4 Marzo 2003

Non si ferma la corsa della benzina

Carburanti mai così cari da due anni. L?inflazione scende al 2,6% rispetto al 2,8% di gennaio grazie al calo dei medicinali

Non si ferma la corsa della benzina

Carovita in frenata a febbraio e si riapre la polemica Confindustria-sindacati



ROMA – Il calo a sorpresa dell?inflazione al 2,6% contro il 2,8% di gennaio, è stato accolto ieri con cauto ottimismo dalla Confindustria, in quanto, ha spiegato il direttore generale, Stefano Parisi, «conferma il trend di discesa del tasso e allontana gli allarmismi dei mesi scorsi». Una chiave di lettura, quella dei dati Istat, che se ha spinto le imprese a chiedere «una adeguata politica dei redditi», ha fatto scendere in campo il segretario della Cisl, Savino Pezzotta, per invocare una «politica dei prezzi in funzione anti-stagnazione». Già, perchè mentre le Nazioni Unite lanciavano ieri l?allarme-rosso sui pericoli di recessione per l?Europa a causa del caro-greggio (ovvero, nell?ipotesi di un prezzo del petrolio sopra i 31 dollari nel 2003), in Italia la corsa dei prezzi dei carburanti ha visto la benzina verde raggiungere quota 1,114 euro al litro (2.160 vecchie lire) che segnano il nuovo massimo degli ultimi due anni.
In realtà, se dal quadro internazionale dominato ormai dall?andamento del?oro nero (il brent è sceso ieri dell?1,7% a 32,25 dollari a Londra dopo la decisione della Turchia di non autorizzare l?accesso alle truppe americane), si passa all?analisi del costo della vita in Italia, si vede che il mese scorso i prezzi, secondo i dati provvisori dell?Istat, sono aumentati del 2,6% su base tendenziale registrando l`incremento più basso da settembre 2002. Il dato è in calo rispetto a gennaio (in quel mese l`aumento era stato del 2,8%) ma anche rispetto alle rilevazioni delle città campione che avevano annunciato per febbraio un aumento dei prezzi del 2,7%. Il freno all`inflazione registrato dall`Istituto di statistica è stato contestato dall`Intesa dei consumatori che ha definito «non credibile» il tasso del 2,6%. Se il calo è stato definito insufficiente dai sindacati, preoccupati per un quadro economico di sostanziale stagnazione, Confindustria e Confocommercio hanno sottolineato invece con soddisfazione il «dato positivo».
Il calo dell?inflazione è stato dovuto soprattutto alla diminuzione dei prezzi dei medicinali (a febbraio è entrata nel calcolo a modifica del prezzo delle medicine) scesi dell`1,1% rispetto a gennaio 2003 e dello 0,7% rispetto a febbraio 2002 ma anche alla contrazione dei prezzi delle comunicazioni (-0,1% rispetto a gennaio, -0,5% rispetto a febbraio 2002). Rispetto al mese di gennaio nel complesso i prezzi sono aumentati dello 0,2% ma se si considera l`indice armonizzato europeo che tiene conto anche dei prezzi che presentano riduzioni temporanee (sconti, saldi etc) si registra una riduzione dello 0,5%. Tra gli aumenti più rilevanti, l`Istat segnala il settore dei trasporti (+0,8% su gennaio +3,5% su febbraio 2002) ma anche le spese per abitazione, acqua ed elettricità (+0,5% sul mese, +3% sull`anno). Per gli alberghi e i ristoranti a fronte di un aumento dello 0,1% rispetto a gennaio 2003 si è registrato un +3,8% a livello tendenziale. Ma, se i consumatori sono tornati ad attaccare l`Istat dopo l`errore del mese scorso che aveva portato alla diffusione di un dato di inflazione del 2,7% invece del 2,8% (corretto nella stessa giornata), l?economista Renato Brunetta ha accolto come «una buona notizia» il dato di febbraio, senza nascondere però la preoccupazione per la posizione dei sindacati sul rinnovo dei contratti. «Una linea – ha ammonito – che rischia di riaccendere la corsa dei prezzi».

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