3 Dicembre 2004

Non ci crediamo, dietro questo appello c?è il trucco

Pioggia di critiche sul presidente dei commercianti. Solo il ministro Antonio Marzano applaude


«Gli aumenti li hanno già fatti»


Per i consumatori è una truffa, per Confesercenti è demagogia







MILANO. Per i consumatori è un?operazione «di facciata» che arriva in ritardo di due anni, se non addirittura una «truffa». Un «appello demagogico» poi per la Confesercenti che già da tre mesi ha abbassato i prezzi del 2% in 40 mila negozi. Mentre riscuote l?applauso del ministro Marzano, non mancano critiche all?invito a ridurre i prezzi lanciato dal presidente di Confcommercio Billè. «Non ci crediamo, dietro questo appello c?è il trucco». A pensarla così è l?avvocato Carlo Rienzi, presidente del Codacons, che aggiunge: «I prezzi in realtà li hanno già aumentati e le riduzioni verranno quindi fatte su questi aumenti. La magistratura dovrebbe avviare un?indagine per truffa perchè si tratta di danneggiare una molteplicità di persone». Secondo Intesaconsumatori (che oltre al Codacons, raggruppa Adoc, Adusbef e Federconsumatori) i rincari natalizi arrivano già per alcune voci al 55 per cento. Allo stesso tempo, Intesaconsumatori avverte che promuoverà iniziative «salva-portafoglio» monitorando i prezzi dei prodotti tipici natalizi. Per quanto riguarda poi l?accordo del governo con la grande distribuzione citato ieri dal ministro Marzano, secondo Rienzi «è solo fumo negli occhi» perchè «la grande distribuzione ha abbassato solo i prezzi dei propri marchi e in questo periodo vengono ridotti quelli dei prodotti meno venduti e aumentano gli altri». Critico anche il vicesegretario generale di Cittadinanzattiva Giustino Trincia: «L?iniziativa di Sergio Billè – dichiara – arriva con un ritardo di almeno due anni e nel frattempo abbiamo fatto i conti con la clamorosa e evidente a tutti perdita del potere di acquisto delle famiglie. Inoltre non tiene conto della necessità di una sistematica riduzione dei prezzi con un?oscillazione media del 10-15% in relazione alla tipologia dei prodotti». Secondo Trincia poi «l?unico vero segnale molto positivo è la diminuzione del prezzo del latte in polvere messo in atto dalla Coop dal primo dicembre, questa sì che è una misura concreta che farà risparmiare tra i 600 e gli 800 euro all?anno a famiglia. E? un esempio da seguire e non un?operazione di immagine come quella di Billè». Il ministro Marzano invece che complimentarsi con Sergio Billè «dovrebbe invitare – aggiunge Trincia – il suo collega del Tesoro a ridurre le giocate di lotto, totocalcio e lotterie aumentate del 35 per cento dal 1º gennaio 2002». Il vicesegretario di Cittadinanzattiva ricorda poi che il problema prezzi è legato al capitolo servizi di pubblica utilità: «Trenitalia ha lanciato il pendolino low-cost ma intanto in alcune regioni gli abbonamenti hanno subito aumenti tra il 4 e l?11 per cento, l?energia aumenta, il prezzo della benzina sale molto rapidamente e cala con grande lentezza, poi ci sono le tariffe per le scuole come i noti i costi dei servizi bancari. E? un problema di sistema su cui non c?è controllo». Dal canto suo la Confesercenti parla di «appelli demagogici» e muove una critica soprattutto al ministro Marzano. «Il ministro Marzano – afferma il presidente Marco Venturi – la deve smettere di sponsorizzare la grande distribuzione esaltando iniziative e appelli demagogici». L?iniziativa di Sergio Billè «ci vede convergenti, ma noi già tre mesi fa abbiamo lanciato – aggiunge il vicesegretario generale Mauro Bussoni – la campagna ?Spesa amica? tagliando i prezzi del 2 per cento in 40 mila negozi. Quello che ci meraviglia è che il ministro Marzano la richiami dimenticandosi di iniziative concrete già effettuate come la nostra».

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