13 Luglio 2019

Per le bollette a 28 giorni operatori ancora sconfitti “Rimborsi ai consumatori”

il consiglio di stato ha bocciato il ricorso presentato da fastweb wind 3 e vodafone
ROMA – Gli utenti di telefonia fissa potranno ottenere i rimborsi per i giorni sottratti nel periodo in cui le tariffe sono state conteggiate a 28 giorni. La parola fine alla contenzioso è stata messa dal Consiglio di Stato, con tre sentenze pubblicate ieri: respinge, dopo due anni di battaglie, i ricorsi di Vodafone, Wind 3 e Fastweb che si opponevano alla delibera Agcom sui rimborsi. «La sentenza su ricorso Tim arriverà in seguito, ma dovrebbe essere uguale a quelle, tutte identiche, relativi ai tre operatori: finora le decisioni della giustizia amministrativa in merito sono andate di pari passo allo stesso modo», spiega Paolo Fiorio, avvocato di Movimento Consumatori. Sono circa 10 milioni gli utenti di telefonia fissa coinvolti, a cui ora il Consiglio di Stato conferma il diritto – stabilito a suo tempo da Agcom – ad avere indietro i giorni sottratti nel periodo in cui gli addebiti degli operatori: 28 giorni invece che ogni fine mese, da calcolare a partire dal 27 giugno 2017 (e fino al momento in cui sono tornate le tariffe mensili, ossia aprile 2018). Facendo la differenza fra 30 o 31 (a seconda del mese) e 28, si può arrivare quindi fino a poco più di 20 giorni gratis in bolletta, in base a quando l’ utente si è abbonato al proprio operatore. In alternativa, gli utenti possono accettare le misure compensative proposte dagli operatori (omaggi e bonus vari), che secondo SosTariffe. it in certi casi possono essere più interessanti per gli utenti rispetto ai “giorni gratis” (mentre Codacons è di avviso contrario). A quanto risulta gli operatori tendono a interpretare questo meccanismo come non automatico. Ossia gli utenti dovrebbero dichiarare di volere i giorni o le misure compensative e chi non lo fa perde tutto. Ma su questa interpretazione della delibera forse ci sarà battaglia: «La delibera non parla della necessità di richiedere i rimborsi», dice Fiorio. È ancora da stabilire, inoltre, rimborsare gli utenti che nel frattempo hanno lasciato il proprio operatore: Agcom, nella delibera, aveva rimandato la questione a dopo la sentenza del Consiglio di Stato. Ma a rigor di logica l’ unico modo possibile sarebbe con un pagamento in denaro. È un brutto colpo per gli operatori: i rimborsi valgono centinaia di milioni. Proprio in una fase di estrema debolezza di un settore. Negli ultimi dieci anni, i prezzi della telefonia sono calati del 22 per cento e i ricavi degli operatori sono scesi (di conseguenza) di 11 miliardi (27 per cento). Il tutto mentre sono richiesti ingenti investimenti per l’ asta frequenze 5G e le nuove reti banda ultra larga fissa e mobile, necessarie per dare all’ Italia un futuro tra le economie sviluppate. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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