Rallenta l’inflazione. Meno cara la spesa quotidiana
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fonte:
- Avvenire
I prezzi ad agosto sono saliti dello 0,2% rispetto a luglio e dell’1,6% nel confronto con un anno fa. Se si tiene conto anche dei saldi, delle promozioni e di tutti i fattori stagionali l’aumento annuo è dell’1,8%. Considerato che a luglio l’inflazione era all’1,7%, l’1,6% di agosto comunicato ieri dall’Istat conferma una certa stabilità della dinamica dei prezzi: da gennaio ad oggi l’inflazione si è sempre mantenuta tra un minimo dell’1,3% (a febbraio e giugno) e un massimo dell’1,7% (a luglio). A fine anno, se non ci saranno imprevisti scossoni, il tasso di aumento medio dei prezzi 2010 sarà dell’1,5%. Il carrello della spesa – il paniere in cui l’Istat inserisce i prodotti acquistati con maggior frequenza – è quasi in delfazione: -0,1% rispetto a luglio, anche se nel confronto con un anno fa segna +1,6%.
Dietro questa stabilità si trovano però prodotti che vanno a velocità diverse. Corre il costo dei trasporti (+3,8% in un anno) spinto dal prezzo dei carburanti (+7,6%) e da quello delle riparazioni (+2,8%). E va veloce anche l’inflazione della voce ‘Altri beni e servizi’ (+3,3%) dentro la quale l’Istat infila prodotti i cui prezzi stanno accelerando come gioielli e orologi (+18,6%) e assicurazioni sui mezzi di trasporto (+7,3%). Non c’è nessun allarme prezzi, invece, sugli alimentari: il tasso annuo è dello 0,1%. Su questa variazione minima pesa il calo deciso del costo della frutta (-3,8%) e dell’olio (- 2,2%). Il cibo che ha visto il rincaro più pesante è il pesce, ma parliamo di un tranquillizzante +1,5%. Cresciuti sopra la media anche i prezzi dell’istruzione (+2,5% con un +5,3% per le elementari), quelli di bevande alcoliche e tabacchi (+2,4%, soprattutto a causa del +2,8% delle sigarette) e quelli per l’abitazione (+2,4%), con l’aumento pesante per le tariffe per l’acqua potabile (+8,5%) che non basta a bilanciare la caduta (-6,8%) della bolletta elettrica. Tra i rincari più importanti si segnala il +41,1% annuo dei biglietti di traghetti e navi e il +9,8% di quelli dei treni. Tra i cali maggiori ci sono il -7,6% delle macchine fotografiche e il -4,7% degli stabilimenti balneari.
Nel complesso, però, in Italia i prezzi non stanno aumentando in maniera preoccupante. Confcommercio, che associa i negozianti, fa notare come, rispetto a luglio, oltre al calo del dato annuale si possa registrare il dimezzamento (dallo 0,4 al 0,2%) dell’aumento mensile. E quindi parla di «assenza di evidenti patologie inflazionistiche nel nostro Paese». La Cia, l’associazione degli agricoltori, spiega invece che la lentezza con cui i salgono i prezzi dei prodotti dei campi non è sufficiente, dato che all’origine frutta e verdura vengono pagati oggi il 16% in meno rispetto a due anni fa. Casper – il ‘Comitato contro le speculazioni e per il risparmio’ messo in piedi da Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Unione Nazionale Consumatori – prevede però che in autunno «le famiglie italiane si troveranno a pagare, su base annua, ben 902 euro in più a causa di manovre speculative su prezzi e tariffe». Mentre per i consumatori di Adusbef e Federconsumatori il dato dell’Istat è invece «gravissimo e inverosimile».
L’inflazione italiana, comunque, è in linea con quella del resto d’Europa. La media armonizzata dell’area euro, ha comunicato ieri Eurostat, è all’1,6%, in calo dall’1,7% di luglio. L’Italia (col suo +1,8% armonizzato) è di poco sopra la media. Gli altri grandi Stati europei non si discostano molto: +1% la Germania, +1,6% la Francia, +1,8% la Spagna. Pesa invece l’inflazione greca (+5,6%). Fuori dall’area dell’euro, il Regno Unito ha un tasso del 3,1%. Registrano un calo dei prezzi l’Irlanda (- 1,2%) e la Lettonia (-0,4%). La media dell’intera Unione europea (trainata verso l’alto anche dal +7,6% della Romania) è un inflazione del 2%.
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