16 Giugno 2007

Privacy, stop alle telefonate indesiderate

IL PROVVEDIMENTO OPERATIVO ENTRO IL 10 SETTEMBRE
Privacy, stop alle telefonate indesiderate

ROMA Niente più telefonate moleste all`ora di cena mentre con la forchetta a mezz`aria ci si accinge ad addentare un boccone. Niente più squilli indesiderati del telefono nel bel mezzo della pennichella pomeridiana per sentirsi chiedere, una volta svegli e bellicosi, se si desidera cambiare compagnia telefonica “perché ci sarebbe un`offerta imperdibile“. Il Garante per la Privacy ha detto basta all`uso indiscriminato di nominativi e numeri telefonici da contattare per vendere la merce più disparata. Tempi duri, dunque, per il marketing più o meno invasivo che attraverso il telefono arriva nelle case dei cittadini negli orari più inopportuni (di solito quelli in cui si è sicuri di trovare qualcuno: a cena, di sabato pomeriggio o all`ora di pranzo). Il fenomeno è diffuso e chiunque ne ha fatto esperienza almeno una volta. Tanto che al Garante in meno di un anno le segnalazioni sono state alcune migliaia. Da qui si è partiti per intervenire e porre un argine a tanta esuberanza telefonica. Per violazioni relative ad omessa o insufficiente informativa agli utenti, nel corso del 2007 il Garante ha finora avviato a fornitori di servizi di comunicazione elettronica e call center 44 procedimenti sanzionatori, 22 dei quali già definiti con il pagamento di somme per un totale di oltre 130mila euro. Ieri, poi, con cinque provvedimenti, riguardanti alcuni dei principali gestori telefonici e società che operano in qualità di call center per conto degli stessi gestori e di altre importanti aziende, il Garante ha prescritto una serie di misure affinché venga rispettata la riservatezza e gli altri diritti degli utenti. Società telefoniche e call center dovranno interrompere i trattamenti illeciti di dati, informando l`Autorità già entro il 5 luglio sullo stato di adempimento delle misure richieste, che andranno comunque adottate entro il 10 settembre 2007. In caso di mancato adempimenti il Garante potrà adottare provvedimenti più drastici, quali blocchi o divieti. A farne le spese non saranno solo i grandi gestori telefonici (Telecom, Vodafone, Tiscali e Fastweb sono tra le società multate), ma esistono anche realtà minori che vendono prodotti e servizi di diversa natura: dal vino alle catene alberghiere, dai centri dimagranti ai servizi immobiliari. Come spiega il direttore del personale (che chiede l`anonimato) di una società di call center, “i grandi carrier nazionali come Sky, Wind, Teledue acquisiscono attraverso società esterne o attraverso i database dei loro clienti le liste che vengono poi fornite ai call center. Come le ottengano le compagnie telefoniche non è dato sapere. Al call center giunge magari una lista di 10mila nominativi e il compito è contattarli fino a esaurimento della lista“. In alcuni casi si tratta di clienti che hanno manifestato il loro consenso ad essere contattati. “Ma è chiaro che le liste andranno bonificate – prosegue l`anonimo direttore – e depurate dai nominativi che hanno chiesto esplicitamente di essere cancellati e vedono disattesa questa richiesta. Probabilmente questo porterà un calo della produttività“. Per ovviare al problema dell`occupazione anche il Garante è stato clemente, consentendo una forma graduale di adeguamento che durerà tre mesi. La decisione è stata accolta con favore dalle associazione dei consumatori. “Il 70% dell`attività del Codacons è legato a questioni che riguardano la telefonia – afferma il responsabile Privacy del Codacons Gianluca Di Ascenzo – Il fenomeno è nato nel 2000 e da allora è andato crescendo ed estendendosi con la voltura dei servizi di call center e la vendita dei dati personali“.

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