Prezzi, riparte la corsa: a Bari più 3,3%
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fonte:
- Corriere del Mezzogiorno
Impennata da dicembre 2010 a dicembre 2011: trasporti record, più 7,2%
BARI – Tornano a correre i prezzi. In Italia e in particolare a Bari. Se a livello nazionale l’ inflazione (misurata dall’ indice Nic comprensivo dei tabacchi) ha registrato a dicembre 2011 un aumento dello 0,4% rispetto al mese di novembre e un aumento del 3,3% rispetto a dicembre 2010 (lo stesso valore annuo registrato a novembre), a Bari è andata peggio: se nel mese di dicembre 2011 i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,2% rispetto al mese di novembre, la variazione del tasso tendenziale annuo rispetto al dicembre 2010 è stato del 3,7%, al disopra della media nazionale, così come rilevato dall’ Istat sulla base delle stime preliminari. E se in Italia è allarme (il tasso di inflazione medio annuo per il 2011 è stato pari al 2,8%, quasi il doppio rispetto all’ 1,5% registrato per il 2010 e tasso di inflazione più alto dal 2008, quando era stato del 3,3%), in Puglia lo è a maggior ragione, visti i numeri. Nel dettaglio – secondo i dati resi noti dalla Ripartizione Servizi demografici, elettorali e statistici del Comune di Bari – la variazione positiva più elevata si è registrata nel settore trasporti (più 1,1%) con un tasso tendenziale del 7,2%. In calo, invece, i prezzi di prodotti alimentari e bevande alcoliche, con una variazione mensile negativa pari allo 0,1% (tasso tendenziale al 2,6%), così come quelli dei servizi sanitari e spese per la salute: meno 0,2% sia a livello mensile che tendenziale (in aumento solo i medicinali di fascia C dello 0,1%). Tra gli aumenti più significativi quelli dei vegetali (0,8%), mentre risultano in diminuzione la frutta (meno 2,5%)e i prodotti ittici (meno 0,3%). Per bevande alcoliche e tabacchi alla limitata variazione di dicembre (più 0,2%, con l’ eccezione delle birre, più 1,4%) fa da contraltare un tasso tendenziale del 6,2%. Ancora più elevato il tasso tendenziale annuo per la voce «Abitazione, Acqua, Energia Elettrica e Combustibili»: all’ aumento dello 0,2% rispetto al mese precedente si affianca una crescita tendenziale dell’ 8,7%: da segnalare gli aumenti di gasolio da riscaldamento (più 2,3%)e piastrelle (più 1,7%). Nella divisione Comunicazioni, rimasta invariata nel suo complesso, la variazione mensile più significativa è stata l’ aumento di apparecchi per la telefonia fissa (più 2,6%) cui ha fatto da contrappeso la diminuzione dei telefoni cellulari(meno 3,3%). In calo anche i prezzi di «Ricreazione, spettacolo e cultura» con una variazione congiunturale in diminuzione dello 0,1%; in diminuzione, inoltre, anche i giochi elettronici (meno 17,4%) e le stampanti (meno 6,8). Quanto ai consumi più diffusi nel periodo delle feste come i servizi ricettivi e di ristorazione, la variazione mensile è stata pari allo 0,1% e il tasso tendenziale all’ 1,5%, con un aumento degli agriturismo del 7,7%. In crescita, infine, dello 0,5% i prezzi dei prodotti di gioielleria. Se il 2011 ha portato la nuova fiammata dell’ inflazione, il 2012 non lascia ben sperare: «Dei dati di dicembre – sottolinea la Confcommercio – preoccupa l’ eredità lasciata dal 2011 al 2012, pari all’ 1,3%». E i rincari dei pedaggi e delle bollette di luce e gas, gli aumenti delle accise sui carburanti e le tensioni sulle materie prime petrolifere e i possibili nuovi ritocchi dell’ Iva, portano a ipotizzare come anche nell’ anno appena iniziato l’ inflazione continuerà a registrare tassi d’ incremento abbastanza elevati». Già a gennaio – ha aggiunto il Codacons – ci sarà un’ inflazione record che potrebbe arrivare a toccare il 3,6%. Un valore che, tradotto in termini di costo della vita e al netto dei futuri aumenti delle tasse introdotti dalla manovra Monti, dall’ Imu all’ Iva, significa una stangata da 1.059 euro per famiglia». M. Bor. RIPRODUZIONE RISERVATA.
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