21 Febbraio 2010

“Più ti fischiano più vinci”

Anniversari o no, questa finale della sessantesima edizione di Sanremo resterà nella storia. Vuoi per i fischi e le proteste del pubblico, vuoi per l’ Orchestra che straccia gli spartiti sdegnata dal risultato del televoto, vuoi per l’ effetto sorpresa che ha piazzato ai primi due posti proprio due canzoni eliminate e ripescate. Ma a suscitare polemiche non è tanto la vittoria del giovane Scanu – seppure un po’ inquietante visto che l’ anno scorso toccò a un altro Amico, Marco Carta – che condivide col terzo classificato (e non contestato) Marco Mengoni il riflesso della celebrità catodica. A bocce ferme l’ indignazione popolare è quasi tutta per il trio Pupo – Emanuele Filiberto – Luca Canonici (quest’ ultimo, in realtà, sempre con l’ aria di essere passato di lì per caso). Ma Ghinazzi, che con la sua carriera forse avrebbe potuto ambire a un podio da solista e scevro di polemiche, non ci sta e subito dopo la vittoria dichiara "Ho pagato il pubblico per farmi fischiare! Berlusconi insegna, più ti fischiano più vinci" . Gli fa eco Emanuele Filiberto: "I fischi sono gratis e sono pochi. Gli sms tanti e costano 1 euro. Con questo ho capito che l’ Italia mi ha adottato ". Già, gli sms. Sulla correttezza della conta del voto popolare (del "pubblico sovrano", come dice la Clerici) sono state sollevate delle perplessità. "Abbiamo mandato una richiesta alla Guardia di Finanza di Sanremo e all’ Agcom di sospendere i risultati e sequestrare i tabulati del televoto – ha dichiarato il Presidente del Codacons Carlo Rienzi – Vogliamo verificare la provenienza dei televoti. In passato molti partecipanti ai reality per esempio, hanno confessato che ci sono agenzie a pagamento che assicurano voti. Allora, nel caso di Sanremo, se fosse vero, a vincere non sarebbe stata la canzone migliore ma chi ha più soldi da spendere. Una vera e propria truffa insomma ". Non solo. Come riporta l’ Unità, "il televoto è gestito da un’ azienda del gruppo che realizza X Factor, dalle cui officine escono sia Mengoni che il vincitore dei giovani, Tony Maiello ". Anche in questo caso la Rai si appella e giura sulla totale trasparenza . "Le operazioni di voto sono seguite da un notaio e a nessuno, oltre agli operatori, è consentito l’ ingresso nella zona dove viene fatto il televoto", ha precisato il capostruttura di Raiuno per il Festival di Sanremo Antonio Azzalini. "Tra una settimana abbiamo degli impegni – dice intanto Pupo – poi sarà Luca Canonici ( lo stesso che come unico commento alla vittoria ha dichiarato "Evviva l’ opera", ndr ) a portare questa canzone in giro del mondo . Ho detto non la canterò più, siamo venuti qua quasi per gioco. La canteremo meno, tutto qui". "Ma come? – si sono chiesti in tanti – Ghinazzi tira il sasso e poi nasconde la mano?". Offeso dalla protesta dell’ Orchestra? " Secondo me era una gag preparata ", taglia corto. Difficile che sia così, vista la reazione dei vertici Rai sinceramente spiazzati e infaastiditi dalla reazione dei maestri. Il comportamento degli orchestrali? " È inaccettabile, mi sarei aspettato una reazione da professionisti , non da avventori di un’ osteria. Non sono previste sanzioni – ha detto il capostruttura Azzalini – ma questo comportamento è intollerabile. Hanno confuso il Festival con l’ avanspettacolo". A chi ha seguito la finale e la spettacolare protesta resta la curiosità di sapere la votazione dei musicisti: il direttore, Marco Sabiu, in pieno caos aveva chiesto che venisse reso noto, ma il direttore artistico del Festival, Gianmarco Mazzi, aveva detto di no. Ma anche il giorno dopo emergono soltanto indiscrezioni , come quella secondo la quale che l’ Orchestra avrebbe assegnato ai personaggi tv il voto più basso disponibile , uno, nella speranza di controbilanciare gli effetti del televoto. Speranza infranta. D’ altra parte è sempre la solita storia: tutti storcono il naso, ma qualcuno l’ avrà pur votata "Italia amore mio"! "È una vergogna – sbotta Nino D’ Angelo che aveva definito la canzone ‘ na chiavica -. Solo in un Paese dei balocchi come l’ Italia puo’ succedere una cosa del genere. Non mi fa nemmeno rabbia, ma proprio schifo". In tutto questo tira e molla tra vincitori e vinti l’ unica a potersi davvero svegliare col sorriso di fronte a un successo indiscutibile e indiscusso è la Clerici. Anche nella confusione più totale Antonellina non ha perso il controllo della situazione – a dire il vero a un certo punto sembrava quasi che ci stesse prendendo gusto… – e con il suo 53.21% di share ha portato a casa un grosso risultato : solo un punto in meno del Festival di Bonolis (per la cronaca, guadagnando la metà).

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