23 Novembre 2002

Non si allenta la morsa dell?inflazione

Non si allenta la morsa dell?inflazione
Napoli in testa alla classifica con gli aumenti più consistenti, ad Ancona i prezzi più stabili

Secondo la prima stima Istat nel mese di novembre si ferma a cavallo tra il 2,7% e il 2,8%, lontana dall?obiettivo 2%

NON sono buone le notizie che arrivano dalla prima stima Istat delle città campione. Il dato grezzo indica a novembre un aumento dei prezzi su base tendenziale attorno al 2,7%, che sarebbe in linea con il mese precedente. Considerando anche i decimali, però, il dato è molto vicino allo scalino del 2,8%, ancora più lontano dall?obiettivo del 2% che il governo si aspettava per l`Italia, e soprattutto il livello più alto da 15 mesi.
Napoli è la città con gli aumenti più consistenti rispetto allo scorso anno, Ancona quella con i prezzi più freddi, ma tutte mostrano rialzi più o meno marcati.
Per avere indicazioni più precise servirà la stima provvisoria dell`Istat il 28 novembre e, infine, quella definitiva il 17 dicembre. Il dato delle città campione, infatti, è raccolto e pubblicato dagli istituti comunali di statistica e poi elaborato dagli analisti. L`elaborazione di tutti i dati e l`esercizio del meccanismo degli arrotondamenti effettuato dall`istituto di statistica potrebbe infatti anche determinare un lievissimo rialzo che sposterebbe il dato su base tendenziale al +2,8%.
A livello tendenziale, cioè rispetto a novembre 2001, l`aumento più sensibile è stato registrato a Napoli, dove i prezzi sono cresciuti del 3,7%, contro il 3,1% di ottobre. Seguono Venezia (+3,5%), Verona (+3,4%), Pisa (+3,1%) e una seria di città a +3%, Torino, Trieste, Palermo. L`aumento più contenuto ad Ancona (+1,9%).
Il dato congiunturale, rispetto cioè al mese di ottobre, vede in testa ai rincari ancora Napoli (+0,6%), poi Palermo e Pisa (+0,5). A Como i prezzi sono rimasti invariati da ottobre a novembre.
Il primo effetto visibile di questa conferma amara arriva dal prolungamento dell`intesa tra Confesercenti e rappresentanti dei consumatori. E già perché proprio alla vigilia dell`autunno caldo Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori (i 4 partner dell`intesa anti-rincari) avevano promesso controlli severi e bollini apposti all`entrata dei negozi più onesti.
L`accordo coinvolge oltre 70mila negozi e in un primo tempo sarebbe scaduto a fine anno, ora è stato prolungato fino al 31 marzo.
Non si hanno ancora dati sul controllo effettivo che è stato possibile attuare finora, ma sicuramente la tendenza al rialzo (in alcune città molto spiccata) non è una buona indicazione. Specialmente per il commercio natalizio, che al momento è previsto decisamente gelido. Sembra un ciclo decennale: l`ultima pesante crisi risale infatti al `92, quando in autunno la lira fu addirittura esclusa dallo Sme.
Oggi siamo in pieno regime euro e la nostra economia rischia molto. «È un primo segnale verso la stagnazione – dice allarmato Sergio Billè, presidente di Confcommercio – e adesso è il tempo di misure di contrasto davvero efficaci».

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