Oggi al ministero il piano per i controlli
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fonte:
- Il Mattino
«Zucchine paesane». «Scarole dell?orto». «Arance succose»: addio cartelli vaghi. Da oggi – anzi per la verità già da sabato scorso – frutta e verdura dovranno avere la carta di identità bene in vista. Pena, una multa fino a 15.500 euro per il commerciante furbo o distratto.
Così, se state per scegliere clementine, pere, mele, patate o melanzane, fermatevi un attimo. E date un occhio all?etichetta che – per effetto di un decreto legge targato Bruxelles – d?ora in poi dovrà comparire ovunque. E raccontarvi come in un telegramma, da dove viene, di che varietà si tratta, quanto costa e se è di prima o di seconda qualità quel che state per mettere nel carrello della spesa. Attenti, però, la regola vale sia per i prodotti impacchettati che per quelli sfusi. Obiettivo: tutelare il made in Italy. Soprattutto dopo le numerose frodi scoperte negli ultimi giorni sui nostri mercati dove – ricorda la Coldiretti – grandi quantità di agrumi spagnoli erano spacciati per nostrani. Ora, invece, il consumatore saprà se sta portando in tavola un prodotto belga, marocchino o italiano. A lui la libertà di scelta.
Ieri, la prova generale. Ma, mentre una fetta della grande distribuzione si è già adeguata alla normativa, le bancarelle degli ambulanti sono ancora in alto mare. La denuncia è delle associazioni dei consumatori – Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc – per le quali solo il 20% esibisce l?etichetta. E avvertono che chiederanno l?intervento dei carabinieri dei Nas se entro dieci giorni i venditori non si adegueranno alle norme. Non solo. Dal momento che sarà difficile accertare la veridicità delle informazioni fornite (il dettagliante dovrebbe conservare tutti i documenti), i consumatori chiedono alle associazioni di categoria di dare ai commercianti istruzioni precise per rispettare la legge. Dunque il bilancio della prima giornata non è stato granché. «È stato un avvio confuso – spiega la Confagricoltura» che ricorda come si tratti di una legge già esistente da decenni. «La novità – spiegano dalla confederazione – sta nell?inasprimento delle sanzioni e nel fatto che sul fronte dei controlli tra i venditori presto l?Istituto per il commercio con l?estero dovrà passare il testimone alle Regioni. Saranno loro a controllare il rispetto della normativa europea. Ed è perciò facile immaginare il caos nello scambio delle funzioni».
Intanto, mentre la Confederazione italiana agricoltori è preoccupata proprio per «la mancanza di adeguati controlli sia nei mercati che nelle rivendite al minuto» oggi al dicastero delle Politiche agricole ci sarà un incontro per mettere a punto la pianificazione delle verifiche a tappeto. Il ministro Gianni Alemanno giudica il decreto «fondamentale per assicurare la trasparenza e la tracciabilità dei prodotti, a vantaggio del consumatore e di tutta la filiera dell?ortofrutta italiana». E annuncia anche un?altra novità: con l?obbligo dell?etichettatura chi vuol vendere frutta e verdura dovrà, d?ora in poi, iscriversi a un apposito albo di rivenditori autorizzati.
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