29 Agosto 2002

Prezzi bloccati fino a dicembre “Bollino blu“ per 15 prodotti

Milano – «Qui si tengono i prezzi bloccati». Sarà più o meno questo il messaggio applicato sulle porte dei negozi di alimentari, abbigliamento e servizi per la casa che aderiranno al Patto siglato ieri da Confesercenti e consumatori. Sotto questa sorta di bollino blu ci sarà un elenco di quindici prodotti con a fianco scritto il prezzo in vigore prima delle ferie e quello di oggi. Prezzi che dovranno essere uguali e restare bloccati fino a fine anno. «Ma l`auspicio è che il blocco continui anche nel 2003», dice Marco Venturi, presidente della Confesercenti (220 mila associati) al termine di due ore e mezzo di discussione con i rappresentanti dell`Intesa dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori). «Un patto eccezionale – commenta Carlo Pileri, presidente Adoc – che è aperto a tutti quanti vogliano aderire. Sia fra i consumatori, che fra i dettaglianti. Speriamo che sia un punto di partenza, un progetto sul quale coinvolgere anche il governo. Abbiamo chiesto un incontro a Berlusconi e attendiamo che ci dia una risposta». Intanto resta confermato lo sciopero della spesa del 12 settembre. Chi non era presente al tavolo boccia l`accordo. Violenta la reazione di Sergio Billè, presidente della Confcommercio. «E` un`iniziativa demagogica che non porta da nessuna parte, il calmiere è uno strumento da soviet non più proponibile. La soluzione? Azionare immediatamente la leva fiscale, diminuire le tasse come hanno fatto gli Stati Uniti». «Iniziativa fine a se stessa e inutile», dice Vincenzo Donvito, presidente Aduc. Il via libera definitivo al Patto contro l`inflazione lo darà la giunta nazionale della Confesercenti il 4 settembre, poi saranno coinvolti i mezzi di informazione, ci sarà una campagna pubblicitaria. «I prodotti bloccati saranno scelti fra i generi di largo consumo, quelli che ogni giorno finiscono nel carrello della spesa». «Non ci sarà l`armadio a sei ante», scherza Carlo Rienzi, Codacons, riferendosi al contestato paniere Istat. «Non ci saranno nemmeno i generi ortofrutticoli _ spiega Rosario Trefiletti, Federconsumatori _ perché sono prodotti influenzati dalla stagionalità, dagli eventi atmosferici. Ma ci saranno i formaggi, il prosciutto, l`acqua minerale». I controlli? «Li faranno soprattutto i consumatori», informa Rienzi. Ma il caro-prezzi non si combatte con il blocco di pochi prodotti simbolo. «Faremo ogni sforzo possibile per il contenimento delle tariffe pubbliche e dei prezzi dei servizi obbligatori. Da qui iniziative per far pressione a avvocati, medici, architetti, geometri, ingegneri, notai a praticare ai clienti le stesse tariffe applicate il 1 giugno 2002. Si cercherà anche di coinvolgere i produttori e le loro associazioni». Poi ci sono le richieste all`Istat. Per esempio quella di creare un «indice di rilevazione dei prezzi al consumo per le categorie più povere, che fotografi meglio l`impatto dell`inflazione su chi ha meno soldi a disposizione». La riforma dei criteri di elaborazione dell`indice dei prezzi al consumo deve passare – dicono ancora Confesercenti e consumatori – «dall`istituzione di una commissione nazionale di studio formata da commercianti e consumatori».

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