14 Aprile 2006

Pasqua, 50mila al ristorante ma costa di più

Pasqua, 50mila al ristorante ma costa di più


Prove di vacanza tra gite e rincari: da marzo mangiare fuori è più caro




PERUGIA – Timidi segnali di ripresa nella Pasqua del fai-da-te e delle piccole vacanze. Le uscite fuori porta rilanciano gli affari in ristoranti e agriturismo ma sul pranzo delle feste pende l?incognita rincari (dato Istat) con il settore che parla di listini fermi da mesi. Sul versante prenotazioni, è invece il clima a condizionare l?arrivo di turisti nella regione: si aspettano americani e tedeschi ma per ora le prenotazioni – non da ?tutto esaurito? – parlano italiano.
Le vacanze ed i ponti rilanciano le uscite degli umbri: secondo un?indagine di Confesercenti Umbria, si stima che solo tra Pasqua e Pasquetta in 50 mila pranzeranno fuori. «L?indagine del nostro Centro studi – spiega il segretario regionale di Confesercenti, Francesco Filippetti – rileva qualche timido segnale di ripresa. Molto dipenderà anche dalle condizioni climatiche, per questo molti operatori (specie gli agriturismo) sperano in prenotazioni ed arrivi dell?ultimo minuto, difficili in caso di brutto tempo». Nell?ultimo mese di rilevazione, però, proprio il settore ?servizi ricettivi e ristorazione? si è dimostrato il più agitato sul versante inflazione con l?ufficio statistico del comune di Perugia che, ad esempio, segnala nel complesso un aumento dello 0,7% mensile che, senza inversioni di tendenza, da qui a un anno genererebbe un aumento di circa l?8,7%. Tra le voci in salita, pasto al ristorante, camera d?albergo, gelato confezionato e camping. Ma tali rincari non sono riconosciuti da Confesercenti: «I prezzi dei ristoranti sono già cresciuti negli anni scorsi – aggiunge Filippetti – ed ora il settore vive una pausa di riflessione che durerà nel tempo». Tra manicaretti, abbigliamento, regali (specie uova al cioccolato) e uscite varie (dalla discoteca al cinema) l?organizzazione stima una spesa complessiva di 25 milioni di euro. Elaborando le cifre Telefonoblu, sarebbero invece circa 290 mila le tavole imbandite (corrispondenti ad altrettante famiglie) nelle case della regione con il Codacons che per i manicaretti pasquali ha calcolato una spesa aggiuntiva di 10-12 euro a famiglia rispetto al 2005. Anche sui prodotti tipici, però, i commercianti parlano di «prezzi fermi o in calo, compresi insaccati e agnello».
Prove di vacanze. Una parte di umbri, specie le giovani coppie, se ne andrà all?estero ma, per la Fiavet, per non più di una settimana. «Destinazioni preferite – spiegano da Confcommercio – le capitali europee o le acque calde del Mediterranero». Passando al turismo incoming , il settore aspettava tedeschi ed americani ma per il momento dovrà ?accontentarsi? degli italiani. E? quanto emerge dall?indagine Federalberghi svolta in 34 strutture della regione che parla di «prenotazioni buone, in linea con il 2005, ma alberghi non pieni» che sperano negli arrivi in zona Cesarini. «I turisti sono prevalentemente nazionali e in media rimangono due giorni- osserva Vincenzo Bianconi, presidente provinciale Federalberghi Perugia – con il ponte di Pasqua che si annuncia meno promettente rispetto a 25 aprile e primo maggio».

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