19 Maggio 2005

Primizie e bollette, stangata di primavera

In un anno radicchio più caro del 70%, ma volano anche pane e carciofi. I consumatori: «Prezzi esagerati, servono controlli»

Primizie e bollette, stangata di primavera

Dalle fragole all?insalata aumenti oltre il 20%. E il caro-gas ?riscalda? le famiglie

PERUGIA – Prezzi e bollette, la stangata è servita. Il refrain è lo stesso e, specie su frutta e verdura, racconta l?ennesimo salto in alto dei prezzi. La copertina è per fragole, ciliege e susine, che in alcuni casi arrivano a costare il 17% in più rispetto ad un anno fa. Ma l?ultimo dato dell?inflazione in Umbria è ?riscaldato? anche dai rincari dei carburanti che hanno sortito un effetto immediato sulle bollette del gas e anche sull?inflazione che ad aprile, a Perugia, è salita dall?1,9 al 2,2%. Intanto, nel dopo euro, nel carrello della spesa si scoprono aumenti anche del 200%. E mentre Coldiretti denuncia prezzi all?origine sempre più bassi, i Consumatori spingono per maggiori controlli, mentre Confcommercio parla di «distribuzione da razionalizzare».
Passando in rassegna frutta e verdura, il record spetta al radicchio che, rispetto al 2004, costa il 70% in più: da 2,33 a quasi 4 euro al chilo. In salita (23%) anche la quotazione dell?insalata. «Sono prezzi altissimi – sostiene Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – e non è questione di colpevolizzare il consumatore che non sa scegliere i prodotti che costano meno. Ci sono persone, a cominciare dagli anziani, che per fare la spesa non possono permettersi di fare il ?giro delle sette chiese?». Dai prodotti che si trovano ormai tutto l?anno sul banco del fruttivendolo, alle primizie, le cui prime uscite non sono state esenti da sorprese. L?Adoc rileva incrementi dal 5,3% (susine) al 17,6% (fragole), con le ciliege quotate dai 6 ai 12 euro al chilo, a seconda che siano d?importazione o locali. «Su tali cifre incide anche il caro petrolio – avverte Angelo Garofalo, presidente regionale Adoc – con le famiglie che ormai pagano più care anche i prodotti da serra, a causa dei costi di gestione lievitati in seguito ai rincari del carburante». Una componente che ha costretto a rivedere anche l?ultimo dato sull?inflazione a Perugia (aspettando l?Osservatorio regionale). L?aumento della tariffa del gas ha trascinato fino al 2,2% l?inflazione annuale, con il capitolo abitazione cresciuto ad aprile dello 0,9%.
Tornando ai prezzi, L?Adoc ha composto una sorta di mappa dei rincari negli ultimi quattro anni: crescono pane (+38,8), uova (+56%) e latte (+20,4%) ma l?impennata riguarda più di tutto i carciofi i cui prezzi sono voltati oltre il 206%. Si torna dunque all?ortofrutta su cui anche Coldiretti punta il dito: «Nei primi quattro mesi dell?anno i prezzi all?origine sono scesi del 5,8%». Una riduzione invisibile al dettaglio, vanificata dall?aumento dei costi nel passaggio dal campo alla tavola. Su tale versante, anche i commercianti invitano a considerare la dinamica dei costi del trasporto. «Le variazioni nel tasso d?inflazione locale degli ultimi mesi – fa notare Stefano Ragnacci di Confcommercio – sono collegabili ai costi della logistica. Sul sistema distributivo siamo aperti ad ogni ipotesi di razionalizzazione, ricordando però che se il sistema si è dato tale strutturazione è perché si è visto che era necessaria». Sullo sfondo, un sistema regionale di analisi dei prezzi che latita. «Il progetto del minipaniere va a rilento», dicono da Confommercio, mentre il Codacons chiede controlli e rilevazioni più frequenti. «La Regione faccia avvertire la sua presenza».

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