12 Febbraio 2013

Politica, papaveri e Papi: il Festival al via

Politica, papaveri e Papi: il Festival al via

dall’ inviato Piero Degli Antoni SANREMO SOLTANTO il Papa poteva costringere il Festival a rientrare nelle sue giuste dimensioni. Anzi, avrebbe potuto, perché Sanremo esonda dalle dimensione musicale per occupare ogni rivolo della vita quotidiana. Alla prima conferenza stampa, ieri mattina, si è finito a parlare soprattutto di elezioni. L’ unico voto che qui sembra interessare non è il televoto (peraltro contestato dal Codacons) ma quello elettorale. «Non è il Festival che vuole entrare a piedi uniti nella politica, casomai il contrario», ha provato a schermirsi Fabio Fazio, una sorta di autodifesa nei confronti delle polemiche su Sanremo 2013, al via stsera su Raiuno. Bene o male, la metà delle domande hanno riguardato appunto le elezioni, e la coppia Fazio (poliziotto buono) e Littizzetto (quello cattivo) non ha risparmiato le battute. «Il Papa si è dimesso? Forse è la volta buona che lo sostituisce Berlusconi. Bisogna vedere se gli sta bene il bianco», motteggiava Luciana. Fazio rincara: «Spero che stavolta non daranno la colpa a noi». Fazio: «Sembra che questo sia un festival eterodiretto dalla Russia» (si riferiva alla notizia secondo cui Toto Cutugno sarebbe stato re-inserito in fretta e furia nel cast del festival per accontentare gli spettatori dell’ Europa dell’ Est). «Solo adesso abbiamo capito che il capo dell’ Armata rossa in realtà è Toto Cutugno. Verrà con una pattuglia e ci invaderà» (in effetti Cutugno canterà stasera accompagnato proprio dal coro dell’ Armata rossa). Ha scherzato anche Marco Presta (con Antonello Dose realizzerà un’ Anteprima del Festival ogni sera) : «Il Governo cade, il Papa si dimette, l’ unica istituzione che non vacilla è il festival. Peccato che non si capisca niente del regolamento: quest’ anno è stato adottato il Faziellum». NON MANCA neanche l’ argomento Grillo: che ne pensa Fazio? «Il Grillo del Festival di Sanremo non esiste più. È un ricordo meraviglioso a cui sono molto affezionato. Il Grillo di allora non ha eguali. Da guitto quale sono penso che quella cosa là sia un dono che appartiene a pochi, mentre la politica appartiene a molti». Ha scherzato persino il direttore di Raiuno, Giancarlo Leone: «Berlusconi ha detto che se Sanremo si trasformerà nel Festival dell’ Unità non pagherà il canone? Credo che mercoledì sarà tranquillizzato e il canone deciderà di pagarlo». Infine il Papa, la notizia del giorno da cui non si può prescindere. A occuparsene è stata ancora una volta la Littizzetto: «Perché l’ ha fatto? E’ anziano, andrà in pensione. Forse ci ha pensato la Fornero». Unico argomento su cui non si può scherzare è il matrimonio tra coppie gay: «Un tema doveroso da affrontare per un Paese moderno», ha enunciato serioso Fazio. Infatti stasera, proprio nella serata di apertura, verrà mostrata «una parte» del filmato messo in rete da due gay di Torino in procinto di sposarsi a New York e già cliccatissimo. Ci sarà anche il languido bacio finale? Qualcosa ci dice di no. Almeno per oggi la Chiesa lasciamola in pace. Nel frattempo stasera toccherà sicuramente a Crozza smuovere le acque (genere Titanic) con il suo monologo in cui sicuramente non mancheranno imitazioni bipartisan e un accenno papale. MENTRE – e siamo ancora, di nuovo, sempre alla politica – Silvio Berlusconi intervistato da ?Un giorno di pecora? ha detto che, se Fazio lo invitasse, potrebbe andarci e cantare una sua canzone (con Apicella? mah). Coda polemica: «Avete visto quanto danno a Fazio? Seicentomila euro! Buttali via…». Ha ragione: equivalgono a sei giorni di vitalizio per Veronica. Più o meno lei e Fazio guadagnano lo stesso…

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