6 Gennaio 2002

Pochi acquisti, ma l?euro vince la sfida dello shopping

Pochi acquisti, ma l?euro vince la sfida dello shopping
Le nuove banconote si diffondono nei negozi, mancano i tagli da 5 e 10. E? già polemica sui saldi occulti

ROMA – Una «normale» giornata di shopping, e non il test cruciale previsto da Bruxelles. Meno disagi, più transazioni con la nuova moneta, ma pochi acquisti. Il primo sabato con l?euro in tasca ha portato una Befana magra: tanta gente sulle vie dello shopping e nei centri commerciali e, allo stesso tempo, molta cautela nel comprare. Dal primo gennaio il ristagno delle spese si è sentito, ammette la Confcommercio, che ha chiesto una riunione del Comitato euro. Domani tante banche saranno chiuse per sciopero, e i commercianti lanciano l?allarme resti. «Potrebbero esserci serie difficoltà con i tagli da 5 e 10 euro», temono Confcommercio e Confesercenti.

IL BILANCIO – Come da tradizione, la vigilia dell?Epifania ha favorito il settore alimentare e i giocattoli. Meno bene abbigliamento e profumeria: alcuni grandi magazzini denunciano una contrazione del 10 per cento. Eppure, anche l?Italia sta per varcare la «soglia psicologica» di un acquisto su due in euro. Piccole spese però, perché l?incertezza su prezzi e resti assilla ancora tanti cittadini. C?è chi non è riuscito a rifornirsi di contanti, e chi aspetta i saldi. Quelli «ufficiali», perché in barba agli ispettori annonari la febbre da euro ha dato il via a liquidazioni di ogni genere. In tanti negozi della capitale, sconti occulti o non autorizzati fino al 70 per cento. Il Codacons chiede «saldi liberi». E il presidente della Confcommercio, Sergio Billè, invoca una «corsia preferenziale» per rifornire di valuta i commercianti.

SALDI AL VIA – Saranno Venezia, Trieste e Potenza a testare da domani gli «eurosconti». Un rebus con quattro prezzi sul cartellino: pieno e ridotto, in euro e in lire. Contro l?«anarchia» commerciale, Adusbef, Adoc, Federconsumatori e Codacons annunciano le prime tre «cause pilota». E chiedono un bonus fiscale di 100 mila lire a famiglia per risarcire i cittadini tartassati. Domani le associazioni di tutela denunceranno un lungo elenco di aumenti e premieranno con l?Europinocchio d?oro chi meglio ha gabbato i consumatori. «Complici», dicono, il governo e l?Ue, che non avrebbero previsto «alcun tipo di protezione». Per Adiconsum, l?aumento delle tariffe costerà 250 euro a famiglia.

DISAGI – Il caos non è finito. Gli uffici postali delle grandi città, dove ieri c?erano ancora lunghe code, si preparano all?assedio di domani. Sul tavolo del prefetto di Cagliari si accumulano le denunce di aumenti. A Napoli sono stati presi d?assalto i bancomat. Molti clienti ma pochi acquisti nel grande centro commerciale i Gigli di Firenze: «Usano le lire, rifiutano gli euro, creano la fila ma spendono poco», dice la direzione. Milano sembra aver fretta di tornare alla normalità. Sulle strade della moda molte vetrine sfoggiano solo cartellini in euro. E i milanesi con la divisa europea nel portafoglio sono la maggioranza. «Non cambiate grossi tagli nei negozi», è il consiglio della Commissione europea. Più pigro il changeover a Roma, dove tanti negozi espongono i prezzi solo in lire. I cambiavalute registrano calma piatta. Chi compra lo fa in lire o con la carta di credito. «Non c?è disponibilità di moneta», denuncia il presidente della Confesercenti capitolina, Antonio Nori. Per Roma e Milano il vero test sarà sabato prossimo, con l?inizio dei saldi. A Gualdo Tadino, intanto, è spuntato un falso da 100 euro, per fortuna di pessima fattura.

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