13 Luglio 2019

Per le bollette a 28 giorni arriva l’ ora del rimborso

Milano Per le bollette a 28 giorni il Consiglio di Stato condanna gli operatori della telefonia a risarcire i clienti. La sentenza definitiva è stata depositata ieri mattina e mette la parola fine ad una vicenda che va avanti da due anni. È stato respinto il ricorso presentato da Vodafone, Wind3 e Fastweb (analoghi ricorsi erano stati presentati da Tim e Sky e non c’ è ragione di credere che l’ epilogo sia differente): dovranno rimborsare i giorni erosi con l’ introduzione delle contestate tariffe a 28 giorni agli utenti che non accettano misure compensative. Coinvolti circa dieci milioni di utenti di telefonia fissa e mobile. Le motivazioni della sentenza saranno rese note nei prossimi giorni, ma è assodato che il giudice ha respinto la richiesta degli operatori di abolire i rimborsi stabiliti da Agcom chiudendo una volta per tutte la questione. La vicenda è iniziata nel 2017 quando alcuni operatori hanno deciso in maniera unilaterale di convertire la bolletta mensile in una da pagare ogni 28 giorni. Con il risultato che i clienti pagavano con ogni fattura due o tre giorni in più rispetto alla durata effettiva del mese. L’ Agcom aveva imposto il ritorno al sistema mensile e una multa, ma il ricorso dei diretti interessati aveva bloccato l’ iter. Adesso i tre operatori dovranno restituire i giorni ‘sottratti’: in certi casi, a seconda di quan- do si è abbonato l’ utente, si può arrivare ad un mese di canone gratuito. È sempre data la possibilità di convincere gli utenti ad accettare le misure compensative (bonus, regali, GB in omaggio), ma se questi non le accettano avranno diritto ai giorni gratis. In pratica la data di addebito del canone verrà spostato in avanti di una quantità di giorni equivalente a quelli sottratti: si tratta di 2-3 giorni da recuperare per ogni “mensilità” arretrata. Si tratta di un brutto colpo per gli operatori: i rimborsi valgono centinaia di milioni di euro in meno nelle loro tasche. Per quanto riguarda le multe ai tre operatori, si conferma la cifra di 580mila a testa. Con il respingimento dell’ appello in via incidentale i giudici hanno rigettato anche la richiesta dell’ Agcom di confermare l’ iniziale entità delle sanzioni pari a 1.160.000 euro, dimezzate dal Tar del Lazio. Soddisfatte le organizzazioni dei consumatori. «Si apre definitivamente la strada ai rimborsi diretti in favore degli utenti che, attraverso il meccanismo della compensazione dei giorni erosi con le fatturazioni future, dovrebbero ricevere un indennizzo quantificabile tra i 30 e i 50 euro» afferma il presidente del Codacons Carlo Rienzi. «Le compagnie telefoniche stanno giocando d’ anticipo offrendo ai propri clienti indennizzi sottoforma di minuti e traffico internet gratis, ma i consumatori devono prestare massima attenzione». Finalmente si chiude una brutta e vergognosa vicenda e «viene riconosciuto il sacrosanto diritto dei consumatori di riavere quello che le compagnie telefoniche hanno indebitamente percepito violando le delibere dell’ Authority» aggiunge Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori. Federconsumatori infine sottolinea come sin dall’ inizio di quella che è diventata una vera e propria «odissea » per gli utenti coinvolti le associazioni si siano battute sulla «necessità di non subordinare le compensazioni all’ inoltro di richieste, moduli o ad altre procedure ed ora anche il Consiglio di Stato si è pronunciato in questa direzione, ribadendo che i rimborsi debbano appunto essere automatici ». RIPRODUZIONE RISERVATA TELEFONIA Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di Vodafone, Wind3 e Fastweb: dovranno risarcire 10 milioni di clienti con giorni gratis e pagare una multa di 580mila euro Ancora aperti i casi che riguardano Tim e Sky.
cinzia arena

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this