusa per ferie. Davanti alla loro fabbrica ci trascorreranno il Ferragosto e le loro vacanze, per non correre il rischio che durante la pausa estiva i macchinari dello stabilimento possano essere trasferiti. Il 22 giugno scorso, come un fulmine a ciel sereno, la direzione della multinazionale belga Bekaert Group ha annunciato la decisione di cessare le attività nella fabbrica di Figline, acquistata nel 2014 da Pirelli, con il conseguente licenziamento dei 318 lavoratori, per poi trasferire, secondo i sindacati, la produzione nell’ est Europa, probabilmente in Romania. I licenziamenti, inizialmente annunciati per i primi di settembre, sono intanto slittati al 3 ottobre. «La questione Bekaert è la fiera delle ingiustizie – ha detto Di Maio – l’ azienda è venuta 3-4 mesi fa al ministero dicendo che andava tutto bene, che stavano facendo investimenti, poi annuncia che chiude e se ne va in un altro paese. Questa vertenza nasce dall’ egoismo di chi crede di venire in Italia, starci quanto vuole e poi andare via». Con il decreto dignità appena approvato, ha assicurato il vicepremier, non ci saranno più delocalizzazioni: «Non potrà più accadere a altri lavoratori che una multinazionale cessi di colpo l’ attività e lasci tutti per la strada», ha detto, perché «se te ne vai ti prendi una penale pari a quattro volte quello che hai preso, e ci rendi tutto quello che ti abbiamo dato». di Enrica Piovan wROMACirca 400 voli cancellati e disagi per decine di migliaia di viaggiatori nel pieno delle vacanze estive. È il bilancio del nuovo sciopero «europeo» dei piloti di Ryanair che, a poche settimane di distanza dallo stop del 25 luglio che ha coinvolto diversi paesi tra cui l’ Italia, sono tornati ad incrociare le braccia per chiedere aumenti di stipendio e migliori condizioni di lavoro ad una compagnia che solo dal dicembre scorso, dopo essersi rifiutata per 30 anni, ha accettato di riconoscere i sindacati. Lo sciopero ha interessato per 24 ore Germania, Belgio, Svezia e Irlanda, dove la compagnia ha cancellato 400 voli. Mentre in Olanda, anch’ essa coinvolta dalla protesta, la low cost irlandese è riuscita a sostituire tutti i piloti olandesi in sciopero con colleghi di altre nazionalità, e quindi i voli sono stati tutti confermati. La Germania è stata il paese più colpito, con 250 voli a terra e circa 55 mila passeggeri coinvolti. In Belgio sono 104 i voli cancellati e 14 mila i passeggeri coinvolti: a Bruxelles, nello scalo di Charleroi, una trentina di piloti ha organizzato anche un sit in, esponendo cartelli con su scritto «Ryanair in sciopero, Ryanair deve cambiare». Negli scali comunque non si sono registrati particolari disagi o situazioni di caos, perché i passeggeri erano avvertiti già da giorni e quindi non si sono nemmeno presentati. Qualche ripercussione si è avuta anche sugli scali italiani, con cancellazioni nelle basi della low cost: cinque voli sono rimasti a terra a Ciampino su 44 partenze programmate dal vettore irlandese, altri 14 voli cancellati (per Bruxelles, Dusseldorf e Berlino) a Orio al Serio. Ai consumatori il Codacons ricorda che «i passeggeri hanno diritto per legge non solo al rimborso del biglietto, ma anche alla compensazione pecuniaria in caso di volo cancellato o di ritardo nell’ arrivo a destinazione, fino ad un massimo di 600 euro». L’ associazione parla di «immensi disagi» e assicura, attraverso il proprio staff legale, assistenza a coloro che intendano chiedere il risarcimento previsto dalla normativa comunitaria. Il Codacons fa sapere anche di aver ricevuto dalla compagnia una formale comunicazione in relazione al precedente sciopero del 25 luglio informando che «mai Ryanair ha negato il diritto dei passeggeri di ottenere il rimborso». Ryanair, da parte sua, condannando lo «spiacevole e ingiustificato» sciopero, ha assicurato che «la maggior parte dei viaggiatori colpiti dalle cancellazioni è stata riprotetta su un altro volo». E ha chiarito che lo stop ha interessato solo il 15% del proprio operativo: oltre 2 mila voli,l’ 85% di quelli in programma, ha operato normalmente, facendo volare in Europa circa 400 mila passeggeri.
enrica piovan

Trentino, 11/08/2018 03:32
Bollette, ticket, sanità e carburante La famiglia ha 7000 euro di spese fisse
Quasi 7.300 euro l’ anno se ne vanno solo per pagare quelle che vengono classificate come «spese obbligate», dalle bollette di luce e gas ai ticket per le visite mediche. A fare i conti, che ricadono sulle tasche di ciascuno, è l’ ufficio studi della Confcommercio, evidenziando come tra le uscite vincolate sia il capitolo «abitazione» ad avere il peso maggiore: manutenzione, affitti e utenze pesano per circa 4.200 euro a testa. Seguono i costi per spostarsi (1.702 euro inclusi i carburanti) e il budget riservato alla salute (629 euro). Se però si raffronta il 2018 al 2014 si nota come la fetta dei consumi bloccati sia un pò in discesa, diminuendo di un punto percentuale. Anche se sul totale le spese irrinunciabili incidono ancora per il 40,7%. Il resto dei consumi, altri 10.600 euro, è invece libero, o meglio legato ai gusti e alle abitudini personali. Un paniere, quest’ ultimo, ampio, che va dalla scelta dell’ automobile all’ arredamento della casa, dal parrucchiere alle vacanze. Nel calderone però Confcommercio inserisce anche gli alimentari, visto che l’ esborso per i prodotti della tavola può variare molto. Pur rappresentando una voce in crescita in termini assoluti, ognuno per mangiare spende 2.681 euro, la quota sul totale risulta in calo: se oggi coprono il 15% dei consumi, nel 2014 era il 15,2%, nel 2000 il 16,1% e nel 1995 il 17,9%. Se i consumi obbligati non risentono tanto del ciclo economico quelli liberi invece sì, ma ci sono anche altri fattori che influenzano le spese degli italiani. Sugli andamenti, spiega Confcommercio, «hanno pesato anche le esigenze di finanza pubblica che hanno portato gli enti erogatori dei servizi, come nel caso dello smaltimento dei rifiuti, a frequenti aumenti dei prezzi (tariffe). Inoltre le esigenze di risanamento degli squilibri di bilancio regionali imputabili alla spesa sanitaria, hanno accresciuto la quota di partecipazione richiesta ai cittadini». Ad alleggerire un pò gli esborsi «tassativi» ci ha pesato l’ energia, ma adesso la tendenza si è invertita. Tuttavia, secondo gli ultimi dati, la quota di spesa assorbita dai carburanti, pur restando rilevante, è ai minimi. Per il Codacons siamo davanti a numeri che indicano come gli italiani siano «tartassati» dalle spese obbligate. Tanto che per farvi fronte addirittura «mangiano meno e peggio».

