«Provincia e Cosecon, spostate l`inceneritore»
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fonte:
- Il Gazzettino
«Provincia e Cosecon, spostate l`inceneritore»
L?intero paese sta ostacolando l?operazione. Fumi e sostanze inquinanti potrebbero danneggiare i prodotti orticoli
Masi.
“Casarin dacci una mano, facci sognare… lasciaci l`aria respirare“. Hanno affidato le loro speranze al Presidente della Provincia i promotori del comitato per la salute nella Bassa padovana, che si sta battendo contro il progetto di installazione dell`impianto per la termovalorizzazione dei rifiuti nella zona artigianale di Masi. Ieri mattina hanno inscenato un pittoresco sit-in di protesta in piazza Antenore sventolando cartelli ed intonando slogan bellicosi all`indirizzo del Cosecon, la Spa che sta gestendo l`intera operazione. Una delegazione del comitato, che raccoglie anche cittadini di Castelbaldo, Piacenza d`Adige e Urbana, si è poi intrattenuta a lungo con il vicepresidente della Provincia Mario Verza e con l`assessore all`ambiente Domenico Riolfatto. E` toccato alla portavoce Laura De Marchi illustrare le ragioni della contrarietà ad un inceneritore che il paese non vuole accettare: emissioni di fumi e sostanze inquinanti a poca distanza dalle abitazioni, aggravamento dei flussi di traffico pesante lungo la provinciale 91, nessuna ricaduta positiva sul piano occupazionale. Un impianto di quelle dimensioni finirebbe inoltre per danneggiare l`economia della zona, a vocazione prettamente agricola. Al coro unanime si sono uniti i rappresentanti di Cia, Coldiretti e Codacons, risoluti nel difendere alcune specificità della Bassa come la mela Doc di Castelbaldo e le produzioni vitivinicole Doc della cantina sociale di Merlara.
La protesta del comitato è stata appoggiata dai consiglieri regionali ulivisti Giovanni Gallo e Margherita Miotto, oltre che dai capigruppo di Margherita e Ds in consiglio provinciale Mariano Schiavon ed Elisabetta Leban. Proprio Gallo ha ripetutamente chiesto agli amministratori provinciali un formale impegno di Palazzo Santo Stefano ad individuare un`ubicazione alternativa al termodistruttore di scarti di macellazione animale. Nella sua duplice veste di assessore provinciale e di vicepresidente del Cosecon, Riolfatto ha assicurato che non vi saranno rischi per la popolazione. E` prevista l`installazione di un impianto di trattamento degli scarti di pollame e tacchini con successiva trasformazione in farine di tipo animale. Non vi saranno quindi inceneritori di alcun tipo. Assicurazioni che non hanno però convinto il comitato. Il Cosecon pare intenzionato a proseguire per la propria strada. Lo conferma il recente ricorso al Tar contro le deliberazioni del comune di Masi, che ha stoppato l`operazione in attesa di ulteriori approfondimenti.
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