Petrolio sotto i 55 dollari, benzina meno cara
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fonte:
- Il Mattino
Petrolio ai minimi, le compagnie ribassano i prezzi della benzina. Per il terzo giorno consecutivo, le quotazioni del greggio sono scese ai livelli più bassi dal giugno 2005, condizionate dalle temperature miti che stanno caratterizzando l`inverno e dalle stime di un calo della domanda. In discesa anche l`euro, che ha toccato quota 1,299 dollari, mai così giù nelle ultime sei settimane. In Europa, il Brent, il petrolio di riferimento è sceso sotto i 55 dollari al barile, così come negli Stati Uniti, dove l`oro nero è calato fino a toccare quota 54,90 dollari al barile, in flessione anche sulla scia del rialzo delle scorte, cresciute una settimana fa del 2,79%. Negli ultimi tre giorni, le quotazioni del greggio hanno perso 6 dollari, il calo maggiore dal dicembre 2004. Ancora più grave la contrazione dei prezzi del petrolio, ai minimi nelle ultime sei settimane, quasi il 30% in meno rispetto al record di 78,40 dollari al barile registrato lo scorso 14 luglio. “È colpa delle temperature troppo miti nel Nordest degli Stati Uniti e di altri fattori tecnici, come l`aggiornamento dei future“, spiegano gli analisti. Il clima temperato, infatti, riduce la domanda di prodotti distillati in un periodo dell`anno nel quale, invece, dovrebbero essere registrati dei picchi. In questo senso, gli esperti hanno calcolato che negli Usa la domanda di gasolio da riscaldamento, nel mese di gennaio, sarà inferiore del 40% alla media degli scorsi anni. Preoccupato, il portavoce del governo del Qatar, Abdullah bin Hamad al-Attiyah, non esclude un anticipo del vertice dei paesi produttori, già fissato per il 15 marzo, con l`obiettivo di tagliare la produzione. In Italia, intanto, la caduta libera delle quotazioni del greggio fa capolino ai distributori di benzina. La compagnia petrolifera Erg, in coincidenza con il controesodo dell`Epifania, ha limato i prezzi alla pompa, tagliando il costo della benzina verde di 0,006 euro al litro (da 1,232 a 1,226) e quello del gasolio di 0,007 euro al litro (da 1,131 a 1,124). Insoddisfatte, le associazioni dei consumatori attaccano: “Con il petrolio sotto i 55 dollari al barile e con l`euro rivalutato sul dollaro – sbotta la Federconsumatori – il prezzo della benzina dovrebbe calare fino a 1,15 euro al litro. Al contrario, registriamo un vergognoso prezzo al distributore di 1,23 euro al litro“. “Nel prossimo decreto sulle liberalizzazioni – aggiunge l`Adiconsum – il governo preveda un sistema di aggiornamento dei costi dei carburanti. Mentre gli introiti delle compagnie aumentano, gli automobilisti pagano prezzi più alti del dovuto“. “Tra i venticinque stati della Ue – continua il Codacons – l`Italia è tra i sei paesi più cari. Ci chiediamo quale sia la reale concorrenza tra le compagnie petrolifere, visto che le differenze tra i prezzi consigliati alla pompa non superano gli 0,003 euro“. Di altro avviso la Figisc Confcommercio, che replica: “Non può esserci rispondenza aritmetica tra le quotazioni internazionali e il prezzo finale, perché quest`ultimo corrisponde solo al 30% del costo al distributore. Il resto è costituito dalle imposte e dai costi di sistema e di ricarico“.
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