8 Gennaio 2014

«Pressione fiscale da record»

«Pressione fiscale da record»

ROMA La pressione del fisco va su e i consumi continuano a scendere. Così anche i saldi quest’ anno si annunciano un flop con i commercianti che non riusciranno neanche a recuperare il calo natalizio. Il quadro emerge dall’ ultima tornata di dati sulla crisi economica che arrivano da una delle organizzazioni dei negozianti e dai consumatori. Secondo Confcommercio infatti la pressione fiscale continua a crescere: è salita al 44,3% nel 2013, nuovo record assoluto nella storia del nostro Paese dopo quello già raggiunto nel corso del 2012, e c’ è la previsione di un livello stabile ben oltre il 44% anche nel 2014. E «purtroppo anche nel 2014 la riduzione della pressione fiscale è soltanto illusoria (le previsioni governative parlano di centesimi di punto percentuale) e il livello si manterrà sopra il 44,2%». Uno scenario quello descritto da Confcommercio «che, per riavviare il processo di crescita, richiede più coraggio e più incisività nei tagli alla spesa pubblica e, soprattutto, politiche fiscali dal lato dell’ offerta, a cominciare da una incisiva riduzione degli oneri fiscali che gravano sui fattori produttivi, primo fra tutti il lavoro». La riduzione del carico fiscale «deve, dunque, essere l’ obiettivo prioritario e irrinunciabile dell’ azione di governo nel prossimo futuro. Non spostare o rimodulare, ma ridurre, semplicemente ridurre in modo certo, progressivo e sostenibile la pressione fiscale è l’ esigenza fondamentale di lavoratori, imprese, pensionati. È il solo modo, questo, per rilanciare le forze produttive vitali, ben presenti nel nostro paese». Forze produttive che però in questo momento arrancano per la pesante contrazione dei consumi che sta colpendo anche le vendite scontate di stagione. Negli ultimi 5 anni – dice Adusbef – gli italiani hanno più che dimezzato il budget destinato ai saldi: dai saldi del 2009 agli attuali la cifra è passata dai 450 ai 200 euro. L’ andamento delle vendite nel periodo di saldi negli ultimi anni è stato disastroso – sostiene anche il Codacons – gli stessi commercianti al termine dei precedenti sconti invernali hanno denunciato fortissime riduzioni degli acquisti con punte del -30%.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this