RAI: ESPOSTO CODACONS CONTRO I QUIZ TELEFONICI DEL PROGRAMMA “OCCHIO ALLA SPESA”
RAI: ESPOSTO CODACONS CONTRO I QUIZ TELEFONICI DEL PROGRAMMA “OCCHIO ALLA SPESA”
CHIESTO ALL’ANTITRUST E ALLA PROCURA DI INDAGARE
Il Codacons e l’Associazione Utenti Radiotelevisivi hanno presentato oggi un esposto all’Antitrust e alla Procura di Roma in merito ai quiz telefonici del programma di Rai1 “Occhio alla spesa”.
All’interno della trasmissione, infatti, viene pubblicizzato un gioco attraverso il quale, chiamando o mandando un sms ad un numero a pagamento e rispondendo a domande anche molto semplici, è possibile vincere un Televisore LCD e una volta a settimana anche 500 euro.
Tuttavia non sempre le informazioni rese ai telespettatori appaiono chiare ed esaustive. Ad esempio nella puntata del 28 gennaio 2013 il conduttore della trasmissione precisava testualmente che “E’ sufficiente per poter giocare e vincere telefonare. E’ sufficiente telefonare e dare una semplicissima, spesso anche sciocca domanda… chiunque telefona riceverà un’informazione di merito e, naturalmente ci sarà un’estrazione a sorte e uno solo di voi vincerà. Quindi telefonate, quindi via alle telefonate”.
Si rileva – spiegano Codacons e Associazione Utenti Radiotelevisivi – come in un primo momento viene comunicato che chiunque chiama o manda l’sms rispondendo alla domanda indicata, avrebbe vinto; in realtà subito dopo si fa riferimento ad un’estrazione a sorte, precisando che soltanto una delle persone che avranno correttamente risposto di fatto avrebbe vinto. E’ evidente dunque che, contrariamente a quanto si vorrebbe lasciare ad intendere, si tratta in realtà di un mero gioco a premi ad estrazione.
Sono troppi i sospetti, gli interessi economici in gioco, posti gli introiti che derivano da telefonate a pagamento in massa, prevedibili data la semplicità della domanda e la modalità di partecipazione al gioco in questione – spiegano le due associazioni – per questo motivo abbiamo chiesto all’Antitrust e alla Procura di Roma di aprire una indagine volta ad accertare l’eventuale ingannevolezza dei messaggi trasmessi durante il programma “Occhio alla spesa” e valutare la sussistenza di di fattispecie penalmente rilevanti a danno degli utenti.
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