3 Luglio 2011

Parametri fiscali più leggeri a favore dei negozi vicini agli outlet

Parametri fiscali più leggeri a favore dei negozi vicini agli outlet
 

Catania Gli outlet e i centri commerciali provocano effetti devastanti alle piccole aziende e negozi di vicinato del territorio. Questa la tesi di Confcommercio, che ieri mattina ha illustrato un provvedimento per la riduzione dell’ applicazione degli studi di settore, relativi alle imprese di abbigliamento, pelletterie e accessori che si trovano a un’ ora di strada dall’ outlet di Agira "Sicilia Fashion Village" nell’ Ennese. Il presidente regionale di Confcommercio Sicilia Pietro Agen, ha così parlato della nuova "arma" di difesa contro la concorrenza della grande distribuzione organizzata e dei punti vendita diretti a prezzi ribassati di abiti griffati e capi firmati della grande moda. Non è giusto, infatti, secondo Confcommercio, che i negozianti del comparto abbigliamento, quelli ai quali si applicano gli studi di settore, debbano dichiarare quello che non hanno guadagnato. Per di più, dagli studi sono esclusi i grandi marchi in franchising e le multinazionali presenti nell’ outlet. Tutto è partito dalla Confcommercio di Enna. L’ apertura dell’ outlet di Agira, metterebbe in crisi i piccoli negozianti del comprensorio, tanto da creare serie difficoltà nel periodo dei saldi, il momento più atteso dai commercianti del centro di Enna, che vedono il flusso di clienti spostarsi verso il grande polo commerciale. Scende allora in campo l’ associazione dei commercianti. «L’ impatto degli studi di settore è grave – ha spiegato Agen – non soltanto per le aziende dell’ Ennese, le più vicine al "Fashion Village" ma anche per le piccole imprese della provincia di Caltanissetta o di Catania. Come Confederazione regionale abbiamo appoggiato l’ Ascom di Enna intestandoci una battaglia per ottenere benefici fiscali per tutte le aziende di abbigliamento, pelletteria e accessori che si trovano in un raggio di 90 minuti di percorrenza dall’ outlet. Oggi, con soddisfazione, possiamo comunicare alla stampa di aver ottenuto un grande successo, perché abbiamo ottenuto una seria risposta dal fisco a una compatta richiesta sindacale». Con il decreto del ministero dell’ Economia e delle Finanze del 22 marzo 2011, avente per oggetto l’ aggiornamento delle aree e dei coefficienti territoriali ai fini degli studi di settore, sono stati infatti aggiornati i coefficienti degli indicatori territoriali in relazione ai quali differenziare la modalità di applicazione di "Vm05u – Commercio al dettaglio di abbigliamento, calzature, pelletterie e accessori", per tenere conto della distanza di ciascun Comune, in cui viene svolta l’ attività economica, dal factory outlet center più vicino. A tal fine sono state individuate le "aree gravitazionali", ovvero le aree di mercato influenzate dalla presenza di ciascun factory outlet center. «La revisione dei coefficienti territoriali effettuata con il decreto del Ministero del 22 marzo – ha affermato il residente Confcommercio di Enna Maurizio Prestifilippo – era particolarmente attesa dagli operatori commerciali della provincia di Enna». A illustrare le ricadute positive per le aziende, il consulente fiscale del consorzio Ascom ennese Fabio Montesano: «Con il Decreto, è stato introdotto un particolare differenziale nella funzione di ricavo per i contribuenti che esercitano l’ attività nelle vicinanze degli outlet. Se ad esempio un’ attività commerciale del centro storico aveva una percentuale di ricavo minima del 39%, adesso si abbasserà del 25%». Intanto il commercio guarda alla stagione saldi nella speranza di una ripresa anche se le previsioni sono tutt’ altro che rosee. Almeno secondo il Codacons che annuncia un calo degli acquisti del 15-20 per cento rispetto all’ anno scorso. Per il segretario nazionale dell’ associazione dei consumatori, Francesco Tanasi, si «prevede una spesa che non dovrebbe superare i 140 euro per ciascuna famiglia. Solo il 50 per cento circa dei cittadini potrà avvalersi degli sconti di fine stagione». A Palermo, complice la giornata estiva, molta gente ha preferito il mare al richiamo dello shopping, «tuttavia – fa notare Giacomo Sinagra, titolare di uno dei negozio più apprezzati di abbigliamento maschile – c’ è stato un certo movimento. Quando non c’ è grande confusione, comunque, si lavora sicuramente meglio. Ancora però è troppo presto per fare bilanci o lasciarsi andare a previsioni». Secondo il Codacons, «a patire la riduzione degli acquisti saranno soprattutto i piccoli negozi; risultati mediamente positivi, o comunque in linea con lo scorso anno, si registreranno nei centri commerciali e anche nelle cittadelle degli outlet».

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