Prezzi degli alimentari al top
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fonte:
- LaPrealpina.it
ROMA – L’ inflazione a maggio rimane stabile al 2,6%, lo stesso livello già registrato ad aprile, che si conferma il più alto dal novembre del 2008. Mentre su base mensile i prezzi rallentano la loro corsa, fermando l’ asticella al +0,1%. Il raffreddamento dei listini, certificato dall’ Istat nelle stime provvisorie, arriva dopo una lunga serie di rialzi consecutivi, che andava avanti da dicembre scorso. Basti pensare che nel giro di circa mezzo anno il tasso è quasi schizzato di quasi un punto percentuale. Ma la pausa non interessa gli alimentari e le bevande analcoliche, che mettono a segno un rialzo annuo del 2,9%, il più alto dal maggio del 2009, ovvero da due anni, e dello 0,7% su base mensile. I rincari subiti dai prodotti della tavola vanificano, così, i cali registrati in altri settori, almeno rispetto a marzo. Infatti, i prezzi per i trasporti e le spese sanitarie scendono dello 0,4%. In particolare, calano i biglietti per i voli (-10,3%) e per i traghetti (-0,4%), anche se su base annua il loro tasso rimane altissimo (+62,3%). Perfino i prodotti farmaceutici fanno segnare riduzioni (-1,4% su aprile e -2,3% su maggio 2010). Tra i rialzi più rilevanti registrati dal comparto alimentare l’ Istat segnala l’ aumento dei prezzi della frutta fresca (+7,6% rispetto ad aprile e +12,8% a confronto con maggio 2010), del caffè (+2% congiunturale e +9,7% tendenziale), dello zucchero (+1,6% su base mensile e + 8% su base annua). Prosegue anche la corsa della benzina (+11,1% annuo e +1,1 mensile), mentre il gasolio scende rispetto ad aprile (-0,4%) ma continua a mostrare la doppia cifra sul piano tendenziale (+15,2%). Dall’ Europa arrivano senali più decisi di allentamento delle tensioni inflazionistiche. Infatti Eurostat indica un leggero calo, con il tasso dell’ Unione monetaria che è passato al 2,7% dal 2,8%. E l’ Italia, sempre secondo le stime dell’ Ufficio statistico europeo, si colloca un pò sopra la media, con l’ indice Ipca, armonizzato per i Paesi Ue, che segna un tasso al 3%. I consumatori, nonostante la stabilizzazione, continuano ad essere preoccupati, Federconsumatori e Adusbef mettono l’ accento sui rincari per il cibo e il Codacons calcola una stangata di 250 euro annui a famiglia. Confcommercio, invece, fa notare «segnali di attenuazione delle pressioni» sui prezzi. Mentre gli agricoltori, con la Cia punta il dito contro il caro energia, come principale causa dell’ aumento sul cibo, e la Confagricoltura parla di incrementi «fisiologici», dovuti alla stagione estiva.
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