Proteste per gli arrotondamenti
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fonte:
- il Tirreno
Proteste per gli arrotondamenti.
I centesimi per ora resistono
GROSSETO. L`inflazione, nel mese di febbraio, è di nuovo salita. Il carovita, a Grosseto, risulta pari al 3,6% contro il 3,3% di gennaio, quasi un punto al di sopra delle grandi città campione dell`indagine. L`aumento mensile dei prezzi è stato pari allo 0,8% e secondo molti ad incidere sarebbero soprattutto gli arrotondamenti in eccesso sul cambio lira-euro.
Insomma la correttezza auspicata da più parti avrebbe già lasciato il posto alle furbate e «oggi – accusa il Codacons, a livello nazionale – commercianti, supermercati e lo stesso Governo approfittano dell`euro per colpire i consumatori». Addirittura è stata chiesta la restituzione di un bonus fiscale per ogni famiglia.
Ma su questo fronte c`è anche qualche notizia positiva: da oggi, in concomitanza con il fuori corso della lira, vengono applicati, soprattutto da grandi società (per esempio Esselunga) arrotondamenti in difetto, facendo sparire i centesimi. Nella nostra città, invece, non si registrano in questo momento iniziative simili. Arrotondamenti in difetto e formule senza i tagli più piccoli di cent, verranno spesso adottate in occasioni di offerte speciali e promozioni.
Il direttore di Confcommercio, Marcello Romani, si arrabbia quando sente parlare di furbeschi arrotondamenti e di un`inflazione in crescita a causa di questa presunta pratica. «Come si fa a sostenere una teoria di questo tipo? – attacca – a Grosseto i dati forniti dall`ufficio statistica del Comune sull`indice dei prezzi al consumo evidenzia un`escalation inflattiva nel periodo dicembre 2001-febbraio 2002, che è praticamente identica a quella dell`anno precedente negli stessi mesi. E anche i dati del 1999 hanno più o meno le stesse caratteristiche. Questo significa che il periodo ha un`inflazione fisiologica, a prescindere dall`introduzione dell`euro. Io le posso dire che i nostri associati stanno rispettando le tabelle di cambio suggerite, in ogni settore». Stesso discorso per Confesercenti, dove secondo il direttore Rolando Casini, che commenta i numeri a livello nazionale, l`aumento dell`inflazione è stato comunque contenuto e non pregiudica il raggiungimento dell`obiettivo del 2% a fine 2002, fissato dalla Bce.
Per quanto riguarda i negozi, solo in un caso (abbiamo fatto un giro in centro), già ieri campeggiava il cartello «Non si prendono più lire!». A Grosseto, a differenza di Genova, dove i commercianti hanno di fatto abolito i centesimi, almeno nella forma delle monetine ramate da uno e da due, non si registrano novità. In città la lira se ne va in sordina. Da questo momento inutile fare raffronti. In molti giurano che hanno arrotondato al ribasso, ma a smentirlo ci sono i consumatori. In redazione è arrivata anche una simpatica missiva con allegata la fotocopia di 7 scontrini di cappuccino, tutti di bar diversi, in città. Non c`è un prezzo uguale all`altro. Si oscilla da 0,80 a 1,05. E poi altre lettere, altri esempi. Uno addirittura sulle sigarette che costano in modo diverso a seconda del tabacchino che si sceglie. Eppure la tabella dei prezzi che il monopolio ha dato ai rivenditori è rimasta immutata rispetto alla fine del 2001. A questo punto sono in tanti a chiedersi: «Ma gli stipendi degli italiani come saranno arrotondati, per difetto o per eccesso?».
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