Non tutte le compagnie hanno abolito le spese di ricarica
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fonte:
- La Padania
Troppe hanno rivisto al rialzo tariffe e scatti alla risposta
Avrebbe dovuto essere la grande giornata delle liberalizzazioni. Dal cilindro del ministro Bersani avrebbero dovuto spuntare innumerevoli vantaggi per i consumatori: su tutti l abolizione dei costi di ricarica per i cellulari. E invece così non è stato. Dal cilindro qualche cosa è uscito, ma più che una colomba sembra un topolino. Gli interventi previsti dal ministro per lo Sviluppo Economico, infatti, non hanno sortito gli effetti desiderati. Se a questo poi si aggiungono le false liberalizzazioni , come ad esempio la nuova normativa pubblicitaria in tema di voli aerei – che di certo non porta vantaggi economici o di mercato ai consumatori, se non un po di chiarezza sulle offerte -, si capisce facilmente quale sia il risultato ottenuto da Palazzo Chigi: praticamente nullo. Unica voce stonata nel coro di di chi accusava le compagnie telefoniche di essersi mosse in maniera scorretta, quella del ministro Bersani. “Abbiamo slegato le mani al consumatore. Da oggi – ha detto il ministro -, si paga quel che si consuma. E le imprese sanno che vincerà l offerta migliore“. L AUTHORITY CHIEDE CHIARIMENTI Immediata la risposta dell Authority per le Garanzie nelle Comunicazioni che ha inviato una richiesta di chiarimenti urgente a Vodafone e a Wind in relazione alle nuove norme previste dal decreto sulle liberalizzazioni annunciando che da oggi scatteranno controlli a tappeto sulla trasparenza delle offerte da parte delle società di telefonia mobile. L organismo guidato da Corrado Calabrò ha chiesto a Wind alcune precisazioni sui costi di ricarica. In particolare, l Autorità vuole capire perché la società abbia deciso di cancellare i costi di ricarica esclusivamente per alcune tipologie e non per tutti i tipi di offerta e di importo così come invece prevede il ddl Bersani. Inoltre la società ha mantenuto alcuni costi di ricarica per i vecchi utenti abolendo il sovraccarico solo per i nuovi abbonati ma ritoccando le offerte. A Vodafone sono invece stati sollecitati chiarimenti rispetto alla richiesta della società di un rimborso di 8 euro per il trasferimento di credito residuo dopo un certo periodo di tempo. Da parte sua, Vodafone ha ribadito che la somma di 8 euro è inferiore ai costi vivi sostenuti ed “è coerente con il decreto Bersani che consente all operatore il recupero dei costi“. IL CODACONS ATTACCA I GESTORI Sul piede di guerra anche il Codacons che ha presentato un esposto all Autorità per le comunicazioni, chiedendo un intervento urgente finalizzato a sospendere quei piani tariffari che le compagnie telefoniche propongono ai propri clienti, e che collegano direttamente o indirettamente all esercizio del diritto del non pagamento dei costi di ricarica. “I costi di ricarica devono essere eliminati per tutti gli utenti della telefonia mobile – afferma il Codacons – indipendentemente se siano nuovi o vecchi clienti, e non devono essere imposti con i nuovi piani aumenti tariffari attraverso ritocchi degli scatti alla risposta o rincari delle tariffe al minuto o al secondo“. Non solo. Per l associazione la restituzione del credito rimanente sul cellulare quando ad esempio un cliente passa a un nuovo operatore, deve avvenire in modo del tutto gratuito per l utente, senza costi aggiuntivi e senza raccomandate, balzelli che potrebbero costare più del credito residuo, e spingere quindi il cliente a rinunciare a tale diritto.
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