Gazzetta di Mantova, 11/08/2018 03:31
sciopero ryanair
Cancellati 400 voli A terra i vacanzieri
Circa 400 voli cancellati e disagi per decine di migliaia di viaggiatori nel pieno delle vacanze. È il bilancio del nuovo sciopero europeo dei piloti di Ryanair che ieri sono tornati ad incrociare le braccia per chiedere aumenti di stipendio e migliori condizioni di lavoro. La Germania è stata il paese più colpito, con 250 voli a terra e circa 55mila passeggeri coinvolti. Qualche ripercussione si è avuta anche sugli scali italiani, con cancellazioni nelle basi della low cost: 5 voli sono rimasti a terra a Ciampino, mentre a Orio ne sono saltati altri 14. Il Codacons ricorda che «i passeggeri hanno diritto per legge non solo al rimborso del biglietto, ma anche alla compensazione pecuniaria in caso di volo cancellato o di ritardo nell’ arrivo a destinazione, fino ad un massimo di 600 euro».

Il Mattino di Padova, 11/08/2018 03:31
sciopero ryanair
Cancellati 400 voli A terra i vacanzieri
Circa 400 voli cancellati e disagi per decine di migliaia di viaggiatori nel pieno delle vacanze. È il bilancio del nuovo sciopero europeo dei piloti di Ryanair che ieri sono tornati ad incrociare le braccia per chiedere aumenti di stipendio e migliori condizioni di lavoro. La Germania è stata il paese più colpito, con 250 voli a terra e circa 55mila passeggeri coinvolti. Qualche ripercussione si è avuta anche sugli scali italiani, con cancellazioni nelle basi della low cost: 5 voli sono rimasti a terra a Ciampino, mentre a Orio ne sono saltati altri 14. Il Codacons ricorda che «i passeggeri hanno diritto per legge non solo al rimborso del biglietto, ma anche alla compensazione pecuniaria in caso di volo cancellato o di ritardo nell’ arrivo a destinazione, fino ad un massimo di 600 euro».

La Nuova di Venezia e Mestre, 11/08/2018 03:31
sciopero ryanair
Cancellati 400 voli A terra i vacanzieri
Circa 400 voli cancellati e disagi per decine di migliaia di viaggiatori nel pieno delle vacanze. È il bilancio del nuovo sciopero europeo dei piloti di Ryanair che ieri sono tornati ad incrociare le braccia per chiedere aumenti di stipendio e migliori condizioni di lavoro. La Germania è stata il paese più colpito, con 250 voli a terra e circa 55mila passeggeri coinvolti. Qualche ripercussione si è avuta anche sugli scali italiani, con cancellazioni nelle basi della low cost: 5 voli sono rimasti a terra a Ciampino, mentre a Orio ne sono saltati altri 14. Il Codacons ricorda che «i passeggeri hanno diritto per legge non solo al rimborso del biglietto, ma anche alla compensazione pecuniaria in caso di volo cancellato o di ritardo nell’ arrivo a destinazione, fino ad un massimo di 600 euro».

Gazzetta di Modena, 11/08/2018 03:31
sciopero ryanair
Cancellati 400 voli A terra i vacanzieri
Circa 400 voli cancellati e disagi per decine di migliaia di viaggiatori nel pieno delle vacanze. È il bilancio del nuovo sciopero europeo dei piloti di Ryanair che ieri sono tornati ad incrociare le braccia per chiedere aumenti di stipendio e migliori condizioni di lavoro. La Germania è stata il paese più colpito, con 250 voli a terra e circa 55mila passeggeri coinvolti. Qualche ripercussione si è avuta anche sugli scali italiani, con cancellazioni nelle basi della low cost: 5 voli sono rimasti a terra a Ciampino, mentre a Orio ne sono saltati altri 14. Il Codacons ricorda che «i passeggeri hanno diritto per legge non solo al rimborso del biglietto, ma anche alla compensazione pecuniaria in caso di volo cancellato o di ritardo nell’ arrivo a destinazione, fino ad un massimo di 600 euro».

Il Piccolo, 11/08/2018 03:31
sciopero ryanair
Cancellati 400 voli A terra i vacanzieri
Circa 400 voli cancellati e disagi per decine di migliaia di viaggiatori nel pieno delle vacanze. È il bilancio del nuovo sciopero europeo dei piloti di Ryanair che ieri sono tornati ad incrociare le braccia per chiedere aumenti di stipendio e migliori condizioni di lavoro. La Germania è stata il paese più colpito, con 250 voli a terra e circa 55mila passeggeri coinvolti. Qualche ripercussione si è avuta anche sugli scali italiani, con cancellazioni nelle basi della low cost: 5 voli sono rimasti a terra a Ciampino, mentre a Orio ne sono saltati altri 14. Il Codacons ricorda che «i passeggeri hanno diritto per legge non solo al rimborso del biglietto, ma anche alla compensazione pecuniaria in caso di volo cancellato o di ritardo nell’ arrivo a destinazione, fino ad un massimo di 600 euro».

La Provincia Pavese, 11/08/2018 03:31
sciopero ryanair
Cancellati 400 voli A terra i vacanzieri
Circa 400 voli cancellati e disagi per decine di migliaia di viaggiatori nel pieno delle vacanze. È il bilancio del nuovo sciopero europeo dei piloti di Ryanair che ieri sono tornati ad incrociare le braccia per chiedere aumenti di stipendio e migliori condizioni di lavoro. La Germania è stata il paese più colpito, con 250 voli a terra e circa 55mila passeggeri coinvolti. Qualche ripercussione si è avuta anche sugli scali italiani, con cancellazioni nelle basi della low cost: 5 voli sono rimasti a terra a Ciampino, mentre a Orio ne sono saltati altri 14. Il Codacons ricorda che «i passeggeri hanno diritto per legge non solo al rimborso del biglietto, ma anche alla compensazione pecuniaria in caso di volo cancellato o di ritardo nell’ arrivo a destinazione, fino ad un massimo di 600 euro».

