Prosegue lo stallo dei consumi sale (+1,6%) solo il settore food
-
fonte:
- Il quotidiano della Calabria
ROMA – Lo stallo dei consumi prosegue, ad agosto le vendite al dettaglio sono rimaste ferme a confronto con luglioesonocalatedello0,3% rispetto allo scorso anno. Da quando è cominciata la crisi si sono accumulate così perditesuperdite. Bastipensare che i ribassiconsecutivi registratidall’ Istatconagosto sonosalitiaquattro. Gli italiani tengono, quindi, ben stretti i cordoni della borsa e fannoconcessioni soloperiprodottidellatavola.Il settore alimentare, infatti, ha registrato una perfomance positiva (+1,6%), dopo le flessionideimesiprecedenti. Anche se si cerca di risparmiare sulla qualità, con i discount che ne approfittano mettendo a segno una decisa crescita(+3,5%). Esesiguarda alla fiducia dei consumatori è difficile immaginare una ripresa delle domanda, visto che ad ottobre la fiducia dei consumatori ha toccato il minimodaluglio2008. Il mese di agosto è stato particolarmente negativo per tutto ilcomparto del ‘non food’ (-1,2%) con le vendite in calo per gli elettrodomestici, comprese le tv (-2,5%), per i tanto «amati» cellulari(-2,9% insieme apc e console); ancorapeggiovannogliaffariper calzatureeborse(-4,8%)eper dischie strumentimusicali(7,3%). La gelata dei consumi di agosto ha colpito soprattutto i piccoli negozi di quartiere, le botteghe, gli empori (0,9%), mentre la grande distribuzione è riuscita a ottenere un risultato positivo (+0,5%), proprio grazie alla spinta che è arrivata dai discount.Mairialzisegnatidal low cost non rassicurano consumatori e commercianti, anche perchègià a settembre si inizierannoa scontare i primi effetti dell’ aumento dell’ Iva. L’ Ufficio studi della Con fcommercio parla di «un corto circuito» tra fiducia e consumi che ad agosto porta a «una stagnazione» con «una modestaflessionedella spesa in terminireali». D’ altra partel’ associazionefasapereche neipriminovemesidell’ anno sono stati persi 23 mila esercizi. Sulla stessa lineala Confesercenti che prevede entro lafinedel 2011lachiusuradi 65milanegozi. Secondo Federdistribuzioneormaiperquest’ annoladiminuzione dei consumi appare come «un fenomeno inarrestabile». Reazioni preoccupate ai dati dell’ Istat arrivano da Codacons, Adiconsum, Federconsuamtori e Adusbef. E perfino le organizzazioni degli agricoltori, nonostanteilbuonandamento dell’ alimentare, non commentano positivamente i dati: la Cia evidenzia come il dato su cibo e bevande sia stato gonfiato dalla stagione delle ferie estive; mentre la Coldiretti teme un vero e proprio crac per i negozi tradizionali. Il risparmio resta. in ogni caso, unodeidesideripiùforti degli italiani anche per i timori sul futuro e sulle pensioni che saranno inadegua temala crisipesa ecalano colorocheriescono amettereeffettivamente del denaro da parte. Nella sua indagine con l’ Ipsos, l’ Acri, l’ associazione delle casse di risparmio e le fondazioni bancarie, traccia un quadro «in chiaroscuro» della situazionedelnostropaese che può contare comunque, rileva il presidente dell’ asso ciazione Giuseppe Guzzetti, su un sistema bancario solido e senza aiuti pubblici, il quale chiede a governo e autoritàdivigilanzadismettere congliammonimenti. Nella ricerca in particolare, diffusa alla vigilia della giornata mondiale del risparmio dove parteciperanno il ministro dell’ economia Giulio Tremonti e il governatoreentranteequellouscente di Banca d’ Italia (Ignazio ViscoeMarioDraghi)sievidenziacomeil35%(controil36% dello scorsoanno) èriuscito a risparmiare mentre al Sud il dato cala al25%.In particolare, secondola ricercaaumentailnumerodifamiglieinsaldo negativo dirisparmio, ovvero che hanno dovuto ricorrere ai risparmi passati o a prestiti: sono il 29% su tutta Italia e ben il 40% al Sud controil34%del2010. In crescita poi quelli che ritengonopeggioratoil lorotenoredivita(dal18al21%)esi riducono tutti i consumi, tranne il farmaceutico. Per ben l’ 86% degli intervistati infatti si tratta di «una crisi grave» e così il il 50% è pessimista rispetto al futuro, il 36% ottimista e il 14%attendista. Perlaprima voltadal2005, nota il sondaggio, il numero di soddisfatti è superato dagli insoddisfatti che crescono dal 44 al 51%. Inoltre il timore per il futuro della pensione è passato dal 38% della prima indagine nel 2001 all’ 80%. Gliitaliani-spiegalaricerca-ritengonochelefamiglie stiano risparmiando assai menodeldovutoequestosilega allasituazione diffusa(sei su10)diaverridottonegliultimi anni le riserve di risparmio accumulate nella propriavita. La ripresa dell’ inflazione e i bassi tassi offerti dai conti correnti bancari fanno tornare gli italiani ad investire ma il risparmio si dirige verso i titoli di stato e le obbligazioni mentre il tradizionale benerifugio’ ilmattone’ resta il preferito ma crolla. Aumenta dal 21 al 24% la percentuale di chi vuole investire ma gli immobili crollano dal 54 al 43%tornando sui livelli del 2001. Per il vice presidente dell’ Acri epresidente del comitato banche dell’ as sociazione (nonchè vice presidente vicario Abi) Antonio Patuelli tuttavia il nostro paese può contare subanche che sono «le più patrimonializzate al mondo con i fondamentalipiù solidi d’ Europa». Patuellisidiceanchemeno pessimista sul quadro economico che giudica in lieve miglioramento grazie"asegnalidiripresadell’ export,flussi turistici buoni sebbene permanga una crisi di aspettativedifiducia».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
