5 Aprile 2018

Nuove etichette alimentari Va indicato lo stabilimento

OOO Operazione trasparenza sugli scaffali di vendita degli alimentari, compresi i prodotti -principe della dieta mediterranea: olio, pelati e conserve di pomodoro, pasta e riso. Scatta infatti l’ obbligo di indicare nell’ etichettalasede el’ indirizzo dello stabilimento di produzione o di confezionamento degli alimenti. Arrivano da oggi, salvo smaltimento delle scorte dei vecchi lotti, anche le sanzioni che vanno da 2.000 euro a 15.000 euro, in caso di inadempimento per la mancata indicazione della sede dello stabilimento o se non è stato evidenziato quello effettivo qualora l’ azienda disponga di più stabilimenti. Il provvedimento ha affidato la competenza per il controllo del rispetto della norma e l’ applicazione delle eventuali sanzioni all’ Ispetto rato repressione frodi. La novità, accolta con soddisfazione da Coldiretti che la considera «un freno agli inganni con patria e tricolore in un prodotto su quattro» è giudicata invece inutile dal Codacons che chiede trasparenza anche e soprattutto sulle materie prime. Si tratta comunque di un ritorno in scena – corsi e ricorsi sul filo dei negoziati tra Roma e Bruxelles – dell’ obbligo già sancito dalla legge italiana (D.Lgs 109/1992, oggi sostituito dal D.Lgs 231/2017) che però era stato abrogato in seguito al riordino della normativa europea in materia di etichettatura alimentare. L’ Italia ha poi stabilito la sua reintroduzione al fine di garantire, oltre che una corretta e completa informazione al consumatore, una migliore e immediata rintracciabilità degli alimenti .

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