Partono i saldi, per salvare la stagione
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fonte:
- Il Cittadino
ROMA Un giro d’ affari da 6,1 miliardi di euro, pari al 21% del fatturato totale del settore.
Che per le tasche degli italiani vuol dire circa 400 euro di spesa a famiglia, 174 euro a persona.
E’ quanto si attende dai saldi invernali Confcommercio, che punta sulle tradizionali svendite di fine stagione per ridare fiato al settore dell’ abbigliamento: «Speriamo in una stagione del saldi moderatamente positiva», spiega Renato Borghi, presidente di Federmoda/Confcommercio.
Ma le associazioni dei consumatori smorzano subito gli entusiasmi: solo il 50% delle famiglie farà acquisti, non si supereranno i 130 euro di spesa a testa.
Intanto tutto è pronto nei negozi per il via ufficiale alle svendite: si parte il 2 gennaio a Roma, Napoli, Bologna, Milano e Palermo.
A seguire Trieste (3 gennaio), Torino (5 gennaio), e via via tutti gli altri, fino ad Aosta.I negozianti continuano comunque a puntare sui saldi.
Anche se, a una lettura attenta, le stime di Confcommercio per quest’ anno risultano essere un po’ inferiori a quelle diffuse alla vigilia delle svendite invernali di inizio 2009, quando i commercianti si aspettavano un giro d’ affari di circa 7 miliardi.
In ogni caso, spiega Renato Borghi «nel contesto generalizzato della crisi il settore della moda è stato sicuramente tra i più colpiti: le vendite della stagione autunno inverno hanno registrato un andamento assolutamente debole e di conseguenza le scorte nei negozi sono elevate.
Per questo l’ ampia offerta di prodotti e sconti medi superiori al 40% ci fanno sperare in una stagione moderatamente positiva».Andrebbe ancora meglio, sostengono i commercianti, se le date di inizio dei periodi di svendita fossero unificate: l’ 87,2% dei negozianti è favorevole ad una data unica nazionale.
Opinioni opposte nei confronti delle ipotesi di liberalizzazione dei periodi in cui applicare gli sconti.
Il 70% dei commercianti la vedono come il fumo negli occhi, e in particolare il 55,2% pensa che «non porterebbe ad un aumento dei consumi e a maggiori vendite».
Assolutamente contrari alla liberalizzazione anche gli associati a Confesercenti: «Sarebbe la fine dei saldi – sostengono – con un forte danno perché le vendite di fine stagione rappresentano più del 24% del fatturato totale per abbigliamento e calzature».
Di parere opposto le associazioni dei consumatori.
Per Adusbef e Federconsumatori sarebbe stato meglio anticipare i saldi, «vista la grave situazione economica e la drastica riduzione del potere d’ acquisto delle famiglie».
Per il Codacons solo il 50% delle famiglie farà acquisti, e non si andrà oltre la media pro-capite di 130 euro.
In controtendenza solo le previsioni dell’ Adoc, secondo cui per la prima volta le vendite di fine stagione aumenteranno del 4,2%.
Anche se a fare davvero boom, avverte l’ associazione, saranno i supersconti applicati sulle vendite online.
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