14 settembre 2017

Una norma antifatture a 28 giorni

Il governo è pronto a intervenire per porre un freno al fenomeno delle fatture a 28 giorni. «Operatori del settore della telefonia e Sky hanno progressivamente modificato la cadenza delle proprie fatturazioni, portandola a una volta ogni 28 giorni, con un aggravio dei costi per i consumatori. Mentre non è in discussione la libertà degli operatori di formulare nuove offerte commerciali, nel rispetto della regolamentazione, non possono altrettanto essere messi in discussione i principi fondamentali di tutela e di trasparenza a favore degli utenti dei servizi. In questa condotta si legge infatti un comportamento scorretto verso i consumatori che pagano queste iniziative in prima persona e di tasca propria». Così il ministro per i rapporti con il parlamento, Anna Finocchiaro, ha risposto a una interrogazione rivolta al ministro per lo sviluppo economico, Carlo Calenda, nel corso del question time alla camera dei deputati. Finocchiaro ricorda che «lo scorso 15 marzo, l’ Autorità per le garanzie nelle comunicazioni è intervenuta con misure di carattere generale in materia di conoscibilità del credito residuo e anche di cadenza della fatturazione e rinnovo delle offerte da parte degli operatori di telecomunicazione». Il ministero, in attesa di conoscere l’ esito delle istruttorie avviate in materia di tutela della concorrenza e di pratiche commerciali sleali, «sta valutando segnalazioni specifiche all’ Antitrust e un apposito intervento normativo a supporto dei suddetti obiettivi», conclude il ministro. Al quale subito il Codacons chiede: «Una maxi sanzione pecuniaria nei confronti dei gestori telefonici e delle pay-tv, perché solo intaccando le loro casse sarà possibile ottenere il rispetto delle norme». Fa eco l’ Unione nazionale consumatori che propone di «fissare per legge la cadenza mensile della fatturazione e cambiare gli importi delle sanzioni, eliminando i tetti attuali e prevedendo che le multe debbano essere sempre superiori all’ illecito guadagno ottenuto con pratiche commerciali scorrette o in violazioni delle delibere delle autorità di regolazione».