Per fare benzina ora si aspetta lo stipendio
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fonte:
- Il Gazzettino
A Rovigo col “caro benzina“ ormai si fa il pieno solo dopo il giorno di paga. Un anno e mezzo fa, il 27 settembre 2004, quando il greggio toccò al New York Mercantile exchange i 50 dollari e 77 centesimi al barile (e due giorni dopo la benzina verde arrivò a costare 1,177 euro) si parlava già di record storico. Adesso, dopo il nuovo balzo del prezzo del petrolio (il 20 aprile fino a 75,21 dollari), la musica non è cambiata. E il ritornello è rimasto lo stesso: così i consumatori si adattano mettendo in media, nel serbatoio, al massimo 15 euro di carburante.“C`è sempre meno gente che chiede il pieno – raccontano i benzinai della città – e poi dipende se è la prima o l`ultima settimana del mese“. “Ecco come mi ha ridotto Bertinotti“, si lamenta un cliente (già allineato al risultato delle ultime elezioni) mentre conta i soldi nel portafoglio prima di decidere se fare 10, 15 o 20 euro di benzina. Insomma, più in là dei 20 euro non si va a Rovigo. A meno che non sia arrivata la busta paga. A fare i conti col “caro benzina“ sono anche i ragazzini che girano in scooter, che di solito viaggiano a 3 o 5 euro per rifornimento. Esaminando i prezzi, si scopre che dal settembre 2004 un barile di petrolio è più caro del 48 per cento (solo nell`ultima settimana più 5), mentre il prezzo della benzina verde è aumentato parallelamente, in media, del 13 per cento. Dov`è la differenza? In parte nel prezzo degli altri carburanti, visto che il margine tra prezzo della benzina verde e del gasolio si sta riducendo sempre di più. E così cambiano anche i consumi al distributore, con sempre meno preferenze per il gasolio e sempre più auto che ricorrono all`impianto a metano. Se nel settembre 2004 il gasolio era a sconto sulla benzina verde del 17,76 per cento (secondo la media dei prezzi rilevati nei distributori inseriti in tabella), adesso la convenienza s`è ridotta al 10,68.Con i prezzi dei carburanti alle stelle, allora, le associazioni del commercio e dei consumatori denunciano da una parte l`impoverimento di imprese e famiglie (il “caro benzina“, secondo i dati della Confcommercio, costerà 230 euro in più sui bilanci familiari) e dall`altra l`arricchimento dello Stato. Il Codacons lo dimostra con le cifre dei tre decreti legge “concernenti disposizioni in materia di accise sui prodotti petroliferi“ che dal 1. ottobre 2001 (quando le imposte pesavano 0,542 euro per litro di benzina e 0,403 euro per litro di gasolio), hanno fatto raggiungere alle accise nuovi record. Da sommare all`introito realizzato dalle casse statali con l`Iva al 20 per cento. L`ultimo decreto in ordine di tempo che è intervenuto in materia, attraverso “Disposizioni urgenti per la tutela ambientale, per la viabilità e la sicurezza pubblica“ è del 21 febbraio 2005 e ha fissato l`imposta sulla benzina a 0,564 euro per litro, e quella sul gasolio a 0,413 euro al litro (l`incremento d`imposta sul gasolio non si applica al settore dell`autotrasporto).Non c`è stupirsi, quindi, se i gestori delle pompe di benzina arrivano a dire che “ormai ci sentiamo più esattori delle tasse che benzinai“.
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