Rallenta l’ inflazione
ROMA Arrivano buone notizie sul fronte dei prezzi: il ribasso dei carburanti e dei biglietti aerei frena l’ inflazione. A giugno l’ indice è sceso al +1,3% dal +1,4% di maggio. Mentre è rimasto fermo rispetto al mese precedente. In questo quadro l’ inflazione acquisita per il 2010, cioè quella a livelli invariati, si attesa al +1,2%. I dati preliminari dell’ Istat rivelano che l’ economia reale risente ancora della crisi internazionale e che la ripresa si manifesta con segnali fragili. Ma, in dettaglio, le famiglie incassano un primo dato positivo. Rispetto a maggio, si registra un calo generale del prezzo dei carburanti: la benzina verde segna -1,8%, il gasolio per autotrazione -1% e quello per riscaldamento -0,4% mentre il gpl aumenta dello 0,3%. Le riduzioni interessano anche altre voci importanti per il bilancio domestico come gli alimentari dove spicca il -1,2% della pasta e i medicinali (-0,2%). Viceversa gli incrementi più rilevanti interessano i capitoli altri beni e servizi (+0,4%), spettacoli (+0,2%), abbigliamento e mobili (+0,1%). Variazioni nulle per alcolici e tabacchi, casa e scuola. Questi dati confermano che i consumi restano a metà del guado. «L’ inflazione italiana continua a mostrare, dopo gli aumenti di fine 2009 ed inizio 2010, un profilo molto contenuto ed in linea con le dinamiche registrate negli altri Paesi dell’ euro zona», commenta Confcommercio. Quanto ai prossimi mesi l’ Istituto di Studi e Analisi economica (Isae) vede rosa. «Il clima inflazionistico previsto da consumatori e imprese appare relativamente più favorevole in confronto a quello delineato negli ultimi due mesi. Nelle attese degli operatori economici gli sviluppi dei prezzi potrebbero risultare più moderati rispetto agli attuali». Tuttavia i consumatori vedono nero e calcolano una ricaduta di 390 euro annui a carico di ogni famiglia. «Che l’ inflazione rallenti è una buona notizia che però contiene anche delle insidie», commenta Confesercenti, «Ma non si può nascondere – che il dato sa di stagnazione a riprova della attuale debolezza dell’ economia italiana». Per il Codacons «il presunto calo non è indicativo. L’ esplosione dell’ inflazione è ancora in agguato e se non si è ancora registrata è solo perché la famosa ripresa economica è ben lungi dall’ essere arrivata».
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