18 Novembre 2008

Pizzeria rischia la chiusura per colpa della burocrazia telefonica

CASALGUIDI. Rischia di dover chiudere l’attività per colpa della burocrazia telefonica. Una vicenda che ha del paradossale, quella di Ciro Iannotta e dell’ Art Caffè, un bar pizzeria di Casalguidi. «Dall’agosto scorso siamo senza telefono – racconta – e dobbiamo arrangiarci col cellulare. Una situazione molto pesante, visto che facciamo pizzeria da asporto e pronto pizza a domiciclio: i clienti ci contattano prevalentemente per telefono e li stiamo perdendo tutti. Non possiamo ricevere le commesse». Tutto è iniziato quando i titolari della pizzeria hanno deciso di cambiare gestore, passando da Telecom a Vodafone. «La compagnia ci aveva offerto un pacchetto con la Vodafone station, che ci consentiva di avere due numeri fissi più i cellulari. Un’offerta molto vantaggiosa che, bolletta alla mano, ci consentirebbe un risparmio di 70-80 euro al mese. Da agosto Vodafone non è ancora riuscita a riattivare il nostro vecchio numero, quello col quale ci conoscono i clienti. Dopo tanta attesa, avevamo deciso di tornare a Telecom e tenerci quello che avevamo, ma occorreva un codice di migrazione. Vodafone lo ha fornito, ma era sbagliato.  Ci siamo rivolti a Codacons, poi a un avvocato. Hanno scritto alla compagnia telefonica, sollecitando la risoluzione del problema. Ma prima di intentare una causa vera e propria, ci hanno detto che occorre la conciliazione presso la Camera di commercio. Siamo a fine novembre e ancora non se ne viene a capo». E intanto? Intanto la pizzeria non lavora più e deve pagare anche due dipendenti. «La pizza non la facciamo più, come si fa a lavorare col cellulare? – conclude Iannotta sconsolato – Vodafone ci sta facendo chiudere e nel frattempo sempre più clienti si stanno rivolgendo a un’altra pizzeria, che ha aperto a un chilometro da qui».

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