18 Agosto 2009

Pil e consumi a picco

Boom dei telefonini «La ripresa ci sarà nel 2010»

Il Pil crolla assieme ai consumi, in un Paese dove libri e giornali si vendono sempre meno, e in cui i telefonini sono il bene più desiderato. Una vera e propria ossessione per gli italiani, stando al rapporto dell’Ufficio Studi della Confcommercio sul terziario nel 2009, che delinea un quadro a tinte fosche dell’economia tricolore. Almeno per quest’anno, perché per il 2010 i tecnici dell’associazione prevedono una lieve ripresa, che si consoliderà nel 2011. Nell’attesa, la recessione continuerà a colpire: e duro. I numeri parlano chiaro: per il 2009, la Confcommercio prevede un calo del 4,8% del Pil, mentre i consumi diminuiranno dell’1,9%. «La crisi è stata più profonda e di maggiore durata di quanto ci si aspettava», sottolinea il rapporto. Crisi che ha già lasciato pesanti segni nel 2008. Stando alla relazione, che analizza i consumi delle famiglie tra il 2002 e il 2008. l’anno scorso la domanda interna è diminuita dell’1%. Un calo importante, che si è avvertito soprattutto nel settore dei motori, con un preoccupante -15,1% dei consumi per auto e moto. Sensibile anche il calo per i servizi di trasporto (- 7,4%) e gli elettrodomestici (-7,1%). Impennata invece delle vendite di telefonini, cresciute del 15,4%. Un dato in linea con quelli dei sette anni precedenti, che parlano di una mania degli italiani per i cellulari. Tra il 2002 e il 2008, la spesa per telefonini è aumentata del 189%, facendo dell’Italia il secondo Paese al mondo per numero di telefonini, superato solo dalla Finlandia. La recessione insomma può anche alleggerire le tasche, ma gli italiani non possono proprio fare a meno di un nuovo modello di telefonino, o a tenerne più d’uno. Un fenomeno alimentato anche dalla sempre più diffusa rinuncia ai telefoni fissi, meno economici dei portatili. La passione per la tecnologia si rispecchia anche nella crescita dei consumi per televisioni e stereo, cresciuti del 50% in sette anni. Nella dieta delle famiglie, cresce invece il peso della carne, con un netto +7,2%, mentre cala il consumo di pesce (-4,8%). L’Italia dei telefonini spende sempre di meno per libri e giornali. I consumi per i testi sono scesi del 9,4%, mentre la spesa per i giornali è calata dell’11,3%. Un crollo su cui ha pesato la diffusione dei siti Internet, fonte gratuita di notizie. Infine, la casa. Le spese per l’abitazione "succhiano" quasi il 30% del bilancio familiare. Alleggerito soprattutto dagli affitti, tra i più alti in Europa, e dalle spese per mutui e coperture assicurative. Nella valanga dei numeri, emerge con chiarezza quella che la Confcommercio definisce «la modesta crescita economica del Paese» negli ultimi anni. Che, almeno nel 2009, lascerà spazio a una caduta verticale del Pil. Per il futuro però si intravedono timidi raggi di sole. Secondo Confcommercio, il prossimo anno il Pil tornerà a crescere, seppure con un lieve +0,6%, che nel 2011 si tradurrà in un +0,8%. La fase più dura della crisi, insomma, dovrebbe essere alle spalle. E nei prossimi mesi i consumi interni, volano fondamentale per l’economia, dovrebbero riprendere quota. Le associazioni dei consumatori però sono sul piede di guerra. E alzano la voce. «Per rilanciare i consumi bisogna intervenire detassando i redditi fissi, perché diversamente non si va da nessuna parte» sostengono Federconsumatori e Adusbef che chiedono anche un«taglio immediato dei prezzi» del 20%. Indispensabile, secondo le due associazioni, molto più pessimiste di Confcommercio: «Per il 2009 stimiamo una caduta dei consumi del 2,5-3%, pari a un calo del giro d’affari di oltre 15 miliardi di euro, perché molti italiani nei prossimi mesi perderanno il lavoro».  Il Codacons invece sottolinea: «Il boom dei telefonini non è un sintomo di ricchezza, ma di povertà. Oggi sono sempre di più gli italiani che, per risparmiare sul canone Telecom, rinunciano al telefono fisso e tengono solo il cellulare. Ormai un telefonino si trova a meno di 30 euro, meno di 2 mensilità del canone Telecom». Dall’opposizione, strali contro il governo. Felice Belisario, capogruppo dell’Italia dei Valori in Senato, sibila: « L’Italia è ancora nella fase più profonda della crisi, perché il governo non ha saputo e voluto affrontarla. Le manovre anti-crisi di Berlusconi e Tremonti si stanno rivelando un bluff».

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