4 Gennaio 2012

Orari liberi per i negozi Il "no" dei commercianti

Orari liberi per i negozi Il "no" dei commercianti

 
Sondrio – Orari liberi dei negozi in città: il Comune prende tempo, la Confcommercio protesta, i negozianti strizzano l’occhio.
L’ordinanza verrà approvata dall’amministrazione comunale, ma la liberalizzazione degli orari e dei giorni di apertura anche per panetterie, pasticcerie, pizzerie al trancio, parrucchieri, estetisti e tutte le altre imprese artigiane di produzione o trasformazione di alimenti, attrezzate per il consumo immediato nei locali dell’azienda, per ora aspetta. Intanto, la Confcommercio di Sondrio, non esita a manifestare tutta la sua opposizione a questa ulteriore novità contenuta nel decreto "salva Italia".
Panetterie, pasticcerie, pizzerie al trancio, parrucchieri ed estetisti (centri di bellezza, centri benessere, per massaggi o abbronzatura) non rientrano tra le attività commerciali e quelle di somministrazioni di alimenti e bevande per i quali il decreto "salva Italia" prevede un’apertura senza limiti per 365 giorni all’anno e per 24 ore su 24: si tratta di attività che fanno parte di quelle, invece, che sono regolate da leggi regionali, ma che ora il decreto Monti concede 90 giorni di tempo per uniformarsi alla liberalizzazione di orari e giorni di apertura anche per loro.
Il presidente della Confcommercio di Sondrio, Marino Del Curto,  però, non vede assolutamente di buon occhio questa ulteriore novità: «Il commercio ha già dato tanto – spiega Del Curto -. E ora ci tocca subire anche questa nuova imposizione. È una misura che definirei assurda. Ci sarebbero tanti altri aspetti da liberalizzare e da privatizzare come ad esempio i servizi pubblici e i trasporti. E invece si arriva sempre, purtroppo, a toccare il settore del commercio». A Del Curto, in questo scenario di certo non gradito rimane comunque una piccola-grande consolazione: «Anche con tutte le liberalizzazioni – ha evidenziato il presidente di Confcommercio Sondrio – a ogni commerciante rimane e rimarrà sempre almeno la libertà di decidere se e quando tenere aperto il proprio negozio».
Intanto, la questione della liberalizzazione di questi ulteriori settori del commercio ha raggiunto anche gli uffici di palazzo Pretorio: il Comune, infatti, sta valutando come «scrivere» l’ordinanza che dà il via libera alla libertà d’orario: «Abbiamo intenzione di prenderci ancora qualche giorno per capire come stanno realmente le cose – ha spiegato l’assessore al commercio del Comune di Sondrio, Francesco Ferrara – e per accertarci che non ci siano altre modifiche in arrivo. Poi, come abbiamo sempre fatto, ci atterremo alle normative previste a livello statale e regionale per quanto concerne il commercio».
La strada dell’ordinanza che applica la liberalizzazione anche per panettieri, pasticceri, estetisti, parrucchieri e imprese artigiane di produzione o trasformazione di alimenti attrezzate per il consumo immediato nei locali dell’azienda è già stata scelta da altri Comuni in Lombardia: è il caso, ad esempio, di Como che ha deciso di concedere il via libera all’apertura dei negozi per tutti i giorni entro la fascia oraria compresa tra le 7 e le 22.
E intanto anche il Codacons, in difesa dei consumatori, fa sentire la propria voce: «Sarebbe il colmo – ha sottolineato il presidente Marco Maria Donzelli – se qualcuno, Comune o Regione, cercasse di aggirare e non rispettare l’unica misura di liberalizzazione presa in questa legislatura dal Parlamento».
 

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