13 Maggio 2010

Pil, l’ Italia risale grazie ad export e investimenti

ROMA L’ Italia vede la luce in fondo al tunnel della crisi e mette a segno una crescita dello 0,5% nel primo trimestre rispetto agli ultimi tre mesi 2009 e un +0,6% sullo stesso trimestre dell’ anno scorso. Non solo: la crescita italiana, rispetto alla fine dell’ anno scorso, è la più forte registrata ad oggi tra i big dell’ Unione Europea che, in media, hanno messo a segno un +0,2%. Dato chiaramente condizionato, ad esempio, dalla «decrescita» che prosegue per l’ economia greca (-0,8% nel primo trimestre), ma che vede comunque paesi come Francia e Germania segnare rispettivamente +0,1% e +0,2%. E tra le buone notizie diffuse ieri dall’ Istat anche la revisione al rialzo del dato dell’ ultimo trimestre 2009 che passa da un iniziale -0,3% a -0,1%. IL GOVERNO. Soddisfatto il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi: «La crescita c’ è, dobbiamo incoraggiarla e fare in modo che si accompagni con l’ occupazione», ha detto assicurando che nel 2010 «non ci sarà una manovra correttiva». Il dato sul Pil «ha segno positivo e questo è importante», dice il viceministro allo Sviluppo Adolfo Urso, «ma la crescita è ancora toppo debole per farci recuperare quanto è stato perso nei due anni precedenti». Perdita che il centro studi di Confcommercio valuta in un -6,3 punti percentuali, parlando di ripresa debole. GLI INDUSTRIALI. L’ economia accelera grazie all’ export e agli investimenti. Confindustria appare ottimista e ipotizza che anche il secondo trimestre andrà bene. «E’ un po’ superiore rispetto alle aspettative», afferma il presidente degli Industriali, Emma Marcegaglia, «e rende la possibilità di crescere oltre l’ 1% nel 2010 abbastanza probabile. Certo», aggiunge, «dobbiamo recuperare un – 6,3% di Pil accumulato tra 2008 e 2009 e quindi è ancora lunga la strada». «La manovra va fatta tutta sulla spesa improduttiva» ha aggiunto , «lavorando su sprechi e lavoro pubblico». Mentre la Cia sottolinea come l’ agricoltura, pur in ripresa, presenti «imprese in affanno», i consumatori (Adusbef e Federconsumatori) rilanciano la richiesta di spingere di più sui consumi interni. Secondo il Codacons invece ci vorranno 12 anni per tornare a livelli pre-crisi. DATI INCORAGGIANTI. Per l’ Italia dunque non c’ è ancora una crescita «vigorosa», ma ci si avvicina a paesi come gli Usa (+0,8% nel primo trimestre) ed oltretutto si può già contare su una crescita acquisita (cioè la crescita che si avrebbe anche se le variazioni dei prossimi trimestri fossero nulle) dello 0,6%. Non troppo distante quindi rispetto al +0,8% indicato dal Fmi o dal più ottimistico +1% scritto dal Tesoro nella Relazione unificata sull’ economia e la finanza (Ruef). Più timido degli altri paesi europei il dato italiano sulla crescita annuale: il più 0,6% dello Stivale è meno pronunciato infatti del dato tedesco (+1,6%) e di quello francese (+1,2%). Ma è migliore rispetto alle stime degli analisti che davano per scontato un +0,4% sull’ ultimo trimestre 2009 e un +0,1% sull’ anno. Il dato odierno è comunque ancora suscettibile di modifiche ma è comunque già corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato. L’ aumento congiunturale del Pil – spiega l’ Istat – è il risultato di un aumento del valore aggiunto dell’ agricoltura, dell’ industria e dei servizi.
 

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