La Tribuna di Treviso, 11/08/2018 03:31
sciopero ryanair
Cancellati 400 voli A terra i vacanzieri
Circa 400 voli cancellati e disagi per decine di migliaia di viaggiatori nel pieno delle vacanze. È il bilancio del nuovo sciopero europeo dei piloti di Ryanair che ieri sono tornati ad incrociare le braccia per chiedere aumenti di stipendio e migliori condizioni di lavoro. La Germania è stata il paese più colpito, con 250 voli a terra e circa 55mila passeggeri coinvolti. Qualche ripercussione si è avuta anche sugli scali italiani, con cancellazioni nelle basi della low cost: 5 voli sono rimasti a terra a Ciampino, mentre a Orio ne sono saltati altri 14. Il Codacons ricorda che «i passeggeri hanno diritto per legge non solo al rimborso del biglietto, ma anche alla compensazione pecuniaria in caso di volo cancellato o di ritardo nell’ arrivo a destinazione, fino ad un massimo di 600 euro».

Gazzetta di Reggio, 11/08/2018 03:31
sciopero ryanair
Cancellati 400 voli A terra i vacanzieri
Circa 400 voli cancellati e disagi per decine di migliaia di viaggiatori nel pieno delle vacanze. È il bilancio del nuovo sciopero europeo dei piloti di Ryanair che ieri sono tornati ad incrociare le braccia per chiedere aumenti di stipendio e migliori condizioni di lavoro. La Germania è stata il paese più colpito, con 250 voli a terra e circa 55mila passeggeri coinvolti. Qualche ripercussione si è avuta anche sugli scali italiani, con cancellazioni nelle basi della low cost: 5 voli sono rimasti a terra a Ciampino, mentre a Orio ne sono saltati altri 14. Il Codacons ricorda che «i passeggeri hanno diritto per legge non solo al rimborso del biglietto, ma anche alla compensazione pecuniaria in caso di volo cancellato o di ritardo nell’ arrivo a destinazione, fino ad un massimo di 600 euro».

Corriere delle Alpi, 11/08/2018 03:31
sciopero ryanair
Cancellati 400 voli A terra i vacanzieri
Circa 400 voli cancellati e disagi per decine di migliaia di viaggiatori nel pieno delle vacanze. È il bilancio del nuovo sciopero europeo dei piloti di Ryanair che ieri sono tornati ad incrociare le braccia per chiedere aumenti di stipendio e migliori condizioni di lavoro. La Germania è stata il paese più colpito, con 250 voli a terra e circa 55mila passeggeri coinvolti. Qualche ripercussione si è avuta anche sugli scali italiani, con cancellazioni nelle basi della low cost: 5 voli sono rimasti a terra a Ciampino, mentre a Orio ne sono saltati altri 14. Il Codacons ricorda che «i passeggeri hanno diritto per legge non solo al rimborso del biglietto, ma anche alla compensazione pecuniaria in caso di volo cancellato o di ritardo nell’ arrivo a destinazione, fino ad un massimo di 600 euro».

La Nuova Ferrara, 11/08/2018 03:30
sciopero ryanair
Cancellati 400 voli A terra i vacanzieri
Circa 400 voli cancellati e disagi per decine di migliaia di viaggiatori nel pieno delle vacanze. È il bilancio del nuovo sciopero europeo dei piloti di Ryanair che ieri sono tornati ad incrociare le braccia per chiedere aumenti di stipendio e migliori condizioni di lavoro. La Germania è stata il paese più colpito, con 250 voli a terra e circa 55mila passeggeri coinvolti. Qualche ripercussione si è avuta anche sugli scali italiani, con cancellazioni nelle basi della low cost: 5 voli sono rimasti a terra a Ciampino, mentre a Orio ne sono saltati altri 14. Il Codacons ricorda che «i passeggeri hanno diritto per legge non solo al rimborso del biglietto, ma anche alla compensazione pecuniaria in caso di volo cancellato o di ritardo nell’ arrivo a destinazione, fino ad un massimo di 600 euro».

Il Resto del Carlino, 11/08/2018 03:21
Riccardo Rimondi BOLOGNA IL PIÙ GRANDE sciopero nella storia di Ryanair.
Riccardo Rimondi BOLOGNA IL PIÙ GRANDE sciopero nella storia di Ryanair. Venerdì nero doveva essere e venerdì nero è stato, con 396 voli della compagnia aerea simbolo dei cieli low cost che ieri non sono partiti, nell’ ultimo venerdì prima di Ferragosto. L’ ultimo atto dell’ infinito braccio di ferro fra il gruppo irlandese e i sindacati di tutta Europa è andato in scena ieri. Ragione dello sciopero, la richiesta di salari maggiori e di migliori condizioni di lavoro. Ieri lo stop dei voli ha coinvolto decine di migliaia di viaggiatori, tra i 55mila e i 70mila a seconda delle fonti, di cui almeno 42mila in Germania: è stata proprio l’ adesione dei sindacati e dei piloti tedeschi a fare la differenza, in una mobilitazione che ha visto scendere in campo anche i piloti belgi, svedesi, irlandesi e olandesi. Ma se in Olanda la compagnia è riuscita a sostituire chi scioperava ingaggiando piloti stranieri, non ha potuto fare la stessa mossa dappertutto. In Germania 250 voli sono rimasti a terra e questo ha avuto ripercussioni anche in Italia, con 14 voli cancellati a Orio al Serio e altri cinque a Ciampino. In Belgio i passeggeri coinvolti sono stati 14mila, con 104 voli cancellati (di cui 82 a Charleroi, l’ aeroporto di Bruxelles). In Svezia si sono fermati 40 piloti e sono stati cancellati 22 voli. In Irlanda sono stati cancellati 20 voli. Ryanair ha condannato lo «spiacevole e ingiustificato sciopero» e garantito che «la maggior parte dei viaggiatori colpiti dalle cancellazioni è stata già riprotetta su un altro volo», ricordando che comunque 2.000 voli, l’ 85%, sono riusciti a partire. Ma il sindacato tedesco Cockpit canta vittoria: «Speriamo che Ryanair abbia capito il messaggio e che ora sia disponibile a impegnarsi in negoziati seri». Per chi è rimasto colpito dall’ astensione, il Codacons ricorda che i risarcimenti possono arrivare «fino ad un massimo di 600 euro a utente». Per gli irlandesi è il secondo blocco ‘internazionale’ in poche settimane, dopo che il 25 luglio si erano fermati i personali di volo di Italia (132 voli cancellati), Belgio, Spagna e Portogallo. Una mossa arrivata mentre la compagnia annunciava che, per rispondere al calo delle prenotazioni e delle tariffe causati dalle continue mobilitazioni, aveva intenzione di tagliare del 20% la flotta a Dublino, mossa che metterebbe a rischio 300 posti di lavoro. D’ ALTRA parte lo scarso feeling, per usare un eufemismo, tra l’ ad Michael O’ Leary e le sigle è storia antica. Per trent’ anni la compagnia ha rifiutato di riconoscere i sindacati. Ancora l’ anno scorso i piloti italiani venivano invitati a non scioperare il 15 dicembre, o avrebbero subito sanzioni tra cui «la perdita di futuri aumenti in busta paga». Anche se poi, proprio per evitare il blocco dei voli a ridosso di Natale, O’ Leary aprì ufficialmente ai sindacati. Un passo a cui ha fatto seguito, poche settimane dopo, il primo accordo – e quindi il primo contratto di lavoro ufficiale nella storia della compagnia – con il sindacato britannico. Insomma, le posizioni, nonostante gli scontri restino sempre molto aspri, sembrano leggermente ammorbidirsi. Anche perché, ancora prima degli scioperi, l’ anno scorso Ryanair si era trovata ad affrontare un’ altra emergenza: le cancellazioni di massa dei voli in tutta Europa. La compagnia aveva incolpato la cattiva gestione dei piani ferie. Ma intanto, molti piloti se n’ erano andati perché le altre compagnie pagavano di più. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

