24 Febbraio 2009

Prezzi calmierati solo in 36 negozi. “Colpa della crisi”

Nel Veronese La lista degli esercizi commerciali che per un anno bloccheranno i prezzi. Aderiscono anche i venditori di panini Il Codacons: «Commercianti spaventati dalla stagnazione, ma così i clienti scelgono il supermercato»

 VERONA  C’è l’ortofrutta sotto casa, il negozio di alimentari e la macelleria. C’è perfino l’ambulante che vende panini vicino allo stadio. Pochi rispetto alle previsioni, ma perlomeno gli esercizi commerciali che a Verona hanno aderito al Paniere Veneto «coprono» l’intero territorio essendo sparsi per tutta la provincia. Rischia di trasformarsi in un flop, l’idea della Regione di calmierare i prezzi di una trentina di beni di prima necessità. L’ha confermato anche l’assessore regionale Elena Donazzan: «Non sono per niente contenta – ha spiegato – le associazioni di categoria dovevano fare la loro parte». I numeri parlano chiaro: ci si aspettava l’adesione di 1.200 negozi veneti, invece attualmente sono appena trecento. A Verona va meglio che in altre province. I negozi della Confcommercio che hanno aderito al Paniere a prezzo giustificato sono undici, quelli che fanno riferimento alla Confesercenti al momento sono 25.  «Indubbiamente ci aspettavamo un’adesione più ampia – dice il presidente provinciale del Codacons, Stefano Fanini – visto che va a vantaggio di tutti i consumatori. Ma evidentemente i commercianti sono spaventati dalla crisi economica, e non se la sentono di impegnarsi su questo fronte. Ma così facendo non si rendono conto che in futuro ci rimetteranno, anche perchè la grande distribuzione ha capito che i clienti vogliono risparmiare e quindi nei supermercati si moltiplicano gli sconti, le promozioni e la distribuzione di buoni-spesa ». Sono 30 i prodotti che, all’interno dei negozi che hanno aderito all’iniziativa, per un anno verranno venduti a «prezzo giustificato». La lista comprende i beni di prima necessità: dalla fettina di manzo, che non dovrà costare più di 13 euro al chilo, fino al prosciutto crudo veneto (tra i 22,90 e i 25,90 euro al chilo), passando per la passata di pomodoro (1,15 euro la bottiglia) e gli spaghetti, il cui prezzo non potrà superare gli 88 centesimi.

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