14 Settembre 2007

Prezzi, ad agosto pane più salato

Inflazione: per l`Istat aumento tendenziale dell`1,6%.
Prezzi, ad agosto pane più salato

L`inflazione ha registrato ad agosto un aumento dello 0,2% congiunturale, pari a un incremento tendenziale dell`1,6%.Lo ha fatto sapere l`Istat, che ha pubblicato i dati finali dei prezzi al consumo. In particolare, il prezzo del pane è aumentato del 4,2% negli ultimi 12 mesi, quello della pasta del 3%. La frutta è invece aumentata del 6,1%, e sono in lieve aumento anche i prezzi della carne, il cui ritmo di crescita su base annua è salito al 2,4% dal 2,3% di luglio.Gli aumenti più significativi su base mensile, ha fatto sapere l`istituto di statistica, sono stati registrati nel capitolo ricreazione, spettacoli e cultura (+0,7%), seguito da servizi ricettivi e di ristorazione (+0,4%) e da mobili, articoli e servizi per la casa (+0,3%). In lieve aumento anche prodotti alimentari e bevande analcoliche (+0,2%), servizi sanitari e spese per la salute (+0,2%), bevande alcoliche e tabacchi (+0,1%). Stabili abbigliamento e calzature, abitazione, acqua, elettricità e combustibili, comunicazioni e istruzione. Scendono dello 0,2%i trasporti. Su base annuale, gli incrementi più rilevanti sono stati quelli dei servizi ricettivi e di ristorazione (+3,2%), mobili, articoli e servizi per la casa (+2,7%), prodotti alimentari e bevande analcoliche (+2,4%). Aumentano anche bevande alcoliche e tabacchi (+2,3%) e istruzione (+2,1%). Crollano invece le comunicazioni (-8,4%) e calano lievemente servizi sanitari e spese per la salute (-0,1%). Da registrare il calo dell`abbigliamento, -2,9% e della spesa sanitaria, -1,7%. Intanto, secondo le associazioni di consumatori Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, lo sciopero della spesa e della pastasciutta indetto per ieri è stato un “successo“, mentre la Confcommercio critica tale forma di protesta affermando che “se al tema dei prezzi si sostituisse quello della mancata crescita del paese e dei redditi delle famiglie si eviterebbero dannose polemiche e si potrebbero, invece, condividere con i cittadini contribuenti iniziative per ridurre la pressione fiscale e rilanciare l`economia“. Dal canto loro i produttori di pasta non ci stanno a passare per capri espiatori. Secondo il presidente della sezione agroalimentare di Confindustria Bari, Gaetano Dentamaro, “lo sciopero della spesa colpisce l`obiettivo sbagliato, i produttori di pasta subiscono gli aumenti dei prezzi delle materie prime alla pari dei consumatori. Infine, la Confesercenti chiede al governo di ripristinare la trasparenza sui prezzi degli alimentari e auspica più concorrenza nel settore, dominato dalla gdo.

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