La Nazione, 11/08/2018 03:18
Riccardo Rimondi BOLOGNA IL PIÙ GRANDE sciopero nella storia di Ryanair.
Riccardo Rimondi BOLOGNA IL PIÙ GRANDE sciopero nella storia di Ryanair. Venerdì nero doveva essere e venerdì nero è stato, con 396 voli della compagnia aerea simbolo dei cieli low cost che ieri non sono partiti, nell’ ultimo venerdì prima di Ferragosto. L’ ultimo atto dell’ infinito braccio di ferro fra il gruppo irlandese e i sindacati di tutta Europa è andato in scena ieri. Ragione dello sciopero, la richiesta di salari maggiori e di migliori condizioni di lavoro. Ieri lo stop dei voli ha coinvolto decine di migliaia di viaggiatori, tra i 55mila e i 70mila a seconda delle fonti, di cui almeno 42mila in Germania: è stata proprio l’ adesione dei sindacati e dei piloti tedeschi a fare la differenza, in una mobilitazione che ha visto scendere in campo anche i piloti belgi, svedesi, irlandesi e olandesi. Ma se in Olanda la compagnia è riuscita a sostituire chi scioperava ingaggiando piloti stranieri, non ha potuto fare la stessa mossa dappertutto. In Germania 250 voli sono rimasti a terra e questo ha avuto ripercussioni anche in Italia, con 14 voli cancellati a Orio al Serio e altri cinque a Ciampino. In Belgio i passeggeri coinvolti sono stati 14mila, con 104 voli cancellati (di cui 82 a Charleroi, l’ aeroporto di Bruxelles). In Svezia si sono fermati 40 piloti e sono stati cancellati 22 voli. In Irlanda sono stati cancellati 20 voli. Ryanair ha condannato lo «spiacevole e ingiustificato sciopero» e garantito che «la maggior parte dei viaggiatori colpiti dalle cancellazioni è stata già riprotetta su un altro volo», ricordando che comunque 2.000 voli, l’ 85%, sono riusciti a partire. Ma il sindacato tedesco Cockpit canta vittoria: «Speriamo che Ryanair abbia capito il messaggio e che ora sia disponibile a impegnarsi in negoziati seri». Per chi è rimasto colpito dall’ astensione, il Codacons ricorda che i risarcimenti possono arrivare «fino ad un massimo di 600 euro a utente». Per gli irlandesi è il secondo blocco ‘internazionale’ in poche settimane, dopo che il 25 luglio si erano fermati i personali di volo di Italia (132 voli cancellati), Belgio, Spagna e Portogallo. Una mossa arrivata mentre la compagnia annunciava che, per rispondere al calo delle prenotazioni e delle tariffe causati dalle continue mobilitazioni, aveva intenzione di tagliare del 20% la flotta a Dublino, mossa che metterebbe a rischio 300 posti di lavoro. D’ ALTRA parte lo scarso feeling, per usare un eufemismo, tra l’ ad Michael O’ Leary e le sigle è storia antica. Per trent’ anni la compagnia ha rifiutato di riconoscere i sindacati. Ancora l’ anno scorso i piloti italiani venivano invitati a non scioperare il 15 dicembre, o avrebbero subito sanzioni tra cui «la perdita di futuri aumenti in busta paga». Anche se poi, proprio per evitare il blocco dei voli a ridosso di Natale, O’ Leary aprì ufficialmente ai sindacati. Un passo a cui ha fatto seguito, poche settimane dopo, il primo accordo – e quindi il primo contratto di lavoro ufficiale nella storia della compagnia – con il sindacato britannico. Insomma, le posizioni, nonostante gli scontri restino sempre molto aspri, sembrano leggermente ammorbidirsi. Anche perché, ancora prima degli scioperi, l’ anno scorso Ryanair si era trovata ad affrontare un’ altra emergenza: le cancellazioni di massa dei voli in tutta Europa. La compagnia aveva incolpato la cattiva gestione dei piani ferie. Ma intanto, molti piloti se n’ erano andati perché le altre compagnie pagavano di più. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Il Giorno, 11/08/2018 03:11
Riccardo Rimondi BOLOGNA IL PIÙ GRANDE sciopero nella storia di Ryanair.
Riccardo Rimondi BOLOGNA IL PIÙ GRANDE sciopero nella storia di Ryanair. Venerdì nero doveva essere e venerdì nero è stato, con 396 voli della compagnia aerea simbolo dei cieli low cost che ieri non sono partiti, nell’ ultimo venerdì prima di Ferragosto. L’ ultimo atto dell’ infinito braccio di ferro fra il gruppo irlandese e i sindacati di tutta Europa è andato in scena ieri. Ragione dello sciopero, la richiesta di salari maggiori e di migliori condizioni di lavoro. Ieri lo stop dei voli ha coinvolto decine di migliaia di viaggiatori, tra i 55mila e i 70mila a seconda delle fonti, di cui almeno 42mila in Germania: è stata proprio l’ adesione dei sindacati e dei piloti tedeschi a fare la differenza, in una mobilitazione che ha visto scendere in campo anche i piloti belgi, svedesi, irlandesi e olandesi. Ma se in Olanda la compagnia è riuscita a sostituire chi scioperava ingaggiando piloti stranieri, non ha potuto fare la stessa mossa dappertutto. In Germania 250 voli sono rimasti a terra e questo ha avuto ripercussioni anche in Italia, con 14 voli cancellati a Orio al Serio e altri cinque a Ciampino. In Belgio i passeggeri coinvolti sono stati 14mila, con 104 voli cancellati (di cui 82 a Charleroi, l’ aeroporto di Bruxelles). In Svezia si sono fermati 40 piloti e sono stati cancellati 22 voli. In Irlanda sono stati cancellati 20 voli. Ryanair ha condannato lo «spiacevole e ingiustificato sciopero» e garantito che «la maggior parte dei viaggiatori colpiti dalle cancellazioni è stata già riprotetta su un altro volo», ricordando che comunque 2.000 voli, l’ 85%, sono riusciti a partire. Ma il sindacato tedesco Cockpit canta vittoria: «Speriamo che Ryanair abbia capito il messaggio e che ora sia disponibile a impegnarsi in negoziati seri». Per chi è rimasto colpito dall’ astensione, il Codacons ricorda che i risarcimenti possono arrivare «fino ad un massimo di 600 euro a utente». Per gli irlandesi è il secondo blocco ‘internazionale’ in poche settimane, dopo che il 25 luglio si erano fermati i personali di volo di Italia (132 voli cancellati), Belgio, Spagna e Portogallo. Una mossa arrivata mentre la compagnia annunciava che, per rispondere al calo delle prenotazioni e delle tariffe causati dalle continue mobilitazioni, aveva intenzione di tagliare del 20% la flotta a Dublino, mossa che metterebbe a rischio 300 posti di lavoro. D’ ALTRA parte lo scarso feeling, per usare un eufemismo, tra l’ ad Michael O’ Leary e le sigle è storia antica. Per trent’ anni la compagnia ha rifiutato di riconoscere i sindacati. Ancora l’ anno scorso i piloti italiani venivano invitati a non scioperare il 15 dicembre, o avrebbero subito sanzioni tra cui «la perdita di futuri aumenti in busta paga». Anche se poi, proprio per evitare il blocco dei voli a ridosso di Natale, O’ Leary aprì ufficialmente ai sindacati. Un passo a cui ha fatto seguito, poche settimane dopo, il primo accordo – e quindi il primo contratto di lavoro ufficiale nella storia della compagnia – con il sindacato britannico. Insomma, le posizioni, nonostante gli scontri restino sempre molto aspri, sembrano leggermente ammorbidirsi. Anche perché, ancora prima degli scioperi, l’ anno scorso Ryanair si era trovata ad affrontare un’ altra emergenza: le cancellazioni di massa dei voli in tutta Europa. La compagnia aveva incolpato la cattiva gestione dei piani ferie. Ma intanto, molti piloti se n’ erano andati perché le altre compagnie pagavano di più. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Milano Finanza, 11/08/2018 02:51
Il banker che piace ai Cinque Stelle
Il nome di Giuseppe Bivona ha fatto la sua prima comparsa nelle cronache finanziarie nel dicembre del 2013, dopo un intervento all’ assemblea del Montepaschi per contestare i bilanci della banca guidata da Fabrizio Viola e, in particolare, la contabilizzazione dei derivati. In quella prima uscita pubblica l’ ex banker di Goldman Sachs e Lehman si presentò come delegato del Codacons, ma pochi mesi dopo avrebbe cambiato casacca. Nel gennaio del 2014 fondò con un capitale di appena 100 sterline la Bluebell Partners, una società di consulenza promossa insieme a Marco Taricco, ex manager di Goldman, Morgan Stanley e Jp Morgan. Negli anni successivi la Bluebell sarebbe intervenuta in diverse partite, acquistando una certa visibilità anche grazie alla vicinanza al Movimento Cinque Stelle. Se gli attacchi a Mps avrebbero ispirato un’ inchiesta della Procura di Milano, nel mirino è finita anche Ansaldo Sts nell’ ambito del processo di vendita avviato dall’ azionista Finmeccanica. In quel caso Bluebell si è mosso al fianco del fondo Elliott con un asse che sarebbe stato riproposto per il blitz su Tim. Su Mediobanca invece il fondo guidato da Paul Singer si sarebbe chiamato fuori e ora Bivona starebbe cercando nuovi alleati per dare l’ assalto al fortino. Difficile prevedere gli esiti del tentativo ma di certo la tenacia, al limite della spregiudicatezza, non fa difetto al fondatore di Bluebell. (riproduzione riservata)

