18 Dicembre 2014

Nuova normativa sull’etichettatura Luci e ombre

Nuova normativa sull’etichettatura Luci e ombre

di MARIA CRISTINA RIZZO* È entrata in vigore il 13 dicembre scorso la nuova normativa europea sulla etichettatura dei prodotti alimentari. L’ etichetta ha una funzione molto importante in quanto ha un duplice scopo e cioè, tutelare il consumatore dal punto di vista della salute ed aiutarlo a confrontare i prodotti in commercio al fine di compiere acquisti consapevoli. Il Regolamento UE 1169/2011 ha affermato il diritto dei consumatori ad essere correttamente informati circa i prodotti alimentari. Tale normativa, se da un lato integra la legislazione italiana (anch’ essa molto precisa), sulla etichettatura (contenuta nel D.Lgs 109/1992) dei prodotti commestibili, per alcuni aspetti sembra fare un passo indietro rispetto allo spirito della norma che è quello della tutela dei consumatori. Le novità, positive, più importanti si possono così riassumere: 1)Le indicazioni obbligatorie devono essere scritte con caratteri più grandi rispetto agli altri al fine di agevolarne la lettura; 2)La data di scadenza deve essere riportata su ogni singola porzione preconfezionata e non solo sulla confezione esterna. 3)La lingua ufficiale delle informazioni dovrà essere quella del paese di commercializzazione del prodotto. 4)Obbligo di indicare, con maggiore evidenza, (ovvero con un carattere o colore diverso rispetto alle altre diciture) le informazioni relative alle sostanze allergizzanti o che possano provocare intolleranza (si calcola che in Italia sono circa 3 milioni i consumatori che soffrono di allergie o intolleranze alimentari). Tale obbligo riguarderà, poi, anche i ristoranti e le attività di somministrazione (quali bar, mense etc). 5)Dovranno essere specificati tutti gli ingredienti presenti nel prodotto e quindi in caso di utilizzo, ad esempio, di materie prime tropicali a bassissimo costo (quali olio di palma, di cocco, che hanno un forte impatto, negativo, sulla salute), dovranno comparire in etichetta e non sarà più sufficiente una indicazione generica. Dovrà essere specificato, poi, in maniera dettagliata e precisa, se l’ olio o il grasso siano stati totalmente o parzialmente idrogenati (l’ idrogeno viene aggiunto all’ olio o al grasso unicamente per allungare la conservazione del prodotto ma tale operazione è altamente dannosa per il fegato). Un passo indietro tale Regolamento lo compie, però, allorquando rende facoltativa l’ indicazione dello stabilimento di produzione dei prodotti. Tale indicazione che la nostra legislazione prevede come obbligatoria darà sicuramente motivo di non indicare in quale stabilimento vengono prodotti gli alimenti immessi sul mercato. Si smonta così un tassello importantissimo sulla tracciabilità dei prodotti, informazione fondamentale soprattutto dal punto di vista della salute. *Avvocato Ufficio legale regionale Codacons Campania.

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