9 Novembre 2002

Prezzi e tariffe, patto da 500 euro

Si lavora insomma per un Natale meno caro, anche se da un calcolo dell`Intesa dei consumatori emerge che considerando gli aumenti elaborati dall`Istat, una famiglia media umbra si troverà a spendere 705 euro in più. E l`accordo sottoscritto ieri in Regione servirà quanto meno ad ammortizzare in buona parte tale salasso. Un aiuto consistente arriva dai Comuni che, tramite l`Anci, si sono impegnati ad evitare aumenti di tariffe e tributi fino al 31 dicembre 2003. Nel mirino ci sono soprattutto quelle voci che già fanno parte dell`Osservatorio regionale, dai trasporti scolastici alla nettezza urbana. I municipi della regione sono chiamati a “tirare la cinghia“ su acquedotto, depurazione e fognatura, rette di asili nido e scuole materne e tutta una serie di imposte: Ici, Tosap, pubblicità e affissioni. Uno sforzo assunto nonostante il rischio che nel 2003 le finanze degli enti locali escano penalizzate dai provvedimenti centrali.
«Sui Comuni gravano le incognite di una finanziaria che taglia le risorse – sostiene il sindaco di Perugia, Renato Locchi – e rispetto alla quale i Comuni sono inferociti». L`Anci, tuttavia, impegnerà i Comuni umbri a congelare tariffe e tributi le cui variazioni dovranno in ogni caso essere “by-passate“ dal tavolo regionale appositamente costituito per vigilare sugli aumenti. Il blocco attivato a livello locale si aggiunge a quello nazionale adottato per le tariffe di luce, gas e telefono, in vigore fino al 30 novembre.
Oltre che su quello tariffario, l`Associazione dei Comuni è coinvolta anche sul fronte prezzi. Anci e Coalizione dei consumatori hanno infatti firmato un accordo che vede le amministrazioni impegnate a incentivare le forme di trasparenza sui prezzi al consumo, potenziando allo stesso tempo l`attività di vigilanza e controllo, isolando gli eventuali elementi di criticità che in certe realtà territoriali rendono vana la lotta al caro vita.
Tornando al patto siglato ieri in Regione, il documento contiene anche le iniziative che coinvolgono commercianti e grande distribuzione fino al 31 dicembre, da Prezzo amico allo sconto ai soci Coop. Per Confcommercio, «la firma è un gesto di buona volontà verso un percorso di autodisciplina delle singole imprese, finalizzato a rendere trasparente l`andamento delle filiere distributive». Per Confesercenti, si tratta invece di ricostruire il clima di fiducia tra clienti e negozianti, «troppo spesso colpevolizzati ingiustamente».
Per le associazioni dei consumatori sarà soprattutto il periodo natalizio a mettere alla prova l`accordo e l`andamento dei prezzi, anche se è già tempo di guardare avanti. Dopo il 31 dicembre, infatti, molte iniziative legate al blocco dei prezzi “scadranno“. «Serve un ulteriore impegno per continuare a confrontarci e pensare al dopo», sostiene Carla Falcinelli, presidente di Codacons Umbria. E anche la Regione è intenzionata a muoversi in questo senso. «Questa intesa – sottolinea Ada Girolamini, assessore regionale al commercio – è il primo importante lavoro che intendiamo consolidare e sviluppare anche per il prossimo anno, valutando di volta in volta le iniziative da mettere in campo, per favorire una politica dei prezzi e delle tariffe che non incida sui bilanci delle famiglie umbre».

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