Brescia Oggi, 11/08/2018 02:42
trasporti. i piloti della compagnia low cost protestano per le condizioni di lavoro e gli stipendi
Sciopero piloti Ryanair cancellati oltre 400 voli
migliaia i passeggeri coinvolti interessati gli scali in germania belgio, svezia e irlanda ripercussioni anche in italia
Enrica Piovan ROMA Circa 400 voli cancellati e disagi per decine di migliaia di viaggiatori nel pieno delle vacanze estive. È il bilancio del nuovo sciopero «europeo» dei piloti di Ryanair che, a poche settimane di distanza dallo stop del 25 luglio che ha coinvolto diversi paesi tra cui l’ Italia, sono tornati ad incrociare le braccia per chiedere aumenti di stipendio e migliori condizioni di lavoro ad una compagnia che solo dal dicembre scorso, dopo essersi rifiutata per 30 anni, ha accettato di riconoscere i sindacati. Lo sciopero ha interessato per 24 ore Germania, Belgio, Svezia e Irlanda, dove la compagnia ha cancellato 400 voli. Mentre in Olanda, anch’ essa coinvolta dalla protesta, la low cost irlandese è riuscita a sostituire tutti i piloti olandesi in sciopero con colleghi di altre nazionalità, e quindi i voli sono stati tutti confermati. La Germania è stata il paese più colpito, con 250 voli a terra e circa 55 mila passeggeri coinvolti. In Belgio sono 104 i voli cancellati e 14 mila i passeggeri coinvolti: a Bruxelles, nello scalo di Charleroi, una trentina di piloti ha organizzato anche un sit in, esponendo cartelli con su scritto «Ryanair in sciopero, Ryanair deve cambiare». Negli scali comunque non si sono registrati particolari disagi o situazioni di caos, perché i passeggeri erano avvertiti già da giorni e quindi non si sono nemmeno presentati. Qualche ripercussione si è avuta anche sugli scali italiani, con cancellazioni nelle basi della low cost: cinque voli sono rimasti a terra a Ciampino su 44 partenze programmate dal vettore irlandese, altri 14 voli cancellati (per Bruxelles, Dusseldorf e Berlino) a Orio al Serio. Ai consumatori il Codacons ricorda che «i passeggeri hanno diritto per legge non solo al rimborso del biglietto, ma anche alla compensazione pecuniaria in caso di volo cancellato o di ritardo nell’ arrivo a destinazione, fino ad un massimo di 600 euro». L’ associazione parla di «immensi disagi» e assicura, attraverso il proprio staff legale, assistenza a coloro che intendano chiedere il risarcimento previsto dalla normativa comunitaria. Il Codacons fa sapere anche di aver ricevuto dalla compagnia una formale comunicazione in relazione al precedente sciopero del 25 luglio informando che «mai Ryanair ha negato il diritto dei passeggeri di ottenere il rimborso, né ha mai negato il pagamento della compensazione pecuniaria ai sensi del Regolamento europeo. Ryanair ha provveduto all’ integrale rimborso per i voli cancellati il 25 e 26 luglio al 60% dei passeggeri prenotati». Ryanair, da parte sua, condannando lo «spiacevole e ingiustificato» sciopero, ha assicurato che «la maggior parte dei viaggiatori colpiti dalle cancellazioni è stata riprotetta su un altro volo». E ha chiarito che lo stop ha interessato solo il 15% del proprio operativo: oltre 2 mila voli,l’ 85% di quelli in programma, ha operato normalmente, facendo volare in Europa circa 400 mila passeggeri.
enrica piovan

