29 Agosto 2002

Prezzi bloccati da luglio 2002 fino alla fine dell`anno

Un paniere di almeno 15 prodotti con i prezzi bloccati da luglio 2002 fino alla fine dell`anno

ROMA Un paniere di almeno 15 prodotti con i prezzi bloccati da luglio 2002 fino alla fine dell`anno, controlli capillari nei punti vendita e bollino blu ai negozianti virtuosi. Questi, in sintesi, i termini dell`accordo raggiunto tra la Confesercenti e le associazioni dei consumatori Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori per combattere l`inflazione e rilanciare i consumi. Sull`accordo «chiederemo il coinvolgimento delle istituzioni e dei produttori» ha detto il presidente della Confedesercenti Marco Venturi giudicando positiva la «preintesa raggiunta che dovrà essere formalizzata nei prossimi giorni dagli organismi dirigenti delle associazioni coinvolte».
Tra le organizzazioni degli utenti e la Confesercenti, ha aggiunto Venturi, è stata decisa la costituzione di un «comitato di crisi» con il compito di intervenire in situazioni straordinarie per mettere a punto forme di intervento di contenimento dei prezzi.
Un accordo «di grandissimo rilievo – secondo Carlo Pileri (Adoc) in rappresentanza delle quattro associazioni che compongono l`Intesa dei Consumatori -, si tratta di un accordo aperto alle altre associazioni consumeristiche e ad altri soggetti interessati».
L`accordo prevede la composizione di un listino comprendente alcuni prodotti di largo consumo nei settori alimentari (escluso il fresco), prodotti per la casa, abbigliamento, il cui prezzo sarà mantenuto fisso ai livelli della data di chiusura degli esercizi commerciali per le ferie estive fino al 31 dicembre 2002, ma si pensa già a un ulteriore proroga di tre mesi. Oltre a ciò, sarà messa in campo una campagna informativa rivolta ai consumatori e i controlli sul listino verranno attuati capillarmente dalle associazioni dei consumatori.
Al «patto» potranno aderire tutti gli esercizi commerciali, riconoscibili attraverso un logo, una sorta di «bollino blu», che verrà invece rimosso nel caso di una verifica d`innalzamento dei prezzi fissati dal listino.
Ma il presidente della Confcommercio, Sergio Billè, boccia senza mezzi termini l`accordo. «E` una iniziativa demagogica – dice in un`intervista – che non porta da nessuna parte. Il calmiere è uno strumento da soviet non più proponibile».
Billè difende i commercianti, pur ammettendo che «qualcuno può aver fatto il furbo», spiegando che «nella stragrande maggioranza dei casi gli esercenti non attuano compartimenti tali da deprimere ulteriormente i consumi», e chiede al governo di «azionare immediatamente la leva fiscale».

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