12 Aprile 2020

Onde e radiazioni, l’ Irno dice no al 5G

san severino, quattro sindaci vietano la nuova tecnologia di telefonia mobile. la protesta si allarga in tutta la provincia
MERCATO SAN SEVERINO Stop al 5G nei Comuni della Valle dell’ Irno, investiti dall’ onda lunga partita dai Picentini lo scorso anno. C’ è chi però invita a non lasciarsi condizionare dalla paura del momento e lasciare via libera alla scienza. Dopo Mercato San Severino, dove il primo cittadino Antonio Somma ha disposto il divieto di sperimentazioni e installazioni riguardanti il 5G, per salvaguardare la popolazione da eventuali pericoli per la salute in attesa di studi più approfonditi, altri colleghi hanno imboccato la stessa strada. Applicando il principio precauzionale sancito dall’ Unione Europea, anche il sindaco di Baronissi, Gianfranco Valiante , è intervenuto con un’ ordinanza apposita, che prevede di subordinare l’ accettazione di qualunque procedimento a una verifica preliminare con l’ autority responsabile della salute dei cittadini e di trasmettere l’ ordinanza ai competenti uffici del Ministero della Salute, affinchè sia registrata la richiesta del Comune di Baronissi di disporre di linee guida scientificamente rigorose ed aggiornate in merito alla rilevanza di salute pubblica delle radiofrequenze 5G. «Abbiamo ritenuto di dover intervenire in via precauzionale per salvaguardare l’ eventuale pericolo e tutelare la salute pubblica – afferma Valiante – il provvedimento resterà in vigore fino a quando non saranno resi pubblici aggiornati ed evidenti studi scientifici in merito agli effetti delle radiofrequenze sulla salute delle persone». Una linea ribadita dall’ assessore all’ Ambiente, Alfonso Farina : «Un risultato importante per la città per fronteggiare la minaccia di danni gravi dell’ eventuale inquinamento elettromagnetico ottenuto grazie alla caparbietà della nostra amministrazione comunale che da subito ha dichiarato le proprie remore rispetto al 5G, almeno finché non vi sarà il conforto di studi approfonditi rispetto agli effetti di questa nuova tecnologia ». Al coro si aggiungono Vincenzo Sessa , da Fisciano, e Francesco Morra (Pellezzano), richiamando l’ atto di diffida da parte della Codacons sull’ installazione di nuovi impianti di comunicazione di quinta generazione. Ma il dibattito non riguarda solo la zona Irno. Tra i primi amministratori a firmare un’ ordinanza contro il 5G c’ era stato, alcuni mesi fa, il sindaco di Montecorvino Pugliano, Alessandro Chiola , sollevando dubbi sull’ eventuale impatto della tecnologia sull’ ecosistema. Una questione destinata a dividere l’ opinione pubblica e la politica, come sta già accadendo in questi giorni. Lo dimostra la posizione di +Europa: Antonio Santoro , esponente salernitano della direzione nazionale, contesta la linea adottata nella Valle dell’ Irno e sottolinea: «Non vi è alcuna evidenza scientifica sul fatto che le reti cellulari facciano male alla salute e vale altrettanto per il 5G, che è solo un nuovo standard non dissimile dal 4G. Il divieto è un errore che finirà soltanto per ritardare l’ offerta di connettività veloce per i cittadini e le imprese. Invitiamo gli amministratori del territorio a rivedere questa decisione e non cadere nella trappola della propaganda populista e antiscientifica. Oggi sono i “No 5G”, ieri erano i “No vax”. Bisognaaffidarsi alla scienza e non dare adito ad assurdità». Il dibattito è destinato a proseguire. Anche dopo l’ atteso chiarimento dell’ Ue. Francesco Ienco ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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