Brescia Oggi, 11/08/2018 02:42
consumi. i dati di confcommercio: affitti e utenze pesano per oltre la metà, nel complesso un calo rispetto al 2014
Spese obbligate? Ogni anno 7.300 euro
valutati i costi pro capite dalle bollette alla sanità il codacons: «tartassati e si mangia meno e peggio»
ROMA Quasi 7.300 euro l’ anno se ne vanno solo per pagare quelle che vengono classificate come «spese obbligate», dalle bollette di luce e gas ai ticket per le visite mediche. A fare i conti, che ricadono sulle tasche di ciascuno, è l’ ufficio studi della Confcommercio, evidenziando come tra le uscite vincolate sia il «capitolo abitazione» ad avere il peso maggiore: manutenzione, affitti e utenze pesano per circa 4.200 euro a testa. Seguono, tra le voci principali, i costi per spostarsi (1.702 euro inclusi i carburanti) e il budget riservato alla salute (629 euro). IL PANIERE. Se però si raffronta il 2018 al 2014 si nota come la fetta dei consumi bloccati sia un po’ in discesa, diminuendo di un punto percentuale. Anche se sul totale le spese irrinunciabili incidono ancora per il 40,7%. Il resto dei consumi, altri 10.600 euro, è invece libero, o meglio legato ai gusti e dalle abitudini personali. Un paniere, quest’ ultimo, ampio, che va dalla scelta dell’ automobile all’ arredamento della casa, dal parrucchiere alle vacanze. Nel calderone però Confcommercio inserisce anche gli alimentari, visto che l’ esborso per i prodotti della tavola può variare molto. Pur rappresentando una voce in crescita in termini assoluti, ognuno per mangiare spende 2.681 euro, la quota sul totale risulta in calo: se oggi coprono il 15% dei consumi, nel 2014 era il 15,2%, nel 2000 il 16,1% e nel 1995 il 17,9%. Se i consumi obbligati non risentono tanto del ciclo economico quelli liberi invece sì, ma ci sono anche altri fattori che influenzano le spese degli italiani. Sugli andamenti, spiega Confcommercio, «hanno pesato anche le esigenze di finanza pubblica che hanno portato gli enti erogatori dei servizi, come nel caso dello smaltimento dei rifiuti, a frequenti aumenti dei prezzi (tariffe).ESBORSI. Inoltre le esigenze di risanamento degli squilibri di bilancio regionali imputabili alla spesa sanitaria, hanno accresciuto la quota di partecipazione richiesta ai cittadini». Ad alleggerire un po’ gli esborsi «tassativi» ci ha pesato l’ energia, ma adesso la tendenza si è in qualche modo invertita. Tuttavia, alla lettura degli ultimi dati in questione, la quota di spesa assorbita dai carburanti, pur restando rilevante, è ai minimi. Per il Coordinamento delle Associazioni per la difesa dei consumatori (Codacons) siamo davanti a numeri che indicano come gli italiani siano «tartassati» dalle spese obbligate. Tanto che per farvi fronte addirittura «mangiano meno e peggio».

Il Mattino (ed. Caserta), 11/08/2018 02:38
Dissesto stradale e barriere nell’ area mercato, ira del M5S
S. MARIA CAPUA VETERE Monia Pretto Dissesto stradale, barriere architettoniche, mancanza dei servizi primari: l’ area del mercato, scelta per posizionare le giostre durante la tradizionale festa dell’ Assunta, versa in uno stato di degrado e potrebbe essere pericolosa. Questo almeno è quanto espresso dal gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle di Santa Maria. «In passato sono stati fatti solo interventi tampone» i pentastellati ricordano così le segnalazioni fatte, tese a evidenziare le criticità dell’ area sia a livello sanitario che strutturale, come la compromessa stabilità del muro perimetrale e il dissesto stradale: «Le buche, oltre a essere pericolose per i pedoni, rendono difficile l’ accesso ad una persona su una sedia a rotelle o con un passeggino. Possiamo solo immaginare come, la presenza di barriere architettoniche occulte, possa provocare disagio per le persone diversamente abili». Ma non è tutto. Le colonnine idriche ed elettriche sono inutilizzabili, l’ impianto antincendio è inesistente, i servizi igienici non sono numericamente sufficienti e mancano i servizi per i disabili. Tutti aspetti già segnalati tempo fa con una raccomandazione. «È stata ignorata la nostra proposta di destinare i proventi derivanti dalla riscossione dell’ area mercato a interventi sulla sicurezza. Tra l’ altro, molte delle criticità evidenziate, sono state oggetto di una denuncia del Codacons. In occasione di un evento con alto flusso di persone ci auguriamo concludono i consiglieri – che siano state rispettate le normative vigenti in materia, che sia parere favorevole dell’ Asl e dei vigili del fuoco e che sia stato redatto ed approvato un piano di sicurezza e di evacuazione dell’ area in caso di pericolo». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
monia pretto

