Oggi sciopero della spesa contro il caro-prezzi
-
fonte:
- La Sicilia.it
Noi non ci stiamo. Stop al caro spesa. Basta subire passivamente l`indiscriminato aumento dei prezzi.
Sembra essere questo il grido di dolore che si leva dal cuore delle famiglie siracusane ed italiane e che oggi spingerà tutti i consumatori, almeno questo è l`auspicio, a chiudere, per quanto possibile, il borsellino e a partecipare allo sciopero della spesa indetto dall`Intesa Consumatori e dall`Unione Nazionale Consumatori, che chiede al governo di istituire un`autorità dei prezzi che abbia poteri d`intervento sui rincari ingiustificati. Tramite l`odierna protesta le associazioni intendono inviare un segnale forte sia al al governo e sia ai commercianti e mostrare, così, il disagio dei nuclei familiari a reddito medio basso del sempre meno “Bel Paese“, nuclei che hanno visto i propri stipendi assottigliarsi sempre più a fronte di un potere d`acquisto sempre più inferiore ed in netto calo.
E sì perchè si spende di più e si ha sempre meno, nessun articolo è escluso.
Le statistiche fornite dal Codacons parlano chiaro. Gli aumenti vanno dal più 4,7% `per quanto riguarda tabacchi e bevande e raggiungono, e questa è la vera nota deleteria, un più 11,9% nel campo dei generi alimentari, passando per un più 10,7% per le calzature e l`abbigliamento ed un più 7,9% per le RCA. Come a dire che le necessità più impellenti degli italiani sono le più rincarate e dunque una difesa risulta essere piuttosto ardua.
Il blocco dei portafogli sembra essere così l`unico mezzo di difesa. A favore dello sciopero si è schierata a spada tratta la CGIL che, tramite Zappulla, segretario della sezione siracusana, dichiara la completa adesione del sindacato.
Il segretario accusa il governo nazionale di porre scarsa attenzione all`aumento dei prezzi, di dichiarare dati relativi all`inflazione non veritieri, e chiede che vengano effettuati monitoraggi continui al fine di evitare speculazioni, aggiungendo inoltre che “la maggioranza ha ucciso la politica dei redditi“ In sostanza i redditi non crescono ma le spese aumentano in maniera incontrollata.
A fianco del consumatore si pongono anche i DS, che tramite il senatore Rotondo, attaccano il centrodestra, reo di praticare una politica che “sta erodendo il potere d`acquisto delle famiglie“ e che penalizza, in particolar modo ,quelle del sempre più in crisi Meridione. Opposta la posizione di Failla, Confesercenti, secondo il quale lo sciopero non è il mezzo idoneo per proteggere il consumatore, vittima degli eccessivi passaggi delle merci ed individua nelle sacche di speculazione il vero male dell`economia.
Ferma anche la posizione di Mazza, Confcommercio, il quale sostiene che “lo sciopero dei consumi è una sciocchezza“ e che “l`invito a non acquistare è quasi criminale“ in uno stato nel quale il calo dei consumi è il vero nemico da sconfiggere per poter ottenere la tanto sospirata ripresa.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: aumenti, commercianti, Confcommercio, Confesercenti, Inflazione, intesa, Prezzi, Sciopero
