Prezzi, aumenti record per la farina
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fonte:
- Il Tempo
Allarme sui mercati internazionali. E in Italia nuovi rincari per il pane SALGONO alle stelle i prezzi della farina sui mercati mondiali e c`è il rischio di rincari anche per il pane. Agli allarmi sull`aumento dei prezzi in Italia (latte e prodotti alimentari, ma anche bollette e tariffe) si aggiunge ora la corsa della farina, entrato in una spirale rialzista globale legata al forte aumento dei consumi, che hanno ridotto scorte e forniture ai livelli minimi da oltre un quarto di secolo. Ultima responsabile di tale accelerazione a livello mondiale, è stata l`India, il secondo maggiore consumatore mondiale di farina, con i suoi mega shopping. Ma a mettere sotto pressione i prezzi, nelle ultime ore, sono state anche le voci di un ridimensionamento delle forniture da parte di Russia e Australia, che incidono per circa un quarto sull`export mondiale. Sta di fatto che ieri le quotazioni hanno raggiunto livelli record sui mercati di Londra e Parigi e sfiorato il picco massimo sulla piazza di Chicago con un rialzo del 3,8% (a 8,055 dollari a staio) nelle contrattazioni after-hours. Su Euronext, il contratto sulla farina con consegna a novembre, ha registrato un rialzo del 4% a 277,50 euro la tonnellata. Solo negli ultimi tre mesi, le quotazioni hanno totalizzato una crescita del 54% facendo lievitare i costi dell`industria del pane. Il Italia, il prezzo della farina è già aumentato nell`arco di soli due mesi del 20-30% “ma il mercato non si fermerà“ e si avvia verso “un ulteriore rialzo del 10%“, ha detto il presidente di Assipan-Confcommercio, Antonio Sclavi, sottolineando tuttavia che tale costo incide sul prezzo del pane “per il 25%“. Il punto, ha aggiunto, è che aumentano tutti i prodotti della catena alimentare così come la manodopera: “Tutto ciò – ha sottolineato – non potrà che far salire l`inflazione“ e “non credo lascerà fermi neppure i prezzi del pane. Nei negozi – ha detto – già si assiste a rincari pari al 7-8%“. A livello internazionale, non c`è poi solo la questione della minore produzione di grano e dei maggiori consumi: “Il problema – ha detto – sono anche le enormi coltivazioni destinate al bioetanolo. Diminuirà l`offerta di grano e pane“ e di conseguenza aumenteranno i prezzi “per fare spazio alla benzina“, ha aggiunto. Si tratta di aumenti “giustificati e generalizzati“ che comunque non incidono che per “pochi euro“ sulla spesa complessiva degli italiani, secondo il presidente di Assopanificatori-Confesercenti, Mario Partigiani. Non ci stanno però i consumatori: Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori sostengono che il prezzo del pane è cresciuto del 17% (da 2,10 a 2,46 euro al chilo) nell`ultimo anno, mentre hanno segnato un aumento del 27% gli spaghetti (da 0,90 a 1,14 euro al chilo). [email protected] mercoledì 5 settembre 2007.
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