Il Giornale Di Vicenza, 11/08/2018 02:16
trasporti. i piloti della compagnia low cost protestano per le condizioni di lavoro e gli stipendi
Sciopero piloti Ryanair cancellati oltre 400 voli
migliaia i passeggeri coinvolti interessati gli scali in germania belgio, svezia e irlanda ripercussioni anche in italia
Enrica Piovan ROMA Circa 400 voli cancellati e disagi per decine di migliaia di viaggiatori nel pieno delle vacanze estive. È il bilancio del nuovo sciopero «europeo» dei piloti di Ryanair che, a poche settimane di distanza dallo stop del 25 luglio che ha coinvolto diversi paesi tra cui l’ Italia, sono tornati ad incrociare le braccia per chiedere aumenti di stipendio e migliori condizioni di lavoro ad una compagnia che solo dal dicembre scorso, dopo essersi rifiutata per 30 anni, ha accettato di riconoscere i sindacati. Lo sciopero ha interessato per 24 ore Germania, Belgio, Svezia e Irlanda, dove la compagnia ha cancellato 400 voli. Mentre in Olanda, anch’ essa coinvolta dalla protesta, la low cost irlandese è riuscita a sostituire tutti i piloti olandesi in sciopero con colleghi di altre nazionalità, e quindi i voli sono stati tutti confermati. La Germania è stata il paese più colpito, con 250 voli a terra e circa 55 mila passeggeri coinvolti. In Belgio sono 104 i voli cancellati e 14 mila i passeggeri coinvolti: a Bruxelles, nello scalo di Charleroi, una trentina di piloti ha organizzato anche un sit in, esponendo cartelli con su scritto «Ryanair in sciopero, Ryanair deve cambiare». Negli scali comunque non si sono registrati particolari disagi o situazioni di caos, perché i passeggeri erano avvertiti già da giorni e quindi non si sono nemmeno presentati. Qualche ripercussione si è avuta anche sugli scali italiani, con cancellazioni nelle basi della low cost: cinque voli sono rimasti a terra a Ciampino su 44 partenze programmate dal vettore irlandese, altri 14 voli cancellati (per Bruxelles, Dusseldorf e Berlino) a Orio al Serio. Ai consumatori il Codacons ricorda che «i passeggeri hanno diritto per legge non solo al rimborso del biglietto, ma anche alla compensazione pecuniaria in caso di volo cancellato o di ritardo nell’ arrivo a destinazione, fino ad un massimo di 600 euro». L’ associazione parla di «immensi disagi» e assicura, attraverso il proprio staff legale, assistenza a coloro che intendano chiedere il risarcimento previsto dalla normativa comunitaria. Il Codacons fa sapere anche di aver ricevuto dalla compagnia una formale comunicazione in relazione al precedente sciopero del 25 luglio informando che «mai Ryanair ha negato il diritto dei passeggeri di ottenere il rimborso, né ha mai negato il pagamento della compensazione pecuniaria ai sensi del Regolamento europeo. Ryanair ha provveduto all’ integrale rimborso per i voli cancellati il 25 e 26 luglio al 60% dei passeggeri prenotati». Ryanair, da parte sua, condannando lo «spiacevole e ingiustificato» sciopero, ha assicurato che «la maggior parte dei viaggiatori colpiti dalle cancellazioni è stata riprotetta su un altro volo». E ha chiarito che lo stop ha interessato solo il 15% del proprio operativo: oltre 2 mila voli,l’ 85% di quelli in programma, ha operato normalmente, facendo volare in Europa circa 400 mila passeggeri.
enrica piovan

Il Giornale Di Vicenza, 11/08/2018 02:15
consumi. i dati di confcommercio: affitti e utenze pesano per oltre la metà, nel complesso un calo rispetto al 2014
Spese obbligate? Ogni anno 7.300 euro
valutati i costi pro capite dalle bollette alla sanità il codacons: «tartassati e si mangia meno e peggio»
ROMA Quasi 7.300 euro l’ anno se ne vanno solo per pagare quelle che vengono classificate come «spese obbligate», dalle bollette di luce e gas ai ticket per le visite mediche. A fare i conti, che ricadono sulle tasche di ciascuno, è l’ ufficio studi della Confcommercio, evidenziando come tra le uscite vincolate sia il «capitolo abitazione» ad avere il peso maggiore: manutenzione, affitti e utenze pesano per circa 4.200 euro a testa. Seguono, tra le voci principali, i costi per spostarsi (1.702 euro inclusi i carburanti) e il budget riservato alla salute (629 euro). IL PANIERE. Se però si raffronta il 2018 al 2014 si nota come la fetta dei consumi bloccati sia un po’ in discesa, diminuendo di un punto percentuale. Anche se sul totale le spese irrinunciabili incidono ancora per il 40,7%. Il resto dei consumi, altri 10.600 euro, è invece libero, o meglio legato ai gusti e dalle abitudini personali. Un paniere, quest’ ultimo, ampio, che va dalla scelta dell’ automobile all’ arredamento della casa, dal parrucchiere alle vacanze. Nel calderone però Confcommercio inserisce anche gli alimentari, visto che l’ esborso per i prodotti della tavola può variare molto. Pur rappresentando una voce in crescita in termini assoluti, ognuno per mangiare spende 2.681 euro, la quota sul totale risulta in calo: se oggi coprono il 15% dei consumi, nel 2014 era il 15,2%, nel 2000 il 16,1% e nel 1995 il 17,9%. Se i consumi obbligati non risentono tanto del ciclo economico quelli liberi invece sì, ma ci sono anche altri fattori che influenzano le spese degli italiani. Sugli andamenti, spiega Confcommercio, «hanno pesato anche le esigenze di finanza pubblica che hanno portato gli enti erogatori dei servizi, come nel caso dello smaltimento dei rifiuti, a frequenti aumenti dei prezzi (tariffe).ESBORSI. Inoltre le esigenze di risanamento degli squilibri di bilancio regionali imputabili alla spesa sanitaria, hanno accresciuto la quota di partecipazione richiesta ai cittadini». Ad alleggerire un po’ gli esborsi «tassativi» ci ha pesato l’ energia, ma adesso la tendenza si è in qualche modo invertita. Tuttavia, alla lettura degli ultimi dati in questione, la quota di spesa assorbita dai carburanti, pur restando rilevante, è ai minimi. Per il Coordinamento delle Associazioni per la difesa dei consumatori (Codacons) siamo davanti a numeri che indicano come gli italiani siano «tartassati» dalle spese obbligate. Tanto che per farvi fronte addirittura «mangiano meno e peggio».

L’Arena, 11/08/2018 02:06
trasporti. i piloti della compagnia low cost protestano per le condizioni di lavoro e gli stipendi
Sciopero piloti Ryanair cancellati oltre 400 voli
migliaia i passeggeri coinvolti interessati gli scali in germania belgio, svezia e irlanda ripercussioni anche in italia
Enrica Piovan ROMA Circa 400 voli cancellati e disagi per decine di migliaia di viaggiatori nel pieno delle vacanze estive. È il bilancio del nuovo sciopero «europeo» dei piloti di Ryanair che, a poche settimane di distanza dallo stop del 25 luglio che ha coinvolto diversi paesi tra cui l’ Italia, sono tornati ad incrociare le braccia per chiedere aumenti di stipendio e migliori condizioni di lavoro ad una compagnia che solo dal dicembre scorso, dopo essersi rifiutata per 30 anni, ha accettato di riconoscere i sindacati. Lo sciopero ha interessato per 24 ore Germania, Belgio, Svezia e Irlanda, dove la compagnia ha cancellato 400 voli. Mentre in Olanda, anch’ essa coinvolta dalla protesta, la low cost irlandese è riuscita a sostituire tutti i piloti olandesi in sciopero con colleghi di altre nazionalità, e quindi i voli sono stati tutti confermati. La Germania è stata il paese più colpito, con 250 voli a terra e circa 55 mila passeggeri coinvolti. In Belgio sono 104 i voli cancellati e 14 mila i passeggeri coinvolti: a Bruxelles, nello scalo di Charleroi, una trentina di piloti ha organizzato anche un sit in, esponendo cartelli con su scritto «Ryanair in sciopero, Ryanair deve cambiare». Negli scali comunque non si sono registrati particolari disagi o situazioni di caos, perché i passeggeri erano avvertiti già da giorni e quindi non si sono nemmeno presentati. Qualche ripercussione si è avuta anche sugli scali italiani, con cancellazioni nelle basi della low cost: cinque voli sono rimasti a terra a Ciampino su 44 partenze programmate dal vettore irlandese, altri 14 voli cancellati (per Bruxelles, Dusseldorf e Berlino) a Orio al Serio. Ai consumatori il Codacons ricorda che «i passeggeri hanno diritto per legge non solo al rimborso del biglietto, ma anche alla compensazione pecuniaria in caso di volo cancellato o di ritardo nell’ arrivo a destinazione, fino ad un massimo di 600 euro». L’ associazione parla di «immensi disagi» e assicura, attraverso il proprio staff legale, assistenza a coloro che intendano chiedere il risarcimento previsto dalla normativa comunitaria. Il Codacons fa sapere anche di aver ricevuto dalla compagnia una formale comunicazione in relazione al precedente sciopero del 25 luglio informando che «mai Ryanair ha negato il diritto dei passeggeri di ottenere il rimborso, né ha mai negato il pagamento della compensazione pecuniaria ai sensi del Regolamento europeo. Ryanair ha provveduto all’ integrale rimborso per i voli cancellati il 25 e 26 luglio al 60% dei passeggeri prenotati». Ryanair, da parte sua, condannando lo «spiacevole e ingiustificato» sciopero, ha assicurato che «la maggior parte dei viaggiatori colpiti dalle cancellazioni è stata riprotetta su un altro volo». E ha chiarito che lo stop ha interessato solo il 15% del proprio operativo: oltre 2 mila voli,l’ 85% di quelli in programma, ha operato normalmente, facendo volare in Europa circa 400 mila passeggeri.
enrica piovan

L’Arena, 11/08/2018 02:05
consumi. i dati di confcommercio: affitti e utenze pesano per oltre la metà, nel complesso un calo rispetto al 2014
Spese obbligate? Ogni anno 7.300 euro
valutati i costi pro capite dalle bollette alla sanità il codacons: «tartassati e si mangia meno e peggio»
ROMA Quasi 7.300 euro l’ anno se ne vanno solo per pagare quelle che vengono classificate come «spese obbligate», dalle bollette di luce e gas ai ticket per le visite mediche. A fare i conti, che ricadono sulle tasche di ciascuno, è l’ ufficio studi della Confcommercio, evidenziando come tra le uscite vincolate sia il «capitolo abitazione» ad avere il peso maggiore: manutenzione, affitti e utenze pesano per circa 4.200 euro a testa. Seguono, tra le voci principali, i costi per spostarsi (1.702 euro inclusi i carburanti) e il budget riservato alla salute (629 euro). IL PANIERE. Se però si raffronta il 2018 al 2014 si nota come la fetta dei consumi bloccati sia un po’ in discesa, diminuendo di un punto percentuale. Anche se sul totale le spese irrinunciabili incidono ancora per il 40,7%. Il resto dei consumi, altri 10.600 euro, è invece libero, o meglio legato ai gusti e dalle abitudini personali. Un paniere, quest’ ultimo, ampio, che va dalla scelta dell’ automobile all’ arredamento della casa, dal parrucchiere alle vacanze. Nel calderone però Confcommercio inserisce anche gli alimentari, visto che l’ esborso per i prodotti della tavola può variare molto. Pur rappresentando una voce in crescita in termini assoluti, ognuno per mangiare spende 2.681 euro, la quota sul totale risulta in calo: se oggi coprono il 15% dei consumi, nel 2014 era il 15,2%, nel 2000 il 16,1% e nel 1995 il 17,9%. Se i consumi obbligati non risentono tanto del ciclo economico quelli liberi invece sì, ma ci sono anche altri fattori che influenzano le spese degli italiani. Sugli andamenti, spiega Confcommercio, «hanno pesato anche le esigenze di finanza pubblica che hanno portato gli enti erogatori dei servizi, come nel caso dello smaltimento dei rifiuti, a frequenti aumenti dei prezzi (tariffe).ESBORSI. Inoltre le esigenze di risanamento degli squilibri di bilancio regionali imputabili alla spesa sanitaria, hanno accresciuto la quota di partecipazione richiesta ai cittadini». Ad alleggerire un po’ gli esborsi «tassativi» ci ha pesato l’ energia, ma adesso la tendenza si è in qualche modo invertita. Tuttavia, alla lettura degli ultimi dati in questione, la quota di spesa assorbita dai carburanti, pur restando rilevante, è ai minimi. Per il Coordinamento delle Associazioni per la difesa dei consumatori (Codacons) siamo davanti a numeri che indicano come gli italiani siano «tartassati» dalle spese obbligate. Tanto che per farvi fronte addirittura «mangiano meno e